Gli effetti del lockdown sul contenimento del contagio da SARS-CoV-2

di Maria Rosa De Marchi

Seguiamo ormai da sei mesi l’evolversi della pandemia causata dal nuovo coronavirus che ha iniziato a diffondersi dalla Cina, dalla fine dello scorso anno. Al momento, secondo i dati dell’ultimo situation report redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il SARS-CoV-2 ha contagiato a livello globale quasi 7 milioni di persone e provocato 400mila decessi.

Il COVID-19, con le sue peculiari caratteristiche, ha in questi mesi impegnato la comunità medica e scientifica. In attesa di un vaccino, l’obiettivo degli interventi sanitari, tra cui la sperimentazione di diversi farmaci, è stato approcciare il problema nel modo più efficace con gli strumenti disponibili.

Le misure implementate con il lockdown

Prima ancora degli interventi sanitari, la priorità per la maggior parte dei governi nazionali è stata contenere e limitare il contagio attraverso misure di distanziamento sociale di diversa intensità. In Italia è stato dichiarato il lockdown a partire dal 9 marzo su tutto il territorio nazionale; la misura si è protratta per circa due mesi prima di permettere progressivi allentamenti, che hanno già condotto alla riapertura dei confini tra le regioni e che porteranno il 15 giugno alla riapertura dei confini della maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea. Al momento l’andamento dei contagi in Italia sembra continuare a scendere e con l’approssimarsi dell’estate, a un mese di distanza dall’entrata nella cosiddetta “fase 2”, non si sono realizzate alcune delle previsioni pessimistiche che avevano visto opinioni contrastanti sull’andamento dei contagi con l’allentamento delle misure di distanziamento.

Durante il lockdown sono state utilizzate diverse misure, tra cui la chiusura delle scuole, delle attività di commercio al dettaglio, dei ristoranti. Allo stesso modo, sono state limitate le occasioni di interazione sociale.

Le dinamiche di contagio in uno studio su The Lancet

Molti studi si sono occupati di esplorare la potenziale efficacia delle misure di contenimento e l’effetto sulle dinamiche di trasmissione del SARS-CoV-2. In un lavoro da poco pubblicato su The Lancet sono state esaminate queste dinamiche e gli elementi che le influenzano con l’aiuto di modelli matematici, con l’obiettivo di effettuare previsioni a lungo e medio termine dell’andamento del contagio nel Regno Unito. L’opinione emergente è che interventi moderati possano ridurre la diffusione del contagio, ma che per evitare di sorpassare la capacità dei sistemi sanitari siano necessarie misure più rigide. Rimangono da chiarire i fattori temporali, la durata e l’intensità delle diverse misure.

Senza implementare alcuna misura, gli studiosi hanno stimato per il Regno Unito 23 milioni di casi (mediana) fino a dicembre 2021. In questo scenario, l’85% della popolazione inglese sarebbe raggiunta dal contagio. Nel 42% si manifesterebbero sintomi clinici. Applicando a questo modello, in corrispondenza del picco epidemico, diverse misure contenitive (chiusura delle scuole, distanziamento sociale, protezione dei cittadini più anziani, auto-isolamento degli asintomatici), è stato calcolato che ciascuna misura contribuirebbe a diminuire il numero totale di casi del 20-30% e a uno spostamento del picco epidemico in avanti di 3-8 settimane. Prese singolarmente, invece, secondo il modello utilizzato, nessuna delle misure sarebbe in grado di ridurre la diffusione dell’epidemia in modo efficace per garantire a tutti i cittadini assistenza sanitaria. Nessuna delle misure sarebbe in grado di portare il parametro di contagiosità R0 a valori inferiori a 1, che garantiscono una diminuzione dei nuovi infetti. Secondo il modello, l’interruzione delle misure porterebbe a un nuovo rialzo dei contagi.

Le limitazioni dello studio

I ricercatori si soffermano sulle limitazioni del loro studio: non viene tenuta in considerazione la trasmissione nosocomiale e gli interventi per evitarla; inoltre si assume che le persone siano immuni dopo l’infezione per almeno 1-2 anni (il periodo considerato dallo studio), mentre la risposta anticorpale è tra i punti ancora completamente da chiarire per quanto riguarda le dinamiche del nuovo virus. Inoltre, le misure di distanziamento sociale sono state considerate come parametro globale.

La trasmissione del virus e i fattori coinvolti, quindi, rimangono ancora oggetto di studio e di analisi matematiche, in attesa che nuove conferme dal laboratorio aiutino a far chiarezza sui meccanismi di contagio.