Gli Etruschi in collegio… L’ONAOSI e l’archeologia preventiva a Perugia

Di Luca Mario Nejrotti

In data 27 luglio si è riunito il Consiglio di Amministrazione, presieduto dal Presidente Dr. Serafino Zucchelli.

La Sopraintendenza per i beni archeologici dell’Umbria a seguito di sopralluoghi ha ipotizzato l’esistenza di una tomba etrusca nella zona sede del Collegio Unico in via O. Antinori, 28. Considerata l’importanza del sito sono state autorizzate ed avviate le indagini per le opportune verifiche.”

Poche righe, quasi “fredde” nel verbale del Consiglio d’Amministrazione dell’ONAOSI, testimoniano una storia controcorrente in Italia. Una nazione che “è seduta sulla propria fortuna” – per nobilitare una battutaccia veteromaschilista – nella misura in cui poggia su un Patrimonio archeologico sepolto che, opportunamente valorizzato, basterebbe a traghettarci ben oltre la crisi economica che stiamo vivendo.

L’ONAOSI, come istituto assistenziale e di promozione della Cultura, invece di lamentare i sicuri disagi dovuti ai cantieri archeologici, invece di temere per la propria giurisdizione sulle proprietà dell’Ente, dispone pragmaticamente e lapidariamente “data l’importanza del sito” perché tutti gli accertamenti di legge si possano svolgere senza ostacoli.

L’ONAOSI.

L’Opera Nazionale per l’Assistenza agli Orfani dei Sanitari Italiani è un Ente senza scopo di lucro che nasce dall’iniziativa di un medico di Forlì, Luigi Casati, nel 1874. Lo scopo dell’Ente è quello di fornire assistenza e formazione agli orfani dei Sanitari italiani. Dopo alcuni anni di attività non strettamente irreggimentata, con Regio Decreto del 20 luglio 1899, l’Opera viene eretta in Ente morale con la denominazione di “Collegio-convitto per i figli orfani dei Sanitari italiani in Perugia”.

Dopo varie vicissitudini, e la crisi portata dalle due Guerre Mondiali, l’ONAOSI prosegue la propria attività assistenziale ed educativa e nel 1995, l’ONAOSI si trasforma da ente pubblico in fondazione privata. Il 30 ottobre i Ministeri competenti approvano il primo statuto ed il regolamento della “privatizzazione”.

Oggi, l’ONAOSI fornisce ai propri assisiti, ospitalità, assistenza, contributi, formazione e sussidi alla formazione.

L’ONAOSI ha sede amministrativa in Perugia, ma vi sono Centri Formativi anche a Bologna, Messina, Napoli, Padova, Pavia e Torino.

L’Archeologia preventiva.

Il Centro Unico ONAOSI di Perugia, una struttura moderna situata in un parco di 5 ettari, si trova in un’area ad altissimo potenziale archeologico, balzato agli onori della cronaca (vedi e vedi) per il recupero recente del ricchissimo corredo proveniente dalla tomba della famiglia dei Cacni. Dato che le tombe etrusche sovente sorgono raggruppate, è logico attendersi il rinvenimento, puntualmente avvenuto, di altri ipogei; questi sono spesso già clandestinati in antico, ma a volte, fortunosamente, pervengono a noi intatti o quasi.

Le indagini archeologiche preventive sono spesso viste come una spada di Damocle da proprietari e gestori dei terreni dove si svolgono: proprio per questo la collaborazione costruttiva dell’ONAOSI va vista come un esempio lodevole e controtendenza.

Tombe etrusche in Collegio.

Il quartiere dell’Elce, nei dintorni del Centro Unico dell’ONAOSI ha già restituito tesori inestimabili; tra questi spicca il già citato ipogeo dei Cacni: “Di certo si tratta di una famiglia patrizia molto influente e amante del bello visto il tesoro ritrovato che comprende, tra l’altro, oltre alle 23 urne in travertino bianco, un elmo frigio, uno scudo in bronzo e un rarissimo kottabos in bronzo, comunemente utilizzato dagli etruschi come attività ludica durante i banchetti”, ma anche un’altra tomba da cui provengono sei urne cinerarie, databili tra II e I secolo a. C.: “La seconda tomba è di due metri per due, con una banchina a elle dove erano collocate sei urne (due senza coperchio) in travertino: due con iscrizioni etrusche (un uomo di nome Setre e una donna chiamata Tettia) e due latine (Vibius e Astia Ampinea, il cui cognome compare anche in un’altra urna ritrovata a Castel del Piano). Si trattava probabilmente di uomini liberi e, vista la fattura decisamente meno pregevole rispetto a quella che caratterizza le urne dei Cacni, di una famiglia non di alto rango. Due le urne decorate sulla parte anteriore, la più bella delle quali presenta un vaso in altorilievo. Insieme alle urne un non ricchissimo corredo funerario, perlopiù composto da ceramiche da mensa tra cui 12 brocche (gli ellenistici lagynoi) che servivano per contenere anche del vino profumato, nove piatti, tre ciotole, piccoli strumenti da toletta come otto unguentari e tre specchi in bronzo, in pessime condizioni e dei quali è andata distrutta la cornice in legno.”

L’ONAOSI non è certo nuovo a manifestazioni di sensibilità nei confronti del nostro Patrimonio Culturale, basti pensare alla recente partecipazione del suo personale alla FAIMARATHON, con l’apertura del Teatro della Sapienza, situato all’interno del Centro Formativo di Perugia. Una prova in più dello statuto di “produttore di cultura” oltre che di “custode di cultura” del Centro.

Fonti:

http://www.onaosi.it/subpage.jsp?up_div=up_arc&main_lev=h2_arc&sub_lev1=h3_arc&page=arc_det.jsp&ID=193&em=0&anno=2013

http://www.umbria24.it/perugia-sei-urne-e-il-corredo-ecco-la-seconda-tomba-di-elce-pagano-ci-servono-spazi-2/206752.html

http://www.umbria24.it/perugia-maxi-sequestro-di-opere-etrusche-sul-mercato-nero-recuperato-immenso-tesoro/187282.html

http://www.giornaledellumbria.it/article/article109855.html