Dentista sociale: passato e futuro del servizio

Il progetto “dentista sociale” era nato del 2009, frutto di un documento (chiamato appunto Accordo Odontoiatria Sociale) sottoscritto dal Ministero del Lavoro, dal Ministero della Salute e dalle associazioni ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e OCI (Odontoiatri Cattolici Italiani).

L’Accordo, il cui testo è disponibile a questo link, prevedeva, così come era stata inizialmente pensata, l’erogazione di prestazioni a prezzo agevolato e proporzionato al reddito, in particolare per le persone con ISEE inferiore a 8.000 euro e cittadini che già godono di esenzione dal pagamento dei ticket sanitari a causa di patologie croniche e invalidanti con ISEE non superiore a 10.000 euro. A queste categorie, si aggiungevano anche le donne in gravidanza e i titolari della social card.

Tra le prestazioni a prezzo calmierato, l’accordo prevedeva un onorario di 80 euro per una visita odontoiatrica, ablazione del tartaro e insegnamento dell’igiene orale, 60 euro per l’estrazione di un elemento dentario compromesso e 800 euro per una protesi totale in resina per una intera arcata.

Il dentista sociale, dieci anni dopo

Le informazioni reperibili sul web ad oggi disponibili sull’iniziativa sono scarse: sulla base di alcuni comunicati la novità, all’epoca introdotta per incentivare l’accesso agli studi dentistici privati, sembra abbia avuto una buona accoglienza da parte della popolazione e dei professionisti del settore odontoiatrico, senza tuttavia poter contare su di un documento che a livello nazionale faccia il punto della situazione: al momento, inoltre, sembra non essere disponibile un elenco dei professionisti che hanno aderito all’iniziativa. Nel 2019 l’associazione ANDI dava notizia della nascita di nuove postazioni dedicate a questo tipo di servizio.

Sempre nello stesso anno, a Torino, figuravano trattati 3.483 pazienti con 10.598 prestazioni erogate in oltre 22mila ore di attività. I dati erano emersi dal convegno “Il Modello Torino di Odontoiatria Sociale: il diritto alla salute orale in un percorso per il welfare di comunità” organizzato dal Coordinamento Cittadino Odontoiatria Sociale in Rete (Città di Torino, Sermig, Misericordes, Banco Farmaceutico, Asili Notturni Umberto I, Associazione Protesi Dentaria Gratuita, Camminare Insieme e COI). Il valore economico complessivo annuale delle prestazioni è stato quantificato in 1,5 milioni di euro, tra prestazioni erogate e ore impiegate dal personale volontario (odontoiatri, odontotecnici, assistenti di poltrona, etc.) o dipendente.

Il destino dell’accordo nell’era post-COVID-19

Il 2020, con l’emergenza sanitaria data dall’epidemia di SARS-CoV-2, ha visto l’attenzione di associazioni e decisori spostarsi su altri elementi considerati più prioritari per favorire la ripartenza delle attività, con la pubblicazione a fine maggio delle indicazioni operative, emerse dal Tavolo Tecnico, per l’attività odontoiatrica durante la fase 2 della pandemia di COVID-19.

In attesa che vengano rese informazioni più dettagliate sullo stato del progetto, sul sito del Ministero della Salute rimangono disponibili le indicazioni per l’assistenza odontoiatrica a carico del Sistema Sanitario Nazionale, rivolta a categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità (sociale e sanitaria).