I ritardi diagnostici nei tumori del cavo orale

di Maria Rosa De Marchi

Saltare i controlli odontoiatrici rischia di far salire il numero del cancro al cavo orale. La denuncia arriva nel Regno Unito dall’associazione di categoria Association of Dental Groups (ADG), che invita i decisori ad agire in fretta per elaborare delle contromisure per arginare il fenomeno.

L’argomento è stato approfondito in un articolo apparso su Dentistry Online. Gli odontoiatri denunciano che migliaia di casi di cancro al cavo orale potrebbero al momento non essere diagnosticati. Le motivazioni dietro i mancati controlli odontoiatrici sarebbero da ricercarsi nella pandemia di COVID-19 , che ha causato un sensibile rallentamento delle prestazioni odontoiatriche e la loro interruzione quasi totale  per due mesi e mezzo, corrispondenti al periodo primaverile del 2020. Dal momento che la pandemia è ancora in corso ci si aspettano ulteriori strascichi del fenomeno. La rinuncia ai controlli e alle prestazioni , oltre a motivi organizzativi ed economici, è ulteriormente aggravata dalla reticenza delle persone a sottoporsi fisicamente a controlli medici, a causa della paura di contrarre il SARS-CoV-2 dal personale e in sala di attesa.

Nel Regno Unito è stato calcolato che in almeno una famiglia su due una persona abbia saltato un controllo dentistico. Dal momento che i nuclei familiari ammontano a circa 27,8 milioni, secondo le stime, il fenomeno coinvolge in prima persona circa 13 milioni di adulti.

Il ritardo diagnostico causato da questo fenomeno quindi rischia di assumere proporzioni considerevoli. L’argomento era già stato trattato, relativamente al ritardo della diagnosi di cancro più in generale, da un articolo apparso su Lancet. La motivazione, anche qui, veniva attribuita alla pandemia di COVID-19. I pazienti, soprattutto gli anziani con fragilità e patologie preesistenti, sono spaventati dall’idea di recarsi presso strutture sanitarie per effettuare controlli ed esami a causa della possibilità di contrarre il virus. Molti, soprattutto durante il periodo di lockdown, hanno limitato al minimo le interazioni sociali e sono rimasti a casa il più possibile, incoraggiati anche dalle indicazioni governative.

I fenomeni negativi sopra descritti in campo odontostomatologico  e causati principalmente dalla pandemia, vanno ad inserirsi in un  precedente contesto comportamentale, dove già la diagnosi dei tumori del cavo orale subiva ritardi. Infatti è stato stimato che circa il 50% dei pazienti con cancro della bocca effettua una prima visita entro 1-2 mesi dalla comparsa dei sintomi, mentre circa il 20-30% dei pazienti ritarda la richiesta di aiuto per più di 3 mesi.

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https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3927673/