Fase due per i dentisti, l’aerosol tra le preoccupazioni maggiori

di Maria Rosa De Marchi 

Dal 4 maggio in poi l’Italia è entrata nella “fase due” dell’emergenza coronavirus, che al momento prevede un parziale allentamento delle misure di contenimento con la riapertura di alcune attività professionali. Tra le novità, nuovi provvedimenti per gli esercizi commerciali e nuove indicazioni per i trasporti e la logistica. Il 29 aprile il Ministero della Salute ha pubblicato una nuova circolare, riguardante le indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività.

La nota dell’American Dental Association

Per quanto riguarda la riapertura degli studi odontoiatrici e la ripresa della professione – di cui avevamo già parlato in questo articolo – si è espresso anche Chad Gehani, presidente dell’American Dental Association (ADA), in una nota pubblicata sul sito ufficiale dell’Associazione. “Una comunicazione di qualità è la chiave per garantire ai pazienti e ai professionisti della pratica odontoiatrica un ritorno alla normalità privo di traumi” commenta Gehani. “Se ciascun professionista applica in modo efficace le misure di prevenzione per la diffusione del virus, si genera fiducia nel proprio operato, che è la stessa che sarà poi trasmessa a un paziente che necessita di cure”.

Si esprime sulla riapertura anche la American Dental Hygienists’ Association (ADHA), secondo cui la disponibilità e l’accesso ai dispositivi di protezione individuale (DPI) sarà uno dei nodi fondamentali che caratterizzeranno la ripresa delle attività.

“L’ADHA è preoccupata per la sicurezza di tutti i professionisti, oltre che dei pazienti” commenta JoAnn R. Gurelian, a capo di una task force associativa creata per analizzare pro e contro della ripresa della pratica medica. “Tra i problemi principali da affrontare vi sono la produzione di aerosol e dalla capacità di rispettare le misure di distanziamento sociale, dal momento che ogni studio dentistico ha un suo setting particolare. È importante che il dialogo nei team di lavoro sia aperto e schietto e che la responsività a eventuali problematiche riscontrate sia immediata”.

L’ADA ha elaborato un documento guida per supportare i clinici nella ripresa delle attività. Il Return to Work Interim Guidance Toolkit è scaricabile dal sito internet dell’ADA e contiene indicazioni sullo screening del paziente prima dell’appuntamento e al suo arrivo nello studio, sulle procedure per implementare l’attività di front-desk degli studi e per la registrazione del paziente. Dal punto di vista delle strategie di protezione dal contagio, il documento dà anche indicazioni sulla preparazione delle aree comuni, della poltrona e riguardo alla gestione dello staff di lavoro.

La visione della British Dental Industry Association

Di riapertura e delle prospettive di un ritorno alla normalità ha parlato anche in un’intervista Edmund Proffitt, direttore generale della British Dental Industry Association (BDIA). “Una delle principali sfide da affrontare con l’allentamento del lockdown sarà la gestione delle azioni che producono aerosol, soprattutto se ci saranno ritardi o problemi nella ricerca e sviluppo dei testi immunologici e nello sviluppo di un vaccino. Nelle linee guida rilasciate dal National Health Service inglese si fa riferimento soprattutto all’aerosol come pericolo e potenziale mezzo di diffusione del virus. Gli interventi di protezione individuale e di limitazione della generazione di aerosol nelle procedure dentistiche, unite alle procedure di decontaminazione, saranno di capitale importanza nella nuova fase ed è necessario muoversi all’unisono per far sì che le azioni siano efficaci”.

Proffitt aggiunge che una “nuova normalità” potrebbe avere un aspetto diverso da quello atteso. Per sapere quali saranno i prossimi step bisognerà capire se si verificherà un secondo picco pandemico e quali saranno le condizioni in cui la popolazione arriverà al 2021.