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RICERCA SCIENTIFICA SUL WEB: UN NUOVO SITO PER INFORMARSI GRATUITAMENTE

ricerca evidenza

FreeFullPDF.com è un nuovo sito dedicato alla ricerca scientifica e alla letteratura che comunica novità e scoperte. Ne dà notizia il DoRS in un articolo del suo portale specificando che lo scopo di questo sito è di agevolare la reperibilità di informazioni e di pubblicazioni ad accesso libero sul Web. In questo nuovo servizio si possono trovare articoli di diversi campi e discipline tra cui, scienze della vita e salute, fisica, ingegneria, scienze sociali ed umane.
Ogni documento può essere scaricato gratuitamente e salvato in formato pdf.
A dar vita a questa iniziativa culturale è un’azienda di innovazione tecnologica francese (knowmade.com) specializzata nella ricerca e nell’analisi di fonti informative in ambito scientifico. Le pubblicazioni indicizzate nel database sono state selezionate a partire da un insieme di 10.000 fonti informative di tipo tecnico-scientifico e biomedico.
La ricerca in FreeFullPDF.com può essere svolta semplicemente scrivendo le parole chiave nella finestra di dialogo. L’uso della lingua inglese consente la restituzione di un numero maggiore di risultati e di migliore qualità. Per effettuare una ricerca specifica è possibile leggere le regole descritte al seguente link http://www.freefullpdf.com/operators.html

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SALUTE ON LINE? SI, MA CI VUOLE UNA GUIDA

cronaca evidenza

 

Secondo una ricerca della London School of Economics, sono 24 milioni gli italiani che cercano su Internet informazioni riguardo medicina e salute. Anche secondo il Censis, 1 italiano su 3 fa ricorso alla Rete per cercare informazioni sulla salute. E, com’è facile immaginare, la percentuale sale soprattutto fra i giovani: l’84% dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni, secondo uno studio di Eikon strategic consulting, si affida infatti al «dottor web». Numeri che in futuro sono destinati ad aumentare, ma già oggi, sempre secondo il Censis, il web è la prima fonte di informazione per il 12% della popolazione. (leggi qui http://allegati.aism.it/manager/UploadFile/2/20120314_955.pdf).

A questo proposito è da poco uscito il nuovo numero del bimestrale di AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla su cui, oltre ad articoli ed interviste molto approfondite e a diversi box di informazione pratica, è possibile leggere proprio una lunga inchiesta sull’uso che medici e pazienti fanno del web: l’aspetto forse più interessante, a parte le percentuali piuttosto alte di “Internauti”, è l’uso crescente nel mondo sanitario dello strumento informatico. Non però come surrogato di relazione medico-paziente o come piattaforma di appalto di competenze; il web si configura piuttosto come spazio di conoscenza preliminare del malato, solo però se opportunamente presentato e spiegato. In questo modo le notizie trovate sulla Rete diventano un primo momento di costruzione del patto comunicativo tra medico e paziente: tutto ciò è possibile a condizione che sia il professionista sanitario a guidare nella navigazione, tre le molte insidie, che pur esistono, del mondo virtuale. Per tale ragione, secondo Eugenio Santoro, direttore del Laboratorio di informatica medica dell’Istituto Mario Negri di Milano, la strada da seguire è quella di un’educazione alla corretta navigazione. Negli Stati Uniti, ma sempre più spesso anche in Italia, «si tende a guidare il paziente alla ricerca di informazioni, un’attività di orientamento che si aggiunge al consueto trattamento farmacologico e che in effetti potrebbe essere la strada giusta verso cui dirigersi».

Questo sistema però si deve arrestare quando si entra nel campo farmaceutico, aspetto delicato e molto rischioso del rapporto col web (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/se-la-salute-si-vende-sul-web/2177253). È recente infatti il caso del farmaco killer comprato dalla Rete

e su cui anche le più importanti istituzioni in ambito sanitario si sono espresse con chiarezza: http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=3468. Lo stesso discorso di cautela riguarda la pratica dell’autodiagnosi, maggiormente diffusa in Italia rispetto a Francia, Spagna, Germania e perfino rispetto alla più digitalizzata (almeno come numero di contatti in Rete) cioè la Cina.

