La popolarità dei trattamenti odontoiatrici “fai-da-te” continua a crescere

di Maria Rosa De Marchi

L’offerta dei trattamenti odontoiatrici “fai-da-te” è in costante crescita e l’aumento della loro popolarità desta qualche preoccupazione all’interno della comunità medica e scientifica. L’argomento è stato recentemente oggetto di un approfondimento sul portale Dentistry Online, che ha cercato di fare il punto della situazione e di evidenziare le principali criticità relative a un utilizzo potenzialmente non adeguato di questo tipo di prodotti.

Tra i prodotti che più frequentemente sono oggetto di vendita di questo segmento di mercato vi sono i sistemi di sbiancamento dentale, della cui pubblicità ingannevole avevamo già parlato la scorsa settimana. Oltre a questi, i prodotti che in inglese si definiscono over the counter, cioè che non necessitano di prescrizione medica, comprendono i farmaci per la gestione del dolore a denti o gengive, l’utilizzo di prodotti come collutori per la disinfezione del cavo orale o il trattamento dell’alitosi, sistemi ortodontici, otturazioni provvisorie auto-applicabili.

Il fascino esercitato sui consumatori dai prodotti fai-da-te è spesso legato alle modalità promozionali. Le pubblicità dei prodotti spesso non sono chiare e minimizzano sui potenziali danni, anche permanenti, collegati all’utilizzo casalingo di prodotti come i metodi chimici di sbiancamento dentale che, per loro natura intrinseca, sono rischiosi se utilizzati in modo improprio. Le pubblicità al consumatore inoltre riportano risultati ottenibili in modo semplice, anche senza la supervisione medica e di grande impatto, spesso sovrastimando l’efficacia del prodotto che viene sempre meno percepito come un elemento a cui prestare attenzione e cautela.

I kit di sbiancamento dentale possono contare spesso su testimonial famosi o influencer reclutati direttamente dalle aziende per promuovere i prodotti. La Direttiva 2011/84/EU, entrata in vigore nel 2012 e che permette a questo tipo di prodotti di contenere al massimo lo 0,1% di perossido di idrogeno (0,3% di perossido di carbammide), ha permesso lo sviluppo di un’ampia varietà di prodotti. I più popolari sono le strisce da applicare direttamente sui denti, ma alcune novità includono anche paradenti con LED.

Sono di recente introduzione nel mercato anche i kit ortodontici casalinghi, che promettono, come nella pubblicità di alcuni prodotti recentemente immessi nel mercato statunitense, “denti dritti in sei mesi e senza appuntamenti dal dentista”. Il sistema di funzionamento dei kit è tanto semplice quanto potenzialmente pericoloso: viene richiesto al cliente di inviare via posta gli stampi – anche questi rigorosamente autoprodotti – delle arcate dentali. In seguito, arrivano sempre via posta gli apparecchi ortodontici invisibili da applicare direttamente. I rischi potenziali sono correlati proprio all’assenza di supervisione medica. Nel 2017 una delegazione della American Dental Association ha preso posizione “scoraggiando in modo netto” questo tipo di procedure.

È fondamentale, quindi, fare maggiore chiarezza sui prodotti presenti nel mercato, comprendendone le limitazioni e rendendoli oggetto di una corretta comunicazione verso il consumatore.