I format giornalistici influenzano la risposta dei lettori

di Maria Rosa De Marchi

Le piattaforme social come Facebook e Twitter danno accesso a una quantità di informazioni e contenuti senza precedenti. Dal momento che questo tipo di piattaforma era stato inizialmente creato per fini di svago e non di informazione, la fruizione di notizie può avvenire su diversi livelli, essere accidentale oppure deliberata. Oltre a questo, la fruizione di notizie in questi contenitori mette potenzialmente sullo stesso piano notizie affidabili dal punto di vista giornalistico e fake news (come quelle relative al COVID-19 che hanno visto una larga diffusione proprio sui social media), oppure notizie riportate con uno stile editoriale di parte, che incoraggia all’interpretazione di un fatto secondo una precisa linea narrativa.

Le strategie di polarizzazione dell’opinione

Diverse strategie di comunicazione sono in grado di guidare la polarizzazione dell’opinione su un tema. Qual è il peso del formato e del tipo di narrativa utilizzata sulla riposta degli utenti dei social media? Lo ha investigato un team di ricrca in larga parte italiano, che ha affidato a Nature i risultati del lavoro.

Il team ha costruito ad hoc 113 articoli sul tema migranti e immigrazione e li ha pubblicati sulla pagina Facebook de Il Corriere della Sera nel periodo marzo-dicembre 2018. Sono stati poi annotati 22.236 commenti effettuati sui post di Facebook, distinguendo la posizione del commentatore riguardo la questione immigrazione, la presenza di linguaggio volgare o offensivo e la presenza di critiche rivolte alla fonte giornalistica. I tipi di contenuti considerati per l’analisi sono stati: articolo, articolo e infografica, video/foto gallery, report di dati, editoriali, articoli su cultura popolare, articoli relativi al giornalismo e altri.

Dalle analisi è emerso che il contenuto visivo (foto/video) e gli articoli di cronaca hanno suscitato il maggior grado di fiducia nella fonte giornalistica, mentre gli articoli di opinione e gli editoriali hanno registrato critiche maggiori. È emerso inoltre che gli articoli basati su dati e statistiche hanno determinato un livello di fiducia molto basso nella fonte ma che hanno avuto anche una minore probabilità di suscitare dibattito “tossico”.

Nel mondo dell’informazione, quindi, un ruolo fondamentale è giocato dal tipo di contenuto che viene sottoposto ai lettori, dal momento che questo è stato visto influenzare il tenore dei commenti.

La tendenza alla tribalità e i pericoli del confirmation bias

Ciò che secondo i ricercatori ha più caratterizzato i tipi di commento e il comportamento dei commentatori è stata la tendenza alla conformità sociale. Gli utenti tendono a selezionare informazioni che aderiscono ai loro metri di giudizio e alle convinzioni preesistenti, a ignorare le informazioni che non fanno parte di questo sistema e a unirsi per formare gruppi di persone che condividono una linea narrativa comune. Questo ambiente informativo può incoraggiare comportamenti tribali invece che dibattito informato.

Facebook si serve di agenzie terze per verificare le informazioni riportate e per ridurre la prevalenza di notizie false: gli sforzi fatti sinora, però, hanno dato risultati controversi e in alcuni casi controproducenti.

Strumenti come gli algoritmi di visualizzazione, le iniziative di fact-checking e altri sistemi hanno mostrato efficacia limitata e una risposta controversa da parte degli utenti, suscitando discussioni che ne hanno messo a nudo i diversi limiti nell’approccio al fenomeno di polarizzazione delle notizie.

Studi recenti indicano che nonostante gli utenti abbiano a disposizione una grandissima quantità di contenuti, questi tendano a essere frammentati e raggruppati in base a una narrativa comune. Si entra in una “camera dell’eco”, guidata dalla necessità degli utenti di veder le proprie convinzioni confermate da elementi esterni (il cosiddetto confirmation bias cognitivo): anche quando il contenuto è falso, gli utenti tendono a ignorare qualsiasi ulteriore informazione che mette in dubbio le proprie convinzioni.