Come si fa a trovare un donatore in vita?

La donazione da vivi è un meraviglioso atto di generosità e coraggio. Quando qualcuno dona un organo, non solo riduce il tempo di attesa per la persona che lo riceve, ma riduce la pressione sulle liste d’attesa anche per gli altri. La donazione da vivi dà speranza a chi è in attesa di un trapianto.

Negli USA, il centro d’eccellenza per il settore dei trapianti da vivi è senza dubbio la Mayo Clinic, in cui quasi il 50% dei trapianti di rene proviene da donatori viventi; i loro campus in Arizona e Minnesota eseguono più trapianti di fegato da donatori viventi rispetto a qualsiasi altro centro medico degli Stati Uniti.

Quando si tratta di trovare un donatore è importante essere ben informati e informare sull’argomento. Prima di tutto, dal punto di vista di medici e operatori sanitari, avere conoscenze sulla donazione di organi darà al paziente la sicurezza di avere una comunicazione efficace riguardo alla propria situazione e risposte a domande frequenti quali “Come si sceglie un donatore?”, “Quali sono i rischi e i vantaggi della donazione da vivi?” o semplicemente “Come si diventa donatore?”. Parlare con il proprio medico è fondamentale per essere sicuri di avere una comprensione completa e accurata di come vengono valutati e selezionati i potenziali donatori.

Alle domande più comuni, e anche a quelle più strane e delicate, si può rispondere soltanto dopo aver compreso appieno il proprio problema e il motivo per cui è necessario fare un trapianto da un donatore di organi vivente. Per esempio sarà importante spiegare che con la donazione del fegato, una persona vivente dona parte del proprio fegato a qualcuno che ne ha bisogno. Il fegato del donatore si rigenera e ricresce alle sue dimensioni complete nelle settimane successive all’intervento.

Ma come si fa a trovare un donatore?

La ricerca parte sicuramente dalla famiglia, poiché spesso i consanguinei (soprattutto i fratelli) sono i donatori perfetti. Ma il pensiero di chiedere a qualcuno di diventare donatore può essere emotivamente molto forte. Quando non si trova un parente di sangue o un amico intimo che sia disposto e in grado di donare un organo, si possono prendere in considerazione i social media per aumentare la consapevolezza della propria situazione. I social network consentono una comunicazione veloce in tutto il mondo e possono diventare un ottimo luogo, sebbene virtuale, dove condividere la propria storia e il bisogno di un rene o di un fegato. Creare una pagina o un gruppo Facebook è un modo semplice per istruire amici e familiari sulla propria situazione e diffondere il proprio appello anche oltre la cerchia di propri conoscenti diretti. Da non dimenticare però che i social sono una vetrina pubblica, quindi occorre diffondere informazioni personali con cautela ed evitare di pubblicare dati sensibili come numeri di telefono personali, indirizzi, e-mail o informazioni sulla famiglia. Chi vuole maggiori informazioni potrà scrivere in privato per ottenerle.

Alcuni pazienti trapiantati hanno avuto successo con la sensibilizzazione e gli eventi nella loro comunità locale, come in chiesa, al lavoro, a scuola o attraverso gruppi civici.

Non soltanto i social media forniscono visibilità: le storie di situazioni di difficoltà nella vita reale sui media tradizionali, soprattutto locali, sono un modo forse altrettanto efficace per condividere le proprie necessità. Si può iniziare contattando i giornali locali, le TV e le stazioni radio in merito agli eventi della comunità e alle eventuali donazioni.

Diventare un donatore è una decisione importante e, mentre alcune persone la prenderanno rapidamente, altri avranno bisogno di tempo per elaborare i dettagli necessari per diventare donatori. Occorre mantenere aperte tutte le opzioni, perché qualcuno potrebbe offrirsi di donare all’improvviso.