L’articolo di AISM quindi punta all’uso del web non come fonte di informazioni libere, ma come strumento di interazione partecipata tra medico e paziente, che andrebbe usato secondo precise regole e strategie di lettura critica.

SANTÉ EN LIGNE ? OUI, MAIS IL FAUT UN GUIDE

Selon une étude de la London School of Economics, ce sont 24 millions les Italiens qui cherchent  sur Internet renseignements sur la médecine et la santé. Même selon Censis, 1 sur 3 italiens utilise l’Internet pour rechercher de l’information sanitaire. Et, comme vous pouvez l’imaginer, le pourcentage augmente, surtout chez les jeunes : 84% des garçons âgés de 18 à 24 ans, selon une étude de Strategic Consulting Eikon, de fait, s’en remette à « Dr. Web ». Ces chiffres augmenteront à l’avenir, mais aujourd’hui, selon Censis, le Web est la source principale d’information pour le 12% de la population. (Lire ici http://allegati.aism.it/manager/UploadFile/2/20120314_955.pdf).

À ce sujet, l’AISM, Association italienne sclérose en plaques a récemment publié la nouvelle édition bimestrielle où, ainsi que des articles et des interviews très approfondies et plusieurs boîtes d’informations pratiques, vous pouvez lire justement une longue enquête sur l’utilisation que les médecins et les patients font du web : l’aspect peut-être le plus intéressant, en plus du pourcentage assez élevé de « internautes », est l’utilisation croissante des technologies informatiques en domaine de santé. Mais ce n’est pas comme un substitut à la relation médecin-patient ou une plate-forme pour l’achat des expertises ; et le web est plutôt un domaine de connaissance préalable du patient, mais seulement si elles sont correctement présentés et expliqués. De cette façon, les nouvelles repérées en ligne devient un premier pas vers la construction du pacte de communication entre le médecin et le patient : tout est possible à condition que soit le professionnel sanitaire à conduire dans la navigation parmi les nombreux dangers qui existent dans le monde virtuel. Pour cette raison, selon Eugenio Santoro, Directeur du Laboratoire d’Informatique Médicale de l’Institut Mario Negri de Milan, la façon pour avancer est celle de fournir une éducation adéquate en matière de navigation. Aux États-Unis, mais aussi de plus en plus en Italie, « il y a la tendance à conduire le patient à rechercher des informations, une orientation qui est ajoutée au traitement médicamenteux habituel et qui en effet peut-être la bonne conduite. »

Ce système, cependant, doit s’arrêter quand on entre dans le domaine pharmaceutique, un aspect très délicate et risquée des rapports avec le web (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/se-la-salute-si-vende-sul-web/2177253). C’est récent le cas du médicament « killer » acheté en ligne.

Et sur ​​lequel même les institutions les plus importantes dans le domaine de la santé ont exprimé leur avis clairement : http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=3468. Il y a la même prudence sur la pratique de l’autodiagnostic plus répandue en Italie qu’en France, Espagne, Allemagne et, plus encore que dans la plus informatique (au moins pour nombre de contacts sur l’Internet) : la Chine.

L’article de l’AISM vise ensuite à l’utilisation du Web non pas comme une source d’information libre, mais comme un outil pour l’interaction participative entre le médecin et le patient, qui doit être utilisé selon des règles spécifiques et des stratégies de lecture critique.

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I RISCHI DEL WEB

cronaca evidenza

 

È recente la notizia che tra gli adolescenti cresce l’abitudine di scambiarsi immagini sul Web che hanno in qualche modo una connotazione sessuale.

