Adenocarcinoma duttale del pancreas: uno studio rivela i meccanismi cellulari

Adenocarcinoma duttale del pancreas: uno studio rivela i meccanismi cellulari

di Maria Rosa De Marchi 

Circa il 70% dei tumori del pancreas sono adenocarcinomi duttali: si sviluppano nella testa dell’organo, nella maggior parte dei casi con origine nei dotti che trasportano gli enzimi della digestione1.

Questo tipo di tumore è aggressivo e spesso letale , in quanto è in grado di invadere le strutture vascolari adiacenti e diffondersi a siti distanti prima di poter essere individuato.

Sebbene i progressi clinici nella diagnosi e il trattamento dell’adenocarcinoma negli stadi iniziali abbiano fatto progressi sostanziali, i tassi di sopravvivenza rimangono bassi nei pazienti in cui il tumore ha metastatizzato: è questa porzione di pazienti che manifesta il tasso maggiore di mortalità.

Ipovascolarizzazione e formazione di metastasi: un rapporto non compreso

Le masse tumorali dell’adenocarcinoma duttale del pancreas mostrano ipovascolarizzazione: una caratteristica inusuale che rende il rapporto tra il tumore e i capillari circostanti poco compreso. Durante le fasi iniziali, i vasi sanguigni danno modo al tumore di diffondersi in siti distanti, ma durante la progressione della malattia e nelle fasi successive la loro funzionalità diminuisce e possono invece limitare l’accesso terapeutico ai siti metastatici.

Su questa osservazione si è basato il razionale di uno studio recentemente pubblicato su Science Advances che ha unito le forze delle università di Harvard, di Boston e della Pennsylvania. Lo studio si è occupato di far luce sulle dinamiche cellulari che caratterizzano il rapporto tra questo tipo di tumore e i vasi circostanti.

Un modello 3D per svelare l’interazione tumore-capillari

Per comprendere le dinamiche nel dettaglio, il team di ricercatori ha messo a punto una coltura organotipica realizzata ad hoc. In un modello tridimensionale con canali che simulassero la struttura del pancreas, in una matrice di collagene hanno utilizzato delle cellule endoteliali per formare vasi sanguigni da una parte e cellule tumorali pancreatiche dall’altra. Ciò ha permesso di osservare in 3D l’interazione del tumore con i capillari. Il modello è stato poi utilizzato per effettuare lo screening di diversi agenti chemotattici.

Il modello 3D ha permesso di osservare che le cellule tumorali penetrano rapidamente nel lume dei vasi sanguigni e finiscono per “ricoprire” la superficie interna dei vasi, un meccanismo che i ricercatori chiamano “ablazione endoteliale”. Il comportamento del modello cellulare è consistente con quanto risulta da studi istologici su campioni prelevati da pazienti con adenocarcinoma duttale del pancreas. Nei campioni prelevati in vivo, sono state osservate arteriole ricoperte da cellule epiteliali cuboidali al posto del normale endotelio.

Lo studio suggerisce che un fattore che contribuisce all’ipovascolarizzazione dell’adenocarcinoma duttale del pancreas sia una ridotta angiogenesi, causata dal fatto che le cellule tumorali crescono più velocemente e tendono a competere e sostituire le normali cellule endoteliali. Questo meccanismo riduce il numero di vasi sanguigni funzionanti nel microambiente tumorale e questo impedirebbe la diffusione di sostanze terapeutiche all’interno della massa tumorale e delle metastasi ormai impiantate a distanza.

1. Sito dell’Associazione Italiana per la Ricerca del Cancro (AIRC). Disponibile su: https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-del-pancreas