Campagna di vaccinazione antiinfluenzale 2020-2021: nuove direttive e nuovi problemi

di Mario Nejrotti

E l’influenza ?

L’epidemia influenzale della stagione 2019-20 si è conclusa nella 17a settimana del 2020, il livello di incidenza è stato sotto la soglia basale, raggiunta nella 12° settimana.

Il numero di casi stimati in quel periodo è  stato di circa 25.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di  7.595.000 casi.

La preoccupazione è che un numero di infetti per influenza stagionale così elevato da settembre ad aprile sia un fattore gravemente confondente nell’eventualità che la circolazione del COV2 riprenda forza e sia presente nei mesi dell’autunno-inverno e  inizio primavera 2020-2021.

La circolare ministeriale 2020-21

Per questo motivo il ministero ha emanato una circolare con linee guida e raccomandazioni per la campagna vaccinale che dovrà partire al massimo all’inizio di Ottobre..

Si legge nella parte generale della circolare ministeriale: “Nella prossima stagione influenzale 2020/2021, non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2, pertanto, si rende necessario ribadire l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, in particolare nei soggetti ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-19  e Influenza. Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso.” e nei reparti di ricovero (NdR).

Il Ministero raccomanda la vaccinazione per tutti i soggetti superiori ai 6 mesi, che non presentino controindicazioni note al vaccino. La vaccinazione viene sconsigliata solo ai bambini inferiori ai sei mesi per la scarsa capacità del vaccino di incrementare la risposta immunitaria e per la residua presenza di anticorpi materni.

Nella scorsa campagna vaccinale la copertura per la popolazione generale è stata del 15% e per gli over 65 si è arrivati ad un modesto 56-57%, ben lontani dall’auspicato 75%, obiettivo minimo e all’ottimale del 95% fissati dal Ministero.

Le novità

Quest’anno oltre alla già vasta offerta precedente che prevedeva tutte le categorie a rischio che sono incluse nella tabella contenuta nella circolare ( a cui si rimanda ) ,  per facilitare la diagnosi differenziale di popolazione con la COVID19 il livello di età per ricevere la vaccinazione gratuitamente è stata abbassata a 60 anni. La FNOM aveva chiesto con forza di abbassarla a 55 anni.

Per quanto riguarda i bambini tra i sei mesi e i sei anni,  la circolare rimarca la discussione che sta avvenendo nella comunità scientifica sull’utilità della vaccinazione in questa fascia di età. Ne raccomanda, però, la vaccinazione sulla base di esperienze straniere, quali quelle degli Stati Uniti, del Canada e della Gran Bretagna e di alcuni Paesi dell’Unione Europea, quali l’Austria e la Finlandia, ma anche la Lettonia e la Slovacchia, che dispensano ai bambini la vaccinazione gratuitamente.

Inoltre, per rinforzare la raccomandazione alla vaccinazione, sottolinea i dati di alcune ricerche (USA, Canada, Regno Unito) che hanno messo in evidenza la netta diminuzione della pressione sulle prestazioni sanitarie a favore degli adulti, in caso di vaccinazione diffusa in età pediatrica e fornisce una  vasta bibliografia di consultazione a disposizione dei medici.Lle Regioni come dovranno operare

Le Regioni come dovranno operare

Con queste premesse il Ministero aggiunge un’esortazione operativa: “ Le Regioni, per assicurare che la copertura vaccinale sia la più alta possibile,con il coinvolgimento dei MMG e PLS, attiveranno, nei confronti delle persone idonee alla vaccinazione, azioni di offerta attiva di provata efficacia. È richiesto, inoltre, lo svolgimento di iniziative volte a promuovere fortemente la vaccinazione antinfluenzale di tutti gli operatori sanitari, in tutte le occasioni possibili. I benefici del vaccino tra tutti i gruppi raccomandati dovrebbero essere comunicati e la vaccinazione resa accessibile il più facilmente possibile.”

Le figure che da tempo sono in grado di stimolare maggiormente l’adesione alle campagne vaccinali sono i medici di medicina primaria (MMG e PDL). Quindi su di loro le Regioni dovranno puntare per ottenere la massima copertura, anche attivando forme di medicina proattiva, convocando su appuntamento le persone sopra  dai 60 anni di età e tutti i soggetti a rischio conosciuti.

Naturalmente le Regioni si dovranno attivare per favorire forme organizzative e risorse per la buona riuscita della campagna 2020-21.

Nel frattempo le Regioni stesse si stanno muovendo per ordinare, tramite gara, le prime partite di vaccini antiinfluenzali da distribuire ai medici e ai centri vaccinali.

Vaccinazioni differenziate per Regione: non va bene

Ma resta ancora vaga una strategia generale sulla qualità del vaccino da preferire per i soggetti anziani. Nella circolare non si specifica il tipo di vaccino consigliato e sembra che sia data per scontata  la conoscenza da parte delle Regioni della maggiore efficacia negli anziani del vaccino adiuvato, avvalorata da una notevole mole di letteratura scientifica, o quello quadrivalente ad alta concentrazione, anche se disponibile sul mercato ancora in quantità ridotte. Ma stando ad un articolo pubblicato da  Sanità24 a firma di Paolo Bonanni, Ordinario di Igiene all’Università di Firenze, le Regioni si starebbero muovendo in modo poco coerente alle raccomandazioni scientifiche in campo di qualità dei vaccini da preferire per gli anziani e che ad esempio in Gran Bretagna sono ormai raccomandazioni nazionali.

Il motivo è oscuro, dice Bonanni, e forse è da ritrovare in meri motivi di magazzino e stoccaggio, più semplice per un tipo unico di prodotto che per due.

I soliti intoppi, che vanno ricercati nelle abitudini organizzative di ciascuna Regione e delle ASL e che spesso travalicano anche le decisioni politico amministrative. Di fatto ancora una volta i cittadini italiani, assistiti dai singoli sistemi sanitari regionali, avranno prestazioni di qualità differente e accesso alle cure non omogeneo.

 

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