La parola tecnica che definisce questa pratica è “sexting” ed ha certamente un’eco inquietante, sul piano psicologico e pratico. Più del 50% degli adolescenti, tra Web, cellulari e altri supporti digitali, trascorre quasi un terzo della giornata a navigare in Internet e, dalle ultime rilevazioni, a scambiare immagini di natura sessuale. Questi sono alcuni dati dell’indagine condotta da Telefono Azzurro Ted Eurispes per il dodicesimo anno consecutivo. La ricerca, che ha coinvolto bambini e adolescenti dai 12 ai 18 anni, verrà presentata nella sua forma integrale il 6 dicembre a Roma. Per i “nativi digitali” quindi i rischi da “internauti” sembrano aumentare e diventare sempre più gravi.

 TELEFONO AZZURRO-EURISPES: È ALLARME ‘SEXTING
SEMPRE PIÙ DIFFUSO LO SCAMBIO DI IMMAGINI A SFONDO SESSUALE.
(DIRE – NotiziarioMinori) Roma, 18 nov.
L’utilizzo delle nuove tecnologie cambia le abitudini degli adolescenti italiani: ignorando i possibili rischi, sempre più frequentemente gli adolescenti si scambiano immagini a sfondo sessuale. È il sexting una nuova pratica che mette in allarme gli adulti. I nativi digitali sono sempre più multitasking e iperconnessi: il 37,7% trascorre quotidianamente da due a più di quattro ore del proprio tempo su Internet; il 41,4% usa il cellulare più di due ore al giorno, di cui il 27,4% oltre le quattro ore. Tra i nuovi rischi di Internet e dell’uso di cellulari il sexting, ovvero l’invio di immagini e video a sfondo sessuale ad amici, fidanzati, adulti, persone conosciute e non:

il 6,7% dei giovani italiani ha inviato sms o video a sfondo sessuale col proprio cellulare, mentre il 10,2% ne ha ricevuto almeno uno. Sono alcuni dei dati che emergono dall’Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza realizzata nelle scuole italiane da Telefono Azzurro ed Eurispes per il dodicesimo anno consecutivo. L’indagine, che ha coinvolto bambini e adolescenti dai 12 ai 18 anni, verra’ presentata nella sua forma integrale il 6 dicembre a Roma. L’esposizione alle immagini sessuali sembra essersi moltiplicata per i “nativi digitali”: su Internet e attraverso i cellulari con grande facilita’ essi possono guardare, inviare e ricevere immagini a sfondo sessuale.Spesso i ragazzi ignorano i rischi legati alla visione, alla produzione e allo scambio di immagini sessuali, proprie o altrui. In alcuni casi l’invio e la pubblicazione on line sono strumento per atti di bullismo, legati alla volontà di ferire il protagonista delle immagini stesse. In molti casi, inoltre, i ragazzi non sono consapevoli di scambiare materiale pedopornografico, aumentando cosi’ il rischio di entrare in contatto con soggetti malintenzionati.
Il tema dei pericoli delle nuove tecnologie, che ha reso molto piu’ facile e immediato l’accesso alla pornografia e lo scambio di materiale pedopornografico, oltre a essere tra i punti focali della Carta di Roma, siglata lo scorso 3 novembre presso il Senato della Repubblica da Telefono Azzurro e Icmec (International Centre for Missing and Exploited Children), in collaborazione con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesu’ e la Mayo Clinic, sarà anche tema centrale del convegno organizzato da INHOPE (International Association of Internet Hotlines) a Roma il 17 e 18 novembre. Il network internazionale, di cui Telefono Azzurro e’ membro dal 2006, ha fatto della lotta alla pedopornografia e ai contenuti dannosi del web il suo cavallo di battaglia, promuovendo la cooperazione tra 40 hotlines di 31 Paesi sparsi in tutto il mondo.
A fronte della diffusione di queste problematiche e delle insidie nascoste nelle nuove tecnologie, da anni Telefono Azzurro promuove un uso sicuro di Internet e cellulari, ed offre l’opportunità di confrontarsi con personale esperto su potenzialità e rischi delle nuove tecnologie. Bambini e ragazzi possono rivolgersi alla linea gratuita 19696 e alla chat (www.azzurro.it); genitori, insegnanti e altri educatori possono invece chiamare l’199151515; coloro che navigano in Rete possono segnalare tempestivamente contenuti illegali o potenzialmente dannosi per bambini e adolescenti sul sito www.azzurro.it nella sezione “clicca e segnala”. Sul medesimo sito è possibile trovare consigli per genitori, insegnanti e ragazzi, nonché una descrizione delle attività formative di prevenzione realizzate dall’Associazione presso le scuole.

