Come non prendersi virus in aereo (e nei luoghi chiusi in generale)

di Luca Mario Nejrotti

Con pochi accorgimenti è possibile ridurre al minimo il rischio di infezione virale nei luoghi chiusi, dal COVID-19 alle altre.

Buone pratiche.

Di questi tempi l’attenzione dell’opinione pubblica è in gran parte catalizzata dalle infezioni virali e in particolare dal COVID-19.

Si sprecano, quindi, le fake news, le leggende metropolitane, le reazioni sconsiderate nei confronti dei presunti “untori” e compagnia cantante…

Nel marasma della spontanea isteria e delle manipolate strumentalizzazioni rischiano di perdersi le indicazioni di buone pratiche provenienti da fonti attendibili.

Tra queste, uno studio interessante e valido per tutti i tipi di infezioni virali (vedi), delinea rapidamente alcuni comportamenti che possono abbattere radicalmente il rischio di contagio in ambiente chiuso, e in particolare durante gli spostamenti in aereo.

Eh sì, perché qualunque morbo moderno, rispetto ai tempi in cui ci si spostava al massimo a cavallo o in nave, oggi ha una marcia in più: la rete globale del trasporto aereo.

Il posto accanto al finestrino.

Se avete sempre preferito il posto accanto al finestrino, per godervi la vista del viaggio e non essere bersaglio dei colpi di borse, gomiti e altri corpi contundenti di chi caracolla per i corridoi, sappiate che avete anche l’ulteriore vantaggio di avere un rischio leggermente minore di contagio: chi siede accanto al finestrino, infatti, in media si muove di meno e quindi ha meno contatti con gli altri passeggeri. Oltre a trovarsi più lontano dal corridoio dove possono transitare potenziali persone infette.

Inoltre, in presenza di persone che manifestano evidenti sintomi di affezione alle vie respiratorie, i ricercatori suggeriscono di tenersi a distanza di sicurezza. Una distanza che varia dalle due file di sedili per la tubercolosi ai due metri per la grande famiglia dei coronavirus. Questo potrebbe essere più difficile nei voli affollati (vedi e vedi).

Le mani.

I ricercatori sottolineano anche l’importanza di lavarsi le mani, meglio se con un igienizzante a base alcoolica superiore al 60%. L’abitudine di curare l’igiene delle mani è la base di qualsiasi profilassi preventiva, eppure sembra che la maggior parte della popolazione sia decisamente refrattaria a questa buona pratica.

Proteggere gli altri.

Ovviamente, ci sono buone norme anche per chi si ritenga infetto: in primo luogo indossare la mascherina. Quando tossiamo o starnutiamo proiettiamo agenti infettivi nell’aria e sulle superfici. In assenza delle mascherine si può sempre utilizzare un fazzoletto, al bisogno, o l’incavo del gomito.

Inoltre, tutti gli aerei sono dotati di bocchette di ventilazione forzata, disponibili per ogni singolo sedile. Attivarle è un metodo molto efficace per abbattere seriamente la possibilità di diffondere patogeni.

L’aria sugli aeroplani, in ogni caso, è filtrata e sanificata e tendenzialmente il rischio di ammalarsi in aereo è estremamente ridotto.

Per il vivere quotidiano, comunque, basta seguire le linee guida del Ministero della Sanità, molto simili a quelle per la prevenzione di qualunque influenza (vedi).

 

Fonti.

https://www.pnas.org/content/115/14/3623

https://www.npr.org/sections/goatsandsoda/2020/02/13/804860215/how-not-to-get-sick-on-a-plane-a-guide-to-avoiding-pathogens?t=1582530758530

https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/about/transmission.html

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5337&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto