FALSI INVALIDI

a cura di Rosa Revellino

I presidenti delle federazioni Fish e Fand, rispettivamente Pietro Barbieri e Giovanni Pagano, sono intervenuti alla sessione conclusiva della IV Conferenza nazionale sulla disabilità, tenutasi lo scorso luglio a Bologna e si sono duramente scagliati contro la campagna sui “falsi invalidi”.

Questo è stato possibile anche grazie all’intervento del viceministro Maria Cecilia Guerra, che con le sue dichiarazioni ha dimostrato il sostegno nei confronti delle federazioni: «Se ci sono persone che usufruiscono di agevolazioni indebitamente vanno perseguite, ma sappiamo che il problema è contenuto. Quello che la campagna ha fatto, però, è creare un’immagine che ha segnato nel profondo la sensibilità delle persone che sono state additate come parassite o vessate da procedimenti di verifica e doppie visite su cui è necessario intervenire.»

Giovanni Pagano ha invitato la platea a non confondere i casi di “falsi invalidi” e le revisioni della percentuale di disabilità, che avvengono di continuo in conseguenza alle variazioni dello stato di salute. Pagano ha concluso il suo intervento dichiarando, a proposito dei “falsi invalidi”: «Non esistono, o esistono in una percentuale talmente vicina allo zero da considerarsi fisiologica. E questo fenomeno è frutto soprattutto di malavitosi.»

Pietro Barbieri ha invece citato l’ultima relazione della Corte dei Conti nella quale si legge che “non si segnalano frodi riguardanti l’invalidità civile”. Ha poi spiegato: «Ciò vuol dire che gli 800 mila controlli disposti dall’Inps (la metà di tutte le pensioni di invalidità pagate in Italia) per smascherare il presunto fenomeno non sono serviti a nulla: hanno scovato solo 1.500 casi, pari allo 0,06% del totale. I falsi invalidi sono invece esistiti un tempo in modo diffuso, quando un posto di lavoro si pagava 30 milioni di lire.»

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