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COSMETICI: STOP AI TEST SUGLI ANIMALI?

cronaca evidenza

Dall’11 marzo prossimo dovrebbe entrare in vigore nell’Unione Europea il divieto assoluto di testare materie prime cosmetiche su animali, di vendere e di importare prodotti con ingredienti testati su cavie.

La direttiva europea 2003/15/CE, già in vigore dal 2009, proibiva i test su animali per i cosmetici finiti, ma prevedeva una deroga per la sperimentazione di ingredienti o combinazioni di ingredienti; tale deroga scade, appunto, in data 11 marzo 2013.

Temendo un ulteriore rinvio da parte di Commissione e Parlamento Europeo, la Lega anti vivisezione (LAV) e altre organizzazioni animaliste europee si sono mobilitate e hanno organizzato diverse raccolte firme per chiedere di rispettare la scadenza prevista.

Il divieto che entrerà in vigore l’11 marzo, fortemente voluto non solo dalle associazioni animaliste di tutto il mondo, ma anche da buona parte dell’opinione pubblica, è invece visto dalle industrie cosmetiche come “pietra tombale che si abbatterà sulla ricerca.” L’eurodeputato Andrea Zanoni ha risposto dichiarando che questa data “deve diventare la pietra tombale di tutti questi test, senza eccezione di sorta” e ha confermato che “esistono già sul mercato 15-20 mila ingredienti per cosmetici che non prevedono test sugli animali. Le deroghe chieste all’entrata in vigore del divieto del marzo 2013 sono un inutile regalo alle tradizionali lobby della cosmesi interessate solo a mantenere lo status quo e i propri profitti senza alcun riguardo per i milioni di animali inutilmente torturati nei laboratori d’Europa.”

In varie parti del mondo si considerano ormai come eticamente inaccettabili i test su animali condotti a fini cosmetici: basti considerare che i trattamenti a cui vengono sottoposte le cavie raggiungono i 3.000 test per ogni singolo prodotto, senza utilizzo di anestetici. Di recente anche Israele e India hanno vietato la vendita e l’importazione di prodotti cosmetici realizzati con test su animali, mentre negli USA, il National Institutes of Health Councilha approvato una relazione in cui si chiede di cessare l’utilizzo degli scimpanzé nei laboratori di ricerca.

Fonti:

http://life.wired.it/news/natura/2013/01/23/cosmetici-stop-ai-test-sugli-animali-forse.html

http://www.lav.it/index.php?id=1702

http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/test-cosmetici-sugli-animali-al-parlamento-europeo-per-dire-basta.html

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GRAVI INCIDENTI AMBIENTALI: I CITTADINI DEVONO SAPERE

Di questi giorni le nuove disposizioni sulla direttiva di Seveso (Direttiva 96/82/CE): la norma europea tesa alla prevenzione ed al controllo dei rischi di incidenti rilevanti, connessi con determinate sostanze classificate pericolose. La direttiva prevede specifici obblighi per i gestori di quegli stabilimenti in cui tali sostanze siano o possano essere presenti, in quantitativi superiori a specifici limiti di soglia stabiliti dalla Direttiva. E l’Italia il 17 agosto 1999 l’ha recepita con il decreto legislativo n. 334 ”Attuazione delle direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”. Leggi qui

Questo provvedimento obbliga gli Stati membri a preparare piani di emergenza per le zone intorno agli impianti industriali in cui si trovano ingenti quantitativi di sostanze pericolose.

Le ultime disposizioni, che rientrano in un aggiornamento tecnico, a seguito della recente evoluzione della classificazione delle sostanze chimiche a livello europeo e internazionale, punteranno anche ad una migliore informazione dei cittadini dell’UE per coinvolgerli di più nelle decisioni riguardanti la pianificazione del territorio. Inoltre una conoscenza maggiore, che passa anche per via informatica, consentirà di acquisire modelli di comportamento efficaci in caso di incidente e di avviare azioni legali nel caso in cui non siano state fornite informazioni adeguate. Tutti gli stabilimenti interessati dalla normativa dovranno fornire notizie precise sui sistemi d’allarme e sulle norme di comportamento dei cittadini in caso di grave incidente . Quando si verifica un incidente, le autorità competenti dovranno informarne tutti i potenziali interessati comunicando le principali misure del caso.

Saranno inoltre più rigorose le norme di ispezione degli stabilimenti e le misure di sicurezza.