LES RISQUES DU WEB

Il y a la nouvelle récente que chez les adolescents elle augmente l’habitude d’échanger des images sur le Web qui ont une connotation en quelque sorte sexuelle.

Le terme technique qui définit cette pratique est « sexting » et elle a certainement un écho sinistre, psychologique et pratique. Plus de 50% des adolescents, passe presque un tiers de la journée à surfer sur le Web, grâce à Internet, aux téléphones portables et aux autres médias numériques, sur Internet et puis, des dernières découvertes, à échanger des images de nature sexuelle. Ce sont quelques données de l’enquête menée par « Telefono Azzurro Ted Eurispes » pour la douzième année consécutive. La recherche, qui concernait des enfants et adolescents âgés de 12 à 18 ans, sera présentée dans son intégralité le 6 Décembre Rome. Pour les « natives digitaux », alors les risques d’Internet semblent augmenter et devenir plus graves.

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Mestre: medici e cittadini uniti per nuovi stili di vita e di sanità

dedalo evidenza

 

Quale possibile equilibrio tra domanda e offerta di salute nel nostro Paese? Come conciliare sostenibilità economica del Sistema sanitario nazionale con i principi di universalismo, equità e solidarietà su cui lo stesso si fonda? Sono due delle questioni su cui FNOMCeO e Ordine di Venezia hanno voluto coinvolgere i relatori del convegno “La buona gestione della domanda di salute per la qualità, l’equità e la sostenibilità del Servizio sanitario pubblico”, tenutosi lo scorso sabato a Mestre, nell’avveniristica cornice dell’Ospedale dell’Angelo.È stato Maurizio Scassola, presidente dell’OMCeO ospite ed ideatore dell’iniziativa, a introdurre i temi forti del convegno, sottolineando la necessità di acquisire trasversalmente una nuova cultura che non si fermi alla necessità di pretendere salute dal medico e dalle strutture, ma che passi al protagonismo del “costruirsi una salute”.

Da Mestre è, quindi, emerso il tema della salute al centro della vita sociale del Paese, una “straordinaria arena” in cui si incontrano le voci che lo animano, medici, cittadini, strutture del servizio sanitario, istituzioni centrali, politica nazionale e regionale. Questa la prima sottolineatura del presidente FNOM, Amedeo Bianco, nel corso del suo intervento in terra veneziana: “Spesso, specie in questo momento di traversie finanziarie, si guarda alla Sanità dalla sola prospettiva economica – ha spiegato Bianco – ma essa rappresenta in primis un patrimonio della comunità, il luogo in cui s’intercetta la capacità di fare ricerca del Paese, in cui s’incontrano i nostri valori civili ed etici. Non a caso, è anche il tema cardine quando si parla di Federalismo”.

Quindi, l’accento sulle associazioni di volontariato e il loro ruolo fondamentale all’interno del Ssn italiano, una sorta di “LEA sommerso, che non ha riconoscimento formale, ma che sostiene fattivamente il Sistema”. Alla luce di queste considerazioni, ha proseguito Bianco, “individuare l’area di appropriatezza della domanda di salute è qualcosa che deve nascere da un processo di responsabilizzazione, non solo sulla sostenibilità economica della nostra Sanità, ma anche sui principi di universalismo, equità e solidarietà che ne costituiscono le fondamenta”. L’auspicio, dunque, è che il progetto Venezia in salute possa diventare un modello e prendere piede anche in altre città italiane, perché “se abbiamo fatto una buona Sanità, abbiamo fatto un pezzo di buon Paese”, ha concluso il presidente FNOM.

