COVID-19 e salute mentale

Di Luca Mario Nejrotti

 

Tra i vari effetti collaterali della COVID-19, e soprattutto del conseguente lockdown, uno studio torinese evidenzia il disagio psicologico.

Lo studio torinese: depressione e disturbi del sonno.

I risultati del progetto COCOS (Covid Collateral ImpactS) dell’Università di Torino, ideato e condotto dalla professoressa Maria Rosaria Gualano e dal dottor Gianluca Voglino, da poco pubblicati sull’International Journal of Environmental Research and Public Health (vedi e vedi), registrano che il lockdown ha aumentato i sintomi depressivi – che hanno colpito il 25% della popolazione – mentre oltre il 40 per cento della popolazione riporta di avere avuto disturbi del sonno. Lo studio è stato realizzato intervistando 1515 persone sopra i 18 anni nelle ultime due settimane della Fase 1 (19 aprile – 3 maggio 2020), allo scopo di valutare l’impatto del lockdown sui comportamenti e sul benessere degli italiani.

Differenze di genere.

Dalle interviste si possono evidenziare profili di fragilità tra le donne, i più giovani e tra coloro i quali hanno subito difficoltà economiche legate al lockdown che si configurano come soggetti a rischio di cui tenere conto nelle misure compensative di un’eventuale seconda ondata della pandemia. I dati mostrano che il 23,2% degli intervistati ha avuto disturbi di tipo ansioso, il 24,7% sintomi depressivi, il 42,4% disturbi del sonno (per quest’ultimo problema, la probabilità di essere colpiti risulta doppia tra le donne). «Bisogna mettere al centro dell’agenda di sanità pubblica la cura della salute mentale del cittadino – commenta a questo proposito Maria Rosaria Gualano – in quanto la sofferenza mentale potrebbe rappresentare un’ennesima pandemia di cui occuparsi a livello globale, soprattutto per i soggetti più a rischio come i giovani, le persone sole e chi ha perso o rischia di perdere il lavoro». «L’alto interesse che lo studio ha suscitato tra gli intervistati – prosegue Gianluca Voglino – testimonia la necessità di ascoltare i bisogni dei cittadini. Serve farsi carico delle persone in modo globale, ancor di più in momenti difficili come quello che stiamo vivendo».

Il contesto.
L’Italia è stata il primo paese europeo ad attivare un blocco uniforme su scala nazionale durante la pandemia di COVID-19. Poiché il lockdown e la quarantena possono avere un impatto sulla salute mentale, in base a numerosi studi, è necessario comprendere la prevalenza di sintomi depressivi, sintomi di ansia e disturbi del sonno nella popolazione italiana durante il blocco per poter adottare le opportune contromisure. Sono stati esplorati i fattori che potrebbero influenzare tali risultati. Un sondaggio nazionale trasversale è stato eseguito durante gli ultimi 14 giorni del blocco italiano. I questionari hanno valutato le caratteristiche sociodemografiche degli intervistati, i comportamenti e l’accesso all’assistenza sanitaria. I risultati evidenziano l’indice di gravità dell’insonnia: sul 42,2% del campione, che ha avuto disturbi del sonno vi è il 17,4% ha riportato insonnia moderata / grave. Le problematiche aumentavano in concomitanza con alcuni fattori: essere donne, l’incremento del tempo trascorso su Internet e la sospensione delle attività con coetanei. La maggiore età, l’assenza di problemi legati al lavoro, il matrimonio o la convivenza riducevano l’incidenza dei problemi indagati. Le femmine e gli intervistati con patologie croniche erano associati a una maggiore incidenza di disturbi del sonno. Sulla base di questi dati è fondamentale studiare interventi mirati efficaci per gruppi più vulnerabili e considerare il ruolo che può avere Internet nell’alleviare, ma anche aggravare se usato impropriamente, la pressione psicologica.

Fonti.

https://www.mdpi.com/1660-4601/17/13/4779/htm

https://torino.corriere.it/salute/20_luglio_11/depressione-insonnia-effetti-lockdown-italiani-1-4-17b449b8-c35a-11ea-bb88-8e386c514e2d.shtml