Internet e salute: i dati del Censis-Forum

Il Censis-Forum per la ricerca biomedica ha pubblicato recentemente dei dati in cui gli italiani che cercano informazioni sul Web sono oltre il 41%, con una crescita di quasi 10 punti percentuali rispetto a due anni fa. Un’ennesima riprova di come il Web, soprattutto tra le fasce più istruite, continui ad insinuarsi nei bisogni legati alla salute. Rimane comunque indiscussa la fonte primaria delle informazioni mediche cioè il medico di medicina generale. Ma Big G fa diversi tentativi per sfondare le barriere ed entrare nel mondo della salute, dopo il caso di Google Health (il tentativo di dotare ogni utente Google di un fascicolo sanitario personal) e il recente ingresso nel campo della tecnologia indossabile e delle applicazione smartphone e tablet (applicazioni che monitorano alcuni parametri legati alla salute). Ma qual è oggi il rapporto tra salute sul Web e Privacy?

Il Garante italiano per la privacy, dopo aver esaminato 50 applicazioni, ne ha bocciate 1 su 2. E il problema si estende anche al profilo etico e deontologico quando si prende in considerazione la comunicazione medico-paziente attraverso i social: il nuovo Codice di Deontologia Medica non ne parla e le normative a riguardo sembrano inesistenti, come regole che dovrebbero normare l’informazione attraverso i social media da parte delle aziende farmaceutiche. Dal decreto legislativo n. 541 del 1992 (vedi) è possibile dedurre delle norme di comportamento generale ma certamente non adattate ai nuovi, e spesso insidiosi, contesti di comunicazione.
Un recentissimo articolo analizza in modo puntale la questione, facendo luce anche sui profili istituzionali nel Web e le potenziali risorse della rete.
(leggi qui)