CONOSCERE LA DOMANDA DI SALUTE

I lavori congressuali sono poi entrati nel vivo, con la prima sessione che ha visto seduti al tavolo dei moderatori alcuni rappresentanti delle istituzioni locali. Il direttore generale dell’Azienda Ulss 12 Veneziana , Antonio Padoan, ha posto il punto interrogativo sulla direzione in cui sta andando la nostra Sanità, rimarcando come essa in questo momento rappresenti anche “la stanza di compensazione delle paure e delle tensioni della gente”. Don Dino Pistolato, presidente della Caritas di Venezia e rappresentante della Conferenza episcopale del Triveneto, ha spiegato, invece, che “per gestire la domanda di salute, bisogna innanzitutto conoscerla” e proprio in questo senso le associazioni di volontariato possono svolgere un ruolo importantissimo per il Sistema. Un ruolo su cui si è soffermato anche Bruno Malaguti, da pochi giorni nominato presidente della Consulta per la Salute del Comune di Venezia, ente che riunisce ben 55 associazioni di volontariato che si occupano di salute: “Conosciamo benissimo i bisogni e le esigenze dei cittadini veneziani – è intervenuto Malaguti – Il nostro obiettivo è poter condividere questo sapere con le tutte le istituzioni della zona”.

Numeri certamente crudi, ma molto significativi, quelli illustrati dal primo relatore della giornata, Federico Spandonaro, docente di Economia Sanitaria dell’Università Tor Vergata di Roma. Alla domanda che titolava il suo intervento (“Sostenibilità del Welfare sanitario: quali prospettive nel prossimo triennio?”), Spandonaro ne ha aggiunta un’altra, guardando al difficile momento della Sanità italiana da più punti di vista: “La crisi che stiamo vivendo tocca diverse dimensioni: finanziaria, economica, di immagine, ma anche di valori. Il nostro Welfare sanitario denuncia un problema di efficienza per cui nei prossimi anni sarà necessario redistribuire la spesa tra pubblico e privato. La questione aperta – si è interrogato l’economista – è come operare questa redistribuzione riducendo al minimo i rischi di iniquità”.

Maria Concetta Vaccaro, responsabile del settore Welfare e Salute del Censis, ha cercato di tracciare, invece, un “Profilo della domanda bisogni della salute”. Alla base della trasformazione radicale della figura del paziente nel corso degli anni, diventato sempre più “responsabilizzato, consapevole, proattivo”, c’è sostanzialmente un fattore di cambiamento: “l’accesso all’informazione, forse la prima forma di empowerment dei cittadini”, ha affermato la Vaccaro. Oggi il paziente si muove sempre di più come un paziente-consumatore, che “cerca la soluzione più utile e più efficiente per il suo bisogno di salute”, con il rischio evidente, però, di un “consumo erratico della salute” da parte dei cittadini. Del resto, la carenza informativa genera un costo sul sistema ed è proprio lì dove “l’associazione di volontariato riesce a supplire meglio, ammortizzando tale impatto economico”, ha concluso l’esperta del Censis.

EFFICACIA, EFFICIENZA E SOSTENIBILITA’

Intensa la relazione di Fulvio Moirano, direttore dell’Age.Na.S. (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), su “Efficacia ed efficienza della spesa sanitaria: esperienze dei piani di rientro regionali”. Moirano si è soffermato sul problema dell’allocazione delle risorse destinate alla Sanità, già sollevato dal professor Spandonaro: “Il punto è che tali risorse spesso vengono utilizzate male dalle Regioni – ha evidenziato il direttore dell’Age.Na.S. – Molti piani di rientro (attualmente sono 8, ndr), seppur efficaci da un punto di vista finanziario, stentano ancora sotto il profilo della riqualificazione dell’offerta, tema indigesto alla politca”. In ballo c’è la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, soprattutto per venire incontro a “quei cittadini-pazienti che non devono essere ricoverati, ma non possono nemmeno stare a casa”. Gli spazi di miglioramento non mancano in tal senso, ma è necessario “un empowerment della politica, dei decisori, degli stessi operatori della Sanità, oltre che dei cittadini” ha detto Moirano.