Gli Stati membri dovranno applicare le nuove norme a partire dal 1° giugno 2015, data in cui diventa pienamente applicabile la nuova legislazione sulla classificazione delle sostanze chimiche in Europa.
Nel 2008 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato il regolamento relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele, che adegua il sistema UE alla nuova classificazione internazionale (ONU) delle sostanze chimiche (Globally Harmonised System, GHS, sistema mondiale armonizzato). Da qui la necessità di adeguare la direttiva Seveso, in quanto la sua portata è basata sulla precedente classificazione delle sostanze chimiche che sarà abrogata dal regolamento sopra citato entro il 2015.
Leggi qui


 

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I DIRITTI DEI PASSEGGERI GARANTITI DALLA UE

giurisprudenza

 

Tempo di vacanze: ovviamente per chi se lo può permettere da un punto di vista economico. Aumentano gli spostamenti all’interno dell’Unione Europea (UE), in Italia e anche quelli intercontinentali. La concentrazione dei viaggi in un periodo limitato di tempo non può che far comparire criticità e disfunzioni strutturali, mimetizzate da condizioni operative sono naturalmente più tranquille.

Importante è ricordare che la disponibilità a sopportare ritardi  e qualche disagio non deve essere mai confusa con la messa in discussione di diritti individuali che l’UE riconosce e garantisce ai suoi cittadini. (vedi) e (vedi).
Il motivo di questa garanzia è semplice: fa parte della tutela del diritto alla salute che i disagi di viaggio possono mettere seriamente in discussionen da deprivazione del sonno, sete, scarsa igiene ambientale… Tra l’altro è importante aver presente una panoramica attendibile di questo ambito della giurisprudenza nel caso si fosse costretti a richiedere un riconoscimento economico di danni subiti: la valutazione del danno, come insegna la Medicina legale, non può che essere stabilita dal Diritto.

Oltre alla consultazione dei tre link segnalati consigliamo quindi la lettura del clicca qui a questo articolo, elaborato da “Marketpress.info”, diffuso da Press-IN, la struttura di comunicazione del Comune di Venezia particolarmente attenta ai problemi della disabilità.

Nicola Ferraro

Les droits des passagers sont garantis par l’UE

Les vacances : ça va sans dire pour ceux qui peuvent se permettre économiquement d’y aller. Les voyages augmentent au sein de l’Union Européenne (UE), de l’Italie et même les déplacements intercontinentaux. La concentration des déplacements dans une période de temps limitée ne peut que souligner les questions et les dysfonctionnements structurels, camouflé en conditions opérationnelles naturellement plus tranquilles.

Il faut rappeler que la volonté de supporter des inconvénients et des retards ne devrait jamais être confondue avec la remise en question des droits individuels que l’UE reconnaît et garantit à ses citoyens. (Voir) et (voir).
La raison de cette garantie est simple : c’est un part de la protection du droit à la santé que  les malaises des voyages peuvent remettre en discussion, la privation de sommeil, la soif, la médiocrité de l’assainissement… Entre autres est important avoir un aperçu fiable de la jurisprudence dans ce domaine si on est forcé de demander des dommages-intérêts : l’évaluation des dommages, comme nous l’avons appris en droit médical, ne peut être établie que par la loi.

En plus de la consultation des liens ci-dessus nous vous recommandons de lire le lien à cet article, publié par « Marketpress.info », et diffusé par la Presse-IN, la structure de communication de la ville de Venise qui est particulièrement attentive aux problèmes des personnes handicapées.

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VECCHIAIA: AL VIA UN PROGETTO DI RICERCA EUROPEO

ricerca evidenza

   

C’è molto futuro ma anche tanta angoscia collettiva nel progetto di ricerca europeo sulla vecchiaia lanciato lo scorso 18 ottobre dal Parlamento Europeo. Futuro perché il Vecchio Continente, visto l’allungamento costante della vita media, troverà presto una nuova pertinente motivazione ad essere chiamato così e angoscia perché il termine dato allo studio (“Futurage”, età futura) è sintomatico di una rimozione della vecchiaia, ultima età di passaggio della vita. Per lo studio è stata prevista addirittura una “road map”: una “cartina stradale”, un itinerario a tappe. FUTURAGE (vedi) è infatti un programma europeo di ricerca sull’invecchiamento della popolazione comunitaria nel prossimo decennio e l’obiettivo del progetto è dare indicazioni tecniche all’Unione per affrontare tale sfida nel futuro.
Il documento politico approvato deriva dall’omonimo progetto di un docente di Politica sociale e Gerontologia sociale presso l’Università di Sheffield, Alan Walker,  elaborato congiuntamente a 24 partner provenienti da differenti Paesi dell’UE.
Nel 2060, nel vecchio continente, la percentuale della popolazione con più di 65 anni sarà il 30% del totale – nel 2010 era pari al 17%- e il gruppo di cittadini con più di 80 anni passerà dal 5% al 12%.
La Road Map si propone di affrontare le disuguaglianze sanitarie in Europa per contribuire all’obiettivo di aumentare di due anni le prospettive di vita già entro il 2020. Secondo Walker continua ad esistere un ritardo strutturale tra la situazione socio-demografica e gli atteggiamenti della società e delle istituzioni soprattutto nel mercato del lavoro e dei media. “La vecchiaia –ha detto l’accademico inglese- rappresenta solo una parte del percorso di vita ma è caratterizzata da uno sviluppo permanente. Il concetto che meglio coglie questa prospettiva è l’invecchiamento attivo, l’atteggiamento individuale e collettivo che produce il miglioramento di tutti gli aspetti della vita dell’anziano senza escludere le i soggetti inattivi o fragili”.
La Road Map – finanziata nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca dell’UE – presenta quattro raccomandazioni chiave:

