La fiducia nei vaccini ai tempi del covid-19. La survey del Lancet

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

“Sebbene la copertura vaccinale sia segnalata a livello amministrativo in tutto il mondo, non esiste un sistema altrettanto robusto per monitorare il livello di fiducia delle persone riguardo i vaccini”. A portare alla luce la questione è The Lancet, che attraverso una survey pubblicata pochi giorni fa ha fatto il punto della situazione, utilizzando i dati di 290 sondaggi condotti nell’arco di quattro anni, fino al 2019, in 149 paesi e includendo oltre 280 mila individui (1).

L’indagine è stata condotta dai ricercatori del Vaccine Confidence Project (VCP), un gruppo di ricerca interdisciplinare della London School of Hygiene & Tropical Medicine, fondato nel 2010 “per sviluppare approcci sistematici al monitoraggio della fiducia del pubblico nei vaccini e per informare i responsabili politici e le parti interessate delle tendenze in evoluzione e dei determinanti della fiducia nei vaccini in tutto il mondo” spiegano i ricercatori. “Il calo della fiducia nei vaccini – aggiungono – ha avuto un impatto sui programmi di immunizzazione in tutto il mondo, contribuendo al ristagno o alla diminuzione dei tassi di immunizzazione e ai conseguenti picchi di malattie prevenibili con il vaccino (come il morbillo). In questo contesto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito tale sfiducia (nei vaccini) come una delle dieci principali minacce per la salute globale nel 2019, insieme al cambiamento climatico”.

Dall’indagine emerge che “sebbene sia rimasta bassa in Europa rispetto ad altri continenti, vi sono segnali che la fiducia nei vaccini stia aumentando per gran parte dell’Europa, inclusa la Francia, dove la fiducia nei vaccini è stata costantemente bassa dal 2015. È aumentata complessivamente anche in Polonia tra il 2015 e il 2019, nonostante il recente calo osservato tra la fine del 2018 e la fine del 2019, riflettendo il crescente impatto dei movimenti no-vax locali”.

Spostando l’attenzione verso il continente asiatico, “il Giappone si è classificato tra i paesi con la più bassa fiducia nei vaccini al mondo”, secondo i ricercatori del VCP. Tali risultati potrebbero essere legati “alle paure per la sicurezza del vaccino contro i virus del papilloma umano (HPV, Human Papilloma Virus) iniziate nel 2013 successive alla decisione del Ministero della salute, del lavoro e del welfare giapponese a giugno dello stesso anno di sospendere la raccomandazione proattiva del vaccino HPV. Come risultato di questo crescente timore, la copertura vaccinale HPV è diminuita dal 68,4-74,0% nella coorte di nascita 1994-98 allo 0,6% nella coorte di nascita 2000”. La notizia ha fatto naturalmente il giro del mondo, raccogliendo consensi dai gruppi no-vax ma non dalla comunità scientifica internazionale.

In Corea del Sud e in Malesia, i ricercatori riportano che “la mobilitazione online contro i vaccini è stata identificata come un ostacolo importante alla vaccinazione. Internet è una delle principali fonti di informazioni sulle vaccinazioni in Malesia, dove è stato identificato che la disinformazione influenza la riluttanza ai vaccini”. In Corea del Sud, una comunità diffusasi online chiamata “ANAKI” (abbreviazione coreana di “allevare figli senza farmaci”) contrasta con forza l’immunizzazione infantile. Studi futuri – suggeriscono i ricercatori – in entrambi i paesi dovrebbero indagare ulteriormente questa tendenza e proporre strategie di mitigazione. Anche in Georgia la situazione è grave, le preoccupazioni infondate sulla sicurezza dei vaccini, amplificate dai media, hanno influenzato profondamente una campagna nazionale di vaccini MPR – contro morbillo, parotite e rosolia – nel 2008. I risultati dell’indagine del VCP sulla scarsa fiducia nei vaccini in Georgia “potrebbero suggerire che le preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini sono di nuovo in aumento” affermano gli autori.

“I sentimenti che seminano dubbi e sfiducia e la diffusione virale della disinformazione stanno contribuendo a creare un panorama di incertezza” affermano i ricercatori del Vaccine Confidence Project. “Alcuni attori hanno deliberatamente polarizzato i dibattiti sui vaccini, sfruttando i dubbi del pubblico e delle debolezze del sistema per scopi politici, mentre il calo della fiducia nei vaccini in altri contesti potrebbe essere influenzato da un ambiente più ampio di sfiducia nei confronti del governo e delle élite scientifiche”. Ad esempio, “i risultati del calo della fiducia in Afghanistan, Azerbaigian, Pakistan e Nigeria rispecchiano le tendenze dell’instabilità politica e dell’estremismo religioso in questi contesti”. 

Considerando il rischio che possano emergere nuove malattie sconosciute, come la pandemia di Covid-19, “il Vaccine Confidence Project fornisce un prezioso punto di riferimento per i livelli di fiducia per misurare il cambiamento nei tempi di evoluzione delle minacce di malattie, oltre che per capire dove sarà necessario intervenire per fortificare que

 

Bibliografia

  1. de Figueiredo A, Simas C, Karafillakis E, et al. Mapping global trends in vaccine confidence and investigating barriers to vaccine uptake: a large-scale retrospective temporal modelling study. [published online ahead of print, 2020 Sep 10]. Lancet. 2020;S0140-6736(20)31558-0. doi:10.1016/S0140-6736(20)31558-0