Art32

Allarme acqua potabile nel mondo

Di Luca Mario Nejrotti

Quasi due miliardi di persone, nel mondo, sono costrette a bere acqua contaminata, secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’accesso universale all’acqua potabile (vedi).

Il GLAAS.
Il rapporto GLAAS (Global Analysis and Assessment of Sanitation and Drinking-Water, vedi) consiste nell’analisi più aggiornata dei dati provenienti da 75 nazioni e 25 agenzie indipendenti a proposito del finanziamento dei programmi di accesso universale all’acqua e ai servizi igienico-sanitari in rapporto agli obiettivi dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals, SDGs, vedi), una serie di traguardi ambiziosi che gli Stati si sono dati nel 2015 e che per ora sono ugualmente lontani dal poter essere raggiunti (vedi).

L’importanza dell’acqua.
È assurdo doverlo ancora ribadire ai giorni nostri, ma la mancanza di sistemi di smaltimento dei liquami efficaci garantisce la contaminazione delle acque destinate all’uso alimentare, favorendo lo sviluppo di malattie come il colera, la dissenteria e di altre patologie come parassiti, schistosomiasi e tracoma, causando tutti gli anni centinaia di migliaia di morti.

Investimenti insufficienti.
Il 2030 si avvicina e la maggioranza dei paesi coinvolti ammette di non investire sufficientemente in questo settore. Si tratterebbe di un vero e proprio investimento in quanto la mortalità e la mobilità legate all’uso di acque contaminate costituiscono un vero e proprio fardello per i sistemi sanitari nazionali e un freno potente dello sviluppo economico.
Pur riconoscendo che tutte le nazioni stanno aumentando i propri investimenti in acqua, sanificazione e igiene (WASH: Water, sanitation, and hygiene), il nodo centrale è nel reperimento delle fonti di finanziamento: finora ci si è basati sull’aumento delle bollette e dei costi di approvvigionamento nelle aree rurali, ma anche così le risorse raccolte non sono sufficienti.

Miglioramento delle informazioni, ma peggioramento dell’operatività.
Il rapporto registra anche un miglioramento della disponibilità di dati: se le informazioni finanziarie all’inizio del progetto erano di difficile reperimento (erano disponibili da 33 nazioni su 94) oggi sono 42 su 75 le nazioni in grado di fornire i dati di spesa e di sanità necessari a creare una conoscenza diffusa per amministratori e politici tale da garantire decisioni informate e documentate. Quando tali decisioni vengano prese.
Occorre anche creare piani per raggiungere le “isole” di popolazione più vulnerabili (povere o isolate): se il 70% delle nazioni ha un piano per farlo, il rapporto denuncia che tali progetti sono in grande ritardo operativo e nella maggior parte dei casi restano sulla carta o inefficaci.
Gli aiuti economici istituzionali ai progetti di sviluppo nel settore dell’accesso universale all’acqua potabile e dei servizi igienico-sanitari sono aumentati significativamente dal 2012 al 2015, ma in compenso sono diminuite molto di più tutte le altre forme di aiuti e ciò mette seriamente in forse il raggiungimento degli obiettivi del 2030.

Fonti.
http://www.popsci.it/allarme-acqua-potabile-oms-sono-2mld-le-persone-che-usano-acqua-contaminata.html
http://www.unwater.org/fileadmin/user_upload/unwater_new/docs/GLAAS%202017%20Report%20for%20Web_final.pdf
http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2017/water-sanitation-investment/en/
http://www.unwater.org/publications/publications-detail/en/c/880965/
http://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/
http://www.un.org/ga/search/view_doc.asp?symbol=A/RES/70/1&Lang=E