Giulio Preti: autobiografia di un Maestro

di Patrizia Biancucci

“Monsù Preti a sèt e meza devi vene au telefono, y è na telefunàda per Vue”. “ Signor Preti alle sette e mezza deve venire al telefono, c’è una chiamata per lei”  “Romano mi chiama – guarda che Marisa sta mettendo ordine nella tua carriera, manda qualcosa – ma cosa posso mandare! scrivo un libro così ricordo la nostra infanzia ed è anche l’occasione per descrivere come sono cambiati i rapporti in famiglia, la società, l’università, l’odontoiatria”. Parole di Giulio Preti, professore onorario dell’Università di Torino, già direttore della Dental School, tratte dal suo libro “L’albero delle giuggiole”, rigorosamente autobiografico dove racconta di quel mondo semplice oggi scomparso, di una storia in tono minore, punteggiata da piccoli e grandi eventi, intrecciata con quella di tanti amici e personaggi di Boves e Bordighera, in un’epoca di scoramento e di estrema povertà conseguente alla furia bellica. Romano è l’amico d’infanzia e Marisa è la bibliotecaria responsabile della documentazione riguardante Boves. La stesura procede costellata di espressioni piemontesi,  puntualmente tradotte in italiano, a testimoniare il legame con persone e storie vissute nei luoghi dell’infanzia, mentre i ricordi di episodi intimi e familiari permettono al lettore di ripercorrere le stesse strade dissestate e sentire i sobbalzi del carretto trainato dall’asino. La memoria man mano si sgancia dalla vicenda personale per fornire flash illuminanti sullo sviluppo dell’Odontoiatria italiana che, uscita con le ossa rotte dalla guerra, è costretta a guardare oltre confine per ricostruirsi, fino ad entrare a pieno titolo nel mondo accademico. Allievo della Scuola di Zurigo, Preti infatti lancia una sfida agli Svizzeri “Adesso vi faccio vedere di cosa sono capaci gli Italiani!”. E’ la Dental School di Torino, centro di eccellenza per l’assistenza, la didattica e la ricerca in campo odontostomatologico, opera difficile realizzata con compagni fortemente appassionati: i ragazzi di piazza CLN, uno dei capitoli del libro. Possiamo fidarci dei ricordi e dei racconti perché Giulio Preti scrive “non ho detto tutto, ma quello che ho detto è tutto vero”.

Prof. Giulio Preti, professore onorario Dental School Torino

Prof. Preti, questo libro fa pensare alla “Breve storia del mondo” di Gombrich: cosa l’ha ispirata? Penso spesso che abbiamo guardato la storia dall’alto ma se ci abbassiamo vediamo un grande fiume con flutti e bolle che scompaiono perché hanno vita breve: le bolle siamo noi. La grande Storia sarà ricordata ma quella minore nessuno la saprà. Importante aver dato il nostro contributo.

Lei scrive “con il cannocchiale rovesciato nel tempo”: cosa vuol dire? Come avere una lente d’ingrandimento che ci fa guardare in profondità e allo stesso tempo appare il futuro visto dal passato. Niente e nessuno è dimenticato, ci sono nomi e cognomi di amici, allievi, collaboratori e soprattutto familiari.

Professore, e l’albero delle giuggiole? L’albero era nella mia scuola elementare quando avevo sei anni, ma per conoscerne la storia bisogna arrivare alla fine del libro.