LA SANITÀ IN ITALIA SECONDO I MEDICI

Di Nicola Ferraro
La crisi economica ormai da anni soffoca il nostro Paese causando pesanti conseguenze sul Sistema Sanitario Nazionale: tagli sul personale, ridotti finanziamenti, aumento del costo dei ticket, liste d’attesa in perenne allungamento. Tutto questo contribuisce a compromettere l’offerta di servizi e la qualità dell’assistenza e fatalmente accresce le diseguaglianze sociali minando alla radice lo stesso concetto di “walfare”, di Stato sociale.

Fin qui la sintesi della cronaca (che purtroppo non finisce mai di stupire) di quello che accade ai servizi pubblici deputati alla tutela della salute degli italiani. Ma i medici come vivono questa situazione e cosa pensano del nuovo panorama sanitario, tratteggiato per successive sottrazioni?

Un interessante studio proposto da “ANAAO Giovani” (una “survey”) si è si è posta l’obiettivo di fotografare le difficoltà del SSN ed indagare quale sia la consapevolezza dei medici a riguardo, quale la loro percezione di qualità e di equità del SSN e, aspetto certamente originale, quali le loro scelte nel momento in cui vengano essi stessi a trovarsi nella condizione di paziente.

I risultati di questa “survey” sono stati ripresi integralmente dal Sole 24 Ore Sanità (vedi). Di seguito pubblichiamo una loro presentazione a cura della d.ssa Chiara Rivetti, consigliera dell’OMCeO di Torino, Tesoriera dello stesso Ente e prima firma di quell’interessante ricerca.

Di Chiara Rivetti
La crisi economica che ormai da anni soffoca il nostro Paese sta avendo pesanti conseguenze sul Sistema Sanitario Nazionale: i tagli sul personale, i ridotti finanziamenti, l’aumento del costo dei ticket, l’allungamento delle liste d’attesa hanno inevitabilmente compromesso l’offerta di servizi e la qualità dell’assistenza, e con questo accresciuto le diseguaglianze sociali.

“ANAAO Giovani” propone i risultati di una “Survey” che si è posta l’obiettivo di fotografare le difficoltà del SSN ed indagare quale sia la consapevolezza dei medici a riguardo, quale la loro percezione di qualità e di equità del SSN e, aspetto certamente originale, quali le loro scelte nel momento in cui vengano essi stessi a trovarsi nella condizione di paziente.

Nella “Survey” è stata valutata l’opinione dei medici su argomenti di stringente attualità: l’organizzazione della rete ospedaliera con i relativi standard e volumi minimi, la percezione di sprechi e corruzione, il problema appropriatezza. Sono state analizzate le conseguenze percepite degli eccessivi carichi di lavoro, l’opinione sulle cause delle lunghe liste d’ attesa e dell’ aumento del privato.

Il questionario è stato sottoposto a tutti i medici dipendenti, prevalentemente delle strutture pubbliche, cui è stato richiesto il numero di iscrizione all’ordine dei medici di appartenenza verificato attraverso l’ anagrafe FNOMCeO, ed ha coperto l’intero territorio nazionale. Sono state ottenute complessivamente 1.643 risposte.

Nonostante le attuali e evidenti difficoltà del Sistema Sanitario Nazionale, il 46.75% dei “responders” dà un giudizio più che positivo del nostro sistema “salute” e solo il   3.74% dà invece un voto pessimo.

Ma la percezione da parte degli operatori della variazione nel tempo della qualità dei servizi erogati ha decisamente un segno negativo: più del 70% dei medici ritiene che la situazione sia peggiorata negli ultimi cinque anni e ben il 91,74% che anche il futuro non riserbi miglioramento di questa situazione. È stato poi chiesto al medico di immedesimarsi nel paziente, la sua risposta è quindi quella del cittadino che ha il vantaggio di conoscere bene i limiti ed i rischi del sistema dove lavora : l’ 83.74 % dei “responders” non sceglierebbe di partorire in una struttura con meno di 500 parti/anno e ben l’83.15% preferirebbe per se stesso un pronto soccorso dotato di guardia cardiologica.

Nonostante tutte le difficoltà e le impellenze burocratico-amministrative, la gran parte dei medici intervistati (49,91%) non perde di vista la sua “mission” e trova il tempo per parlare e dare spiegazioni complete a pazienti e parenti. Il 22,52% dichiara poi di fare una selezione tra gli assistiti, dedicando il poco tempo a disposizione ai pazienti più fragili, dimostrando sensibilità ai temi delle disuguaglianze di salute. La consapevolezza delle diseguaglianze in salute è poi evidente quando ben il 60.92% dei medici sostiene di aver avuto la percezione di pazienti che non seguono le cure per motivi economici.

In definitiva, questa “Survey” traccia una fotografia del lavoro del medico di oggi, accusato di sprechi e di inappropriatezza, oberato da carichi di lavoro in crescita esponenziale, vittima del blocco del turnover, ma ben consapevole che il sistema nonostante tutto funziona, e che i problemi possano essere gestiti attraverso un franco confronto tra decisori politici e chi la sanità la fa quotidianamente, al fine di trovare soluzioni che il medico auspica quanto i suoi stessi pazienti.