La presenza di cittadini e associazioni ha animato nel pomeriggio il dibattito congressuale, con gli interventi di AdiconsumCodaconsCittadinanza Attiva,FederconsumatoriAidoUildmFavoFaipAislaAilLilaLilt e Associazione Malattie rare, portando il proprio contributo esperienziale e organizzativo, spesso rimarcando la necessità che il dialogo con il mondo medico “non sia occasionale e lasciato alla buona volontà dei singoli, ma al contrario strutturato e strategico”.

Ultimo degli interventi di alto spessore, quello del vicepresidente della FNOMCeO e presidente dell’Ordine di Padova, Maurizio Benato, intitolato “Per un progetto sostenibile di sanità pubblica: promozione e autodeterminazione della salute”. Prima una doverosa distinzione tra i concetti di salute e sanità (“spesso ci si dimentica che sono due polarità differenti”), poi una panoramica sui mutamenti avvenuti, e ancora in atto, nella Medicina, cui oggi “non basta più essere curativa, ma deve essere anche preventiva e potenziativa”, secondo il vicepresidente della Federazione. Benato ha, quindi, messo in luce una contraddizione del nostro Paese: “Abbiamo un Sistema sanitario tra i più quotati del mondo, in considerazione delle risorse disponibili, eppure i cittadini si lamentano, si sentono abbandonati in una sorta di labirinto”. Impellente la necessità di una maggiore integrazione ospedale-territorio, ma non solo, “bisogna far sì che il diritto di partecipare dei cittadini diventi anche un dovere di partecipare al processo di miglioramento collettivo della salute”. La prevenzione, dunque, come investimento: ecco perché diventa determinante – ha proseguito Benato – “lavorare sulla cultura, sui valori, sui comportamenti, sulle scelte politiche, più che sulla sola assistenza medica”. Il risultato finale, questo l’auspicio del vicepresidente FNOM, è un equilibrio “tra Igea e Panacea, tra l’antica pratica dell’igiene e della prevenzione e la moderna Medicina curativa, che deve risultare solo una strategia secondaria di salute”.

IL MODELLO “VIS”

Calato il sipario sul simposio di sabato, la manifestazione di Mestre ha vissuto la lunga coda “popolare” di Venezia in Salute (VIS), che ha portato durante la domenica, migliaia di persone a confrontarsi con gli stili di vita nella vastissima area verde del Parco San Giuliano. Una folla di famiglie, bambini, coppie e anziani si è concentrata nell’area degli stand, per ascoltare brevi comunicazioni su come convivere “meglio” con il proprio corpo e per intraprendere i tre percorsi indicati dalle piantine dell’Ordine dei Medici di Venezia. Una giornata lunghissima e soleggiata, con il tramonto che ha sorpreso al parco ancora centinaia di persone alle prese con passeggiate, misurazioni della pressione e dialoghi con medici sportivi. Una giornata che potrebbe diventare, come nelle intenzioni di Scassola, Bianco e Benato, un “modello esportabile”.

 (Fonte: FNOMCeO)

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Doctor’s life

novita evidenza

Un progetto di  Adnkronos Salute dedicato interamente ai medici: oggi  3 ottobre nasce, sulla piattaforma Sky (canale 440), Doctor’s Life: un portale di formazione, formazione e cultura per i medici. 
Ad aprire il palinsesto – on air 24 ore su 24 con notizie, telegiornali, magazine di approfondimento, reportage, documentari, fiction mediche – ci sarà il presidente della FNOMCeO, Amedeo Bianco. La prima puntata del talk show settimanale “In Sanità” sarà dedicata al burnout dei medici, costretti a turni massacranti tra corsia e sala operatoria.
“Doctor’s life” fornirà gratuitamente anche un servizio di formazione a distanza accreditata Ecm. I corsi potranno essere seguiti, oltre che dalla Tv, anche da IphoneIpad tablet android.
Già oggi sono quasi centomila i medici abbonati a Sky, che potranno attivare in maniera gratuita il canale, inserendo sul sito web www.doctorslife.it i dati anagrafici richiesti e il numero di smart card sul quale abilitare la visione.

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