  • coinvolgere gli utenti finali della ricerca;
  • migliorare il coordinamento degli studi sull’invecchiamento attuali e futuri;
  • potenziare le possibilità di dottorato, di formazione professionale post-dottorato e di ricerca, fornendo infrastrutture e supporto;
  • agevolare il trasferimento e lo scambio di conoscenze per sfruttare al meglio i risultati raggiunti.

Máire Geoghegan-Quinn, commissario per la “Ricerca, l’Innovazione e la Scienza”, ha dichiarato che si tratta della “consultazione più ampia mai condotta in questo campo; per la creazione del programma sono stati infatti mobilitati diversi attori, tra cui medici, politici, rappresentanti dell’industria e degli anziani”.
Walker ha concluso affermando che “la Road Map è costruita sulla multi-disciplinarietà per fornire all’Unione le basi per fronteggiare con successo l’invecchiamento della sua popolazione”.

Nicola Ferraro

VIEILLESSE : AU FEU VERT UN PROJET DE RECHERCHE EUROPÉEN

Il y a beaucoup de futur mais aussi beaucoup d’angoisse collective dans le projet de recherche européen sur la vieillesse lancée le 18 octobre dernier par le Parlement Européen. Futur parce que le Vieux Continent, vu l’allongement constant de la vie moyenne, il aura bientôt une nouvelle motivation pertinente à être appelé ainsi et angoisse parce que le terme donné à l’étude (« Futurage », âge futur) est symptomatique d’un déplacement de la vieillesse, derniers âges de passage de la vie. Pour l’étude a été prévue une véritable « road map » : une « carte routière », un itinéraire par étapes. FUTURAGE (voir), c’est en effet un programme européen de recherche sur le vieillissement de la population communautaire dans la prochaine décennie et le but du projet est celui de donner des indications techniques à l’Union pour affronter ce défi dans l’avenir.

Le document politique approuvé dérive du projet homonyme d’un professeur de Politique sociale et Gérontologie sociale près de l’université de Sheffield, Alan Walker, élaboré conjointement avec 24 partenaires qui proviennent de différents Pays de l’UE.

En 2060, dans le vieux continent, le pourcentage de la population âgée plus de 65 ans sera le 30% du totale – dans la 2010 il était le 17% – et le groupe de citoyens avec plus de 80 ans il passera de 5% à 12%.

La Road Map se propose d’affronter les inégalités sanitaires en Europe pour contribuer à l’objectif d’augmenter de deux ans les perspectives de vie déjà d’ici au 2020.  Selon Walker il continue à exister un retard structural surtout entre la situation sociodémographique et les attitudes de la société et des institutions du marché du travail et des médias. « La vieillesse – il a dit – c’est seulement une partie du parcours de la vie, mais elle est caractérisée par un développement permanent. L’idée qui accueille cette perspective mieux est le vieillissement actif, l’attitude individuelle et collective qui produit l’amélioration de tous les aspects de la vie de l’âgé sans exclure les sujets inactifs ou fragiles ».

La Road Map  – soutenue dans le cadre du Septième programme de recherche de l’UE – présente quatre recommandations clé :

  • engager les utilisateurs finals de la recherche ;
  • améliorer la coordination des études sur le vieillissement actuels et futurs ;
  • développer les possibilités de doctorat, de formation professionnelle post-doctorat et de recherche, en fournissant infrastructures et support ;
  • faciliter le déplacement et l’échange de connaissances pour exploiter au mieux les résultats atteints.

Máire Geoghegan-Quinn, commissaire pour la « Recherche, l’Innovation et la Science » a déclaré qu’il s’agit de la « consultation la plus ample conduite dans ce domaine ;  pour la création du programme ils ont été en effet engagés différents acteurs dont médecins, politiques, représentants de l’entreprise et des âgés. »

Walker a conclu en affirmant que « la Road Map est multidisciplinaire pour fournir à l’Union les bases pour affronter avec succès le vieillissement de sa population ».

OLD AGE: AN EUROPEAN PROJECT IS STARTING

There is future but also mass anxiety in an European research project about old age which has been launched by the European Parliament the last 18th of October.

