La cura del cancro ai tempi di COVID-19

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

“La pandemia ha trasformato la cura del cancro in ogni aspetto, qualche che sia il trattamento adottato, che il paziente sia ricoverato o meno, o quale che sia l’intento, dal radicale al palliativo”. Lo dichiara l’oncologo britannico James Spicer alla giornalista Susan Mayor, che su The Lancet Oncology (1) racconta la ricerca del difficile equilibrio tra il rischio di COVID-19 per i malati di cancro, e per chi li assiste, e le necessità di proseguire le cure.

Nel Regno Unito come in tanti altri paesi, fra i sanitari si registrano alti tassi di malattia e di autoisolamento (per contatti con un contagiato), che stanno riducendo drasticamente il numero di operatori disponibili. Il che avrebbe già reso difficile garantire un’assistenza adeguata, se non fosse per altri effetti della pandemia – in sé non certo desiderabili – come il posponimento di alcune terapie per considerazioni di sicurezza, o la ricollocazione del personale da altri reparti o dai laboratori che sono stati chiusi.

I team oncologici di molti paesi stanno riorganizzando le modalità di cura per minimizzare i rischi per operatori e malati. Quando possibile si cerca per esempio di applicare chemio o radioterapie in dosi più intense per ridurre il numero di sessioni in ospedale; a patto ovviamente che la maggiore tossicità spesso prodotta da questi regimi sia tollerabile e non infici il beneficio.

A Singapore, facendo tesoro dell’esperienza maturata con la SARS, i team di uno stesso reparto si sono divisi in due gruppi con contatti minimi fra loro, così che uno possa continuare a lavorare se nell’altro c’è un’infezione. In vari paesi si stanno dedicando centri specifici alle cure oncologiche, separati dagli ospedali per malati di coronavirus. E ovunque, come raccomandato dalla European Society for Medical Oncology e da altre società scientifiche, gli incontri online o telefonici stanno sostituendo quelli di persona, sia tra colleghi sia con i pazienti; una novità che impone un grosso sforzo di cambiamento nelle interazioni con i pazienti, ma che i medici stanno in genere accogliendo bene. E che potrebbe lasciare il segno anche dopo la crisi. “Secondo gli specialisti, le nuove pratiche che alle valutazioni d’impatto risulteranno più efficaci saranno mantenute, cambiando in permanenza il modo di lavorare in oncologia”, scrive Mayor.

Un caso ancor più delicato è quello degli anziani, ancora più a rischio degli altri pazienti oncologici in caso di infezione, le cui cure devono muoversi sul difficile crinale tra l’eccesso di rischio da coronavirus e il rischio di sottotrattamento. Su questo tema riflette un gruppo di oncologi geriatrici guidato da Pierre Soubeyran, dell’Institut Bergonié dell’Università di Bordeaux, sempre su The Lancet Oncology (2).

Soubeyran sottoscrive appieno le linee guida ufficiali adottate in Francia (3) per proteggere i malati di cancro dal nuovo coronavirus, redatte da un team di oncologi su incarico del governo, e promuove le misure ivi previste, basate su barriere al contagio, riduzione il più possibile dei ricoveri ospedalieri, e massima cautela nell’iniziare o proseguire le terapie.

Quanto agli anziani, scrive, “in una situazione senza precedenti, la scelta tra proseguire tal quali i trattamenti standard (spesso basati su scarsi dati di letteratura) e un cauto primum non nocere solleva molti interrogativi e preoccupazioni etiche”. Le decisioni vanno basate sulla situazione personale di ciascun paziente, preferendo di massima le terapie che danneggiano meno il sistema immunitario rispetto a quella standard (per esempio la terapia endocrina anziché la chemioterapia). Una terapia cauta, d’altra parte, va preferita anche alla rinuncia al trattamento, che potrebbe portare a un futuro eccesso di morti per cancro. “In questi casi, l’ideale è consultarsi con un geriatra. Così potremo evitare un sottotrattamento, spesso erroneamente dettato dalla sola età del malato, e giungere alle decisioni appropriate ed equilibrate che il nostro paziente merita”, conclude Soubeyran.

 

Bibliografia

  1. Mayor S. COVID-19: impact on cancer workforce and delivery of care. Lancet Oncol 2020; 21: 633. Epub 2020 Apr 21.
  2. Mourey L, Falandry C, de Decker L, et al. Taking care of older patients with cancer in the context of COVID-19 pandemic. Lancet Oncol 2020; 21: e236. Epub 2020 Apr 14.
  3. You B, Ravaud A, Canivet A, et al. The official French guidelines to protect patients with cancer against SARS-CoV-2 infection. Lancet Oncol 2020 Mar 25 [Epub ahead of print]