I lati oscuri del lockdown

di Maria Rosa De Marchi

La pandemia di COVID-19 sta aggravando, a livello globale, situazioni già problematiche a livello sociale ed economico. Nella fase post-pandemia potremmo avere a che fare con una regressione nell’ambito di diversi obiettivi di sviluppo sostenibile, come recentemente aveva documentato un articolo di The Lancet per quanto riguarda la parità di accesso all’istruzione.

Ci vorrà ancora parecchio tempo per fare i conti con tutte le conseguenze relative al lockdown, la condizione di permanenza forzata tra le mura domestiche sperimentata in Italia tra marzo e maggio e che sta proseguendo con diverse modalità in numerosi Paesi del mondo. Le conseguenze più gravi del fenomeno ricadrebbero sulla porzione di popolazione che già si trova in una condizione svantaggiata, come denuncia una lettera aperta a The Lancet pubblicata qualche giorno fa.

I benefici del lockdown nel contenimento della diffusione del SARS-CoV-2 sono stati più volte riportati in letteratura. Un articolo che ha seguito lo sviluppo epidemico nella zona di Wuhan attribuisce alla strategia di lockdown il rallentamento e la diminuzione del numero di contagi. La questione, riporta un altro articolo, è più che “monodimensionale” e necessita di diversi punti di vista per comprendere tutte le sfaccettature del fenomeno. Non si dovrebbe tenere in considerazione esclusivamente l’adozione del lockdown, ma anche altri fattori tra cui “il comportamento dei singoli individui, le azioni e le indicazioni governative (ad esempio restrizioni per i viaggi e le linee guida per l’ospedalizzazione e per la quarantena)”.

Gli effetti del lockdown

L’impatto sulla popolazione non è stato solo di tipo economico, ma anche psicologico. L’effetto è stato ubiquitario e documentato a diversi livelli, nei Paesi che hanno in qualche modo sperimentato il lockdown. La letteratura sull’argomento è ormai vastissima: tra le conseguenze del lockdown, un aumento di ansia e depressione, il cambiamento dello stile di vita delle persone e del modo di concepire la fiducia nei confronti delle istituzioni.

L’impatto del lockdown sulla salute ha riguardato anche l’incidenza di alcune patologie: la necessità di riprogettare le strutture sanitarie e renderle adatte a ospitare i malati di COVID-19 ha portato alla necessità di differire, ove possibile, le visite mediche oppure trasformarle in consulenze “a distanza” tramite la telemedicina per ridurre al minimo il rischio dei malati di contrarre il virus durante la permanenza in ospedale.

La posticipazione delle visite e il blocco di alcuni servizi sanitari sono stati i temi toccati da un articolo del Telegraph, che riporta per il Regno Unito ritardi nell’applicazione dei programmi di screening per il cancro e ritardi nei piani vaccinali per i bambini, le cui conseguenze potrebbero potenzialmente essere devastanti. Anche evitare di cercare assistenza sanitaria per la paura dell’infezione da coronavirus potrebbe avere gravi conseguenze: a maggio una iniziativa del National Health Service aveva sottolineato l’importanza di recarsi in pronto soccorso in caso di necessità. La campagna era stata lanciata dopo aver registrato un calo del 50% degli accessi ospedalieri.

Una ricerca pubblicata su Circulation ha evidenziato variazioni significative nell’incidenza di nuovi casi di insufficienza cardiaca e di peggioramento di casi esistenti. I dati, sottolinea il paper, sollevano importanti questioni per quanto riguarda una potenziale tendenza a trascurare la patologia e i suoi sintomi che potrebbero avere un impatto nella prognosi a lungo termine dei pazienti.