ALCOL: GLI EFFETTI SULLA SALUTE IN UNO SPOT INGLESE MOLTO EFFICACE

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Di Nicola Ferraro

Nella vita, come nella Medicina, si può essere rigorosi, intransigenti, senza sfumature, o tolleranti, attenti a non demonizzare le debolezze umane scambiandole sempre e comunque per difetti ed errori. Tra l’altro l’attenzione della Medicina alla qualità di vita, e non soltanto alla guarigione dalla malattia, pone di fatto anche la questione del piacere (vedi) nel bagaglio della formazione culturale medica: un’altra rivoluzione in corso di cui possiamo essere protagonisti o vittime tutti, medici e cittadini.

Il rapporto con l’alcol è in Medicina un po’ la cartina di tornasole di questa rivoluzione culturale in corso: convivono al suo interno i cultori della demonizzazione senza eccezioni e i “possibilisti”, quelli che mettono in conto i benefici sulla salute della gratificazione, data da questa molecola organica “regalataci da Noè” (vedi) e considerano ad esempio il vino non soltanto un alimento ma un nutraceutico: un alimento, cioè, con valenze farmacologiche positive nella lotta contro le malattie cardiovascolari.

La divaricazione culturale che l’alcol produce in Medicina ha un omologo nella tradizione culturale islamica-scita (vedi) e nella letteratura iraniana. La religione islamica di fatto proibisce (anche se sarebbe più corretto dire che “sconsiglia vivamente”) l’uso dell’alcol; però in questo contesto proibizionista un vino diventato recentemente di moda, il Syrah o Shiraz, prende nome da una città dell’Iran e il consumo di questo rosso robusto, nel passato ha contribuito alla produzione di un filone di poesia, riproposta come preziosa antologia dall’Editore Tallone di Alpignano (vedi) nel 1990.

Il proibizionismo o la “tolleranza alcolica” non eliminano però il dato oggettivo dei risvolti negativi dell’alcol sulla salute, che devono essere divulgati in modo efficace per produrre effetti sanitari positivi. Due esempi (uno inglese e uno italiano) si propongono all’attenzione mediatica più recente. Il primo è uno spot di tre minuti (vedi) perfetto; il secondo è una piccola guida di Altroconsumo che riporta le interazioni tra farmaci e alcol (vedi):  un’operazione culturale che quasi idealmente può completare a livello di contenuti lo spot inglese.