There is future because the Old Continent, since the increase of life expectancy, will find soon a new and appropriate reason in its name. There is anxiety because the name given to the research, “Futurage”, indicates a removal of old age, the last age while living on this earth.

The research suggests even a “road map”: a sort of route in stages.

FUTURAGE (see: vedi) is an European research program about Community population ageing in the next decade and its aim is to give to the Union some technical advices in order to face this future challenge.

The approved political document comes from the homonymous project by Alan Walker, professor of Social Politics and Social Gerontology at Sheffield University, elaborated together with 24 partners coming from different EU Countries.

In 2060, in the Old Continent, the population over 65 years old will be 30% – in 2010 it was the 17%- and citizens over 80 will increase from 5% to 12%.

The Road Map has the aim to face health care inequalities in Europe in order to increase life expectancy of two years within 2020. According to Walker, there is still a structural delay between the social and demographic situation and society and institutions behaviors especially in job market and media. Quoting the British professor: “Old age represents only a part of life but it is characterized by a permanent development. Active ageing is the idea that describes this perspective in the best way. It is the individual and mass behavior that produces the improvement of all the aspects of old people life without excluding inactive or fragile people”.

The Road Map is funded by the 7th EU program research panel and suggests four key advices:

-       involving the final users in the research;

-       developing the coordination among present and future researches about ageing;

-       strengthening the possibilities of Ph.D., post-doctoral and research training by giving support and facilities;

-       helping knowledge exchange in order to use the reached results at their best.

Commissioner for “Research, Innovation  and Science”, Máire Geoghegan-Quinn, said: “This is the widest meeting ever done in this area. Many experts have been asked to participate in the program drafting: medical doctors, politicians, businessmen and elderly people among them”.

Quoting again Walker: “The Road Map is based on multi-disciplinarity in order to give to the Union the weapons to successfully face its population ageing”.

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PRODUZIONE DI FARMACI: INIZIA UNA NUOVA ERA?

farmaci evidenza

   

La ricerca medica è sostenuta dall’industria farmaceutica (sempre più concentrata in pochissime mani a livello mondiale). In cambio il settore incamera per anni i diritti derivanti dalle nuove realizzazioni. È un accordo non scritto ma, come tutti “patti leonini” è quello dalle regole più rispettate e immutabili. Una modo di operare che stride con la complessità della ricerca medica attuale. Forse è arrivato il momento di voltare pagina individuando nuove regole, nuove opportunità, nuovi modi di fare mercato.
Due articoli di “QS” dettano in qualche modo i tempi di questo cambiamento che sembra davvero alle porte: il primo illustra i termini del divieto europeo di brevettare farmaci ricavati da staminali che comportano la distruzione dell’embrione umano (vedi) e il secondo è un’interessante intervista a Rasi (Aifa) che traccia i termini di questa rivoluzione “farmaceutica” forse alle porte (vedi).

Nicola Ferraro

PRODUCTION DE MEDICAMENTS : UNE NOUVELLE ERE COMMENCE ?

La recherche médicale est soutenue par l’industrie pharmaceutique (de plus en plus concentrée dans très peu de mains dans le monde). En retour, l’industrie pour des années gagne les droits tirés des nouveaux projets. Il est un accord non écrit, mais, comme tous les conditions inégales sont les règles les plus respectées et immuables. Une manière de faire qui contraste avec la complexité de la recherche médicale actuelle. Peut-être, est-il le temps de tourner la page pour identifier de nouvelles règles, de nouvelles opportunités, de nouvelles façons de faire du marché.
Deux articles du « QS » en quelque sorte dictent le calendrier de ce changement qui semble vraiment à portée de main : le première décrit les conditions de l’interdiction européenne sur le brevetage des médicaments dérivés de cellules souches qui impliquent la destruction de l’embryon humain (voir) et le second est une interview intéressante avec Rasi (AIFA), qui décrit les modalités de cette révolution « pharmaceutique » peut-être très proche (voir).

DRUGS PRODUCTION: IS A NEW AGE STARTING?

Medical research is supported by the pharmaceuticals industry (more and more accrued to very few hands worldwide).

In return for it, pharmaceutical industry appropriates for years the patents rights coming from new products.

It is an unwritten agreement and, just like all “lion pacts”, its rules are the most respected and immutable. This way of acting clashes with the complexity of the present medical research. Maybe it is time to turn over the page by identifying new rules, new opportunities and new ways of market making.

Two articles by “QS”  set out in some ways the time of this forthcoming change : the first shows the European prohibition to patent drugs extracted from stem cells causing the destruction of human embryo (see: vedi). The second article is an interesting interview to Rasi (Aifa) who outlines this “pharmaceutical” revolution at the gate (see: vedi).

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