COVID19: non si sa quanto durerà l’impatto ambientale

Di Luca Mario Nejrotti

La pandemia ha influenzato pesantemente la nostra vita quotidiana, con un impatto significativo sulla tutela dell’ambiente: gli esperti non sono in grado di valutare se i benefici ambientali potranno durare o se si tornerà semplicemente indietro con il cessare dell’emergenza sanitaria.

Riscaldamento globale.

Per esempio, le misure di contenimento, con la conseguente riduzione dell’uso delle automobili e la chiusura temporanea di molte realtà produttive industriali e artigianali, hanno condotto a un considerevole calo delle emissioni responsabili del riscaldamento globale (vedi). Gli esperti, però, non sono in grado di fare proiezioni affidabili su come evolveranno le nostre abitudini in futuro: le variabili sono numerosissime, poiché stiamo parlando delle decisioni di vita di centinaia di milioni di persone.

L’avanzare del telelavoro ha considerevolmente ridotto il numero dei pendolari, tuttavia, questo calo negli spostamenti è e sarà in parte annullato dal minore uso dei mezzi pubblici sia a livello urbano sia sulle medie sia sulle lunghe distanze: per un po’ di tempo per molti sarà normale vivere con una certa diffidenza la prospettiva di viaggiare su un bus o un treno o di accalcarsi nella stazione affollata di una metropolitana.

Del resto, fino a questo momento, siamo ancora decisamente lontani dal calo annuale di emissioni di più del 7%, richiesto per centrare gli obiettivi degli accordi di Parigi entro 10 anni, vale a dire scongiurare l’aumento della temperatura del pianeta di un grado e mezzo: se durante la crisi sanitaria la riduzione è stata tale da portare la media annuale attorno all’11%, è anche vero che in ragione del progressivo rilassamento delle misure restrittive, l’anno prossimo, questa percentuale si ridurrà di circa il 5%.

Risparmio di carburante.

Oltre a pendolari e telelavoro, anche gli acquisti on line e i sistemi di consegna a domicilio sono fattori importanti nella valutazione di come sia cambiata la nostra vita quotidiana: le grosse compagnie di consegna a domicilio usano softwares per l’ottimizzazione degli spostamenti, che permetto di risparmiare tempo e risorse: si calcola che la sola UPS, negli Stati Uniti, nel 2017, abbia potuto risparmiare circa 10 milioni di galloni di carburante (quasi 380.000 ettolitri) grazie all’uso di programmi per l’ottimizzazione dei tragitti.

Con il progressivo, auspicato, ritorno alla normalità, anche l’inquinamento potrebbe tornare ai livelli di prima della crisi, sperando che l’“entusiasmo” della rinascita economica non ci porti addirittura una condizione ancora peggiore; per esempio non è auspicabile che l’estensione della semplificazione burocratica, necessaria a incentivare il recupero delle imprese produttive, conduca al poco rispetto dei regolamenti ideati per la protezione dell’ambiente e per evitare il consumo del suolo. In ogni caso, sarebbe incauto non approfittare di questo non voluto lungo periodo di inedita sperimentazione, per ricavarne spunti di riflessione che possano condurre all’implementazione di buone pratiche che ci permettano di proteggere il nostro ambiente.

Fonti.

https://www.npr.org/2020/05/21/858374823/our-pandemic-habits-cut-carbon-emissions-but-its-not-clear-they-ll-last?t=1590761355590