Gli antibiotici diminuiscono l’efficacia dei contraccettivi ormonali

di Maria Rosa De Marchi 

Il rapporto tra antibiotici ed efficacia dei contraccettivi ormonali è da tempo una vexata quaestio.

Contraccettivi e induttori enzimatici

Qualche anno fa una revisione sistematica di letteratura si era occupata di far chiarezza sulle interazioni tra anticoncezionali e antibiotici, in particolare per i farmaci che sono induttori enzimatici come la rifamicina, comunemente utilizzata per il trattamento della tubercolosi. Il paper aveva preso in esame studi clinici, di coorte, studi di tipo caso-controllo analizzando i dati di fertilità, farmacocinetica e farmacodinamica relativi alla somministrazione di rifamicina e di contraccettivi ormonali. La revisione aveva individuato 11 studi che incontravano i criteri di inclusione: in due studi veniva osservata una aumentata frequenza di ovulazione e in cinque studi veniva osservata una ridotta esposizione agli ormoni anticoncezionali somministrati. Nessuno studio, tra quelli selezionati nella revisione, valutava il maggiore rischio di gravidanza indesiderata.

A tal proposito, il sito del National Health Service, in relazione ai cambiamenti metabolici osservati dagli studi, consiglia l’utilizzo di ulteriori metodi anticoncezionali, l’adozione di un nuovo metodo o di modifiche nelle modalità di assunzione.

Contraccettivi e antibiotici

Cosa succede invece con gli antibiotici che per loro natura non sono induttori enzimatici? L’ultimo tassello è stato aggiunto da uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Evidence Based Medicine e condotto da ricercatori dell’Università di Birmingham. Il nuovo studio, ampiamente riportato dalle maggiori testate giornalistiche italiane e non, è stato strutturato come analisi delle segnalazioni di farmacovigilanza nel territorio del Regno Unito, che vengono effettuate tramite il sistema Yellow Card. I ricercatori hanno analizzato le segnalazioni spontanee di reazioni avverse sospette in individui in terapia con farmaci antibatterici (n = 74.623), farmaci attivatori enzimatici (n = 32.872), o farmaci di altro tipo, utilizzati come controllo (n = 65.578). Gli outcome analizzati erano le gravidanze indesiderate (come misura primaria), accompagnate da misure di controllo, come aritmie cardiache e cefalea, oltre che segnalazioni di anomalie congenite (utilizzati come controlli positivi) e segnalazioni di diarrea (considerata un possibile fattore confondente).

Sulla base dei risultati, le gravidanze indesiderate avevano una probabilità sette volte maggiore di verificarsi con l’utilizzo concomitante di antibiotici, probabilità che aumentava a tredici volte considerando gli antibiotici che sono induttori enzimatici. Le anomalie congenite avevano una probabilità sette volte maggiore di verificarsi con induttori enzimatici, ma in generale non erano più comuni nel gruppo di utilizzo di antibiotici. La diarrea, infine, è stata giudicata non essere un fattore confondente.

Lo studio quindi sembra costituire un tassello in più per la valutazione dell’influenza degli antibiotici sull’efficacia dei contraccettivi e pone ulteriore attenzione sulle necessità di prendere adeguate misure preventive nel periodo di assunzione degli antibiotici, dal momento che questi sembrano minare l’efficacia dei contraccettivi ormonali.

Accesso alla contraccezione in Italia

Secondo il report a cura dell’AIDOS, l’Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, che misura l’accesso alla contraccezione in 45 Stati dell’Europa geografica, nel 2019 l’Italia occupava la 26° posizione in classifica con un tasso del 58%. Un valore molto lontano da quelli della Gran Bretagna, della Francia o della Spagna e più vicino a paesi come la Turchia e l’Ucraina. Secondo l’analisi ISTAT “La salute riproduttiva della donna”, pubblicata nel 2017, nonostante sia emerso che la maggior parte della popolazione tra i 18 e i 54 anni utilizzi metodi per pianificare o evitare una gravidanza, non si può ancora affermare che in Italia sia stata compiuta in modo definitivo la “rivoluzione” contraccettiva, intesa come transizione verso una diffusione estesa di metodi moderni ed efficaci.