Le linee guida nazionali sull’alimentazione e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Di Luca Mario Nejrotti

Un recente studio stabilisce che l’adozione di linee guida sull’alimentazione a livello nazionale che tengano conto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sull’ambiente e il benessere e la salute della popolazione dei diversi paesi possa avere notevoli benefici.

Un’analisi comparata

In uno studio pubblicato su “the BMJ” (vedi), basato su 85 Food Based Dietary Guidelines di altrettante nazioni, sono stati valutati gli impatti sulla salute e sull’ambiente utilizzando una disamina comparativa del rischio di decessi per malattie croniche e una serie di impronte ambientali specifiche per paese per le emissioni di gas a effetto serra, l’uso di acqua dolce, l’uso delle terre coltivate e l’impiego di fertilizzanti. Per fare un confronto, sono stati analizzati anche gli impatti dell’adozione delle raccomandazioni dietetiche globali dell’Organizzazione mondiale della sanità e della Commissione EAT-Lancet sulle diete sane basate sui sistemi alimentari sostenibili. Le implicazioni per la salute e la sostenibilità di ciascuna linea guida sono state valutate modellandone l’adozione sia a livello nazionale sia globale e confrontando gli impatti con gli obiettivi globali di salute e ambiente, tra cui l’agenda di azione sulle malattie non trasmissibili, l’accordo sul clima di Parigi, gli obiettivi di Aichi sulla biodiversità in relazione all’uso del suolo e agli OSS oltre alle indicazioni relative all’uso di acqua dolce e all’impiego di fertilizzanti.

Risultati promettenti.

Sulla base delle proiezioni, l’adozione di FBDG nazionali è stata associata a riduzioni della mortalità prematura del 15% in media e cambiamenti vari nello sfruttamento-domanda di risorse ambientali, compresa una riduzione delle emissioni di gas serra del 13% in media. Quando adottati universalmente e indifferentemente a livello globale, la maggior parte delle linee guida nazionali non erano compatibili con almeno uno degli obiettivi globali in materia di salute e ambiente. Circa un terzo degli FBDG era incompatibile con l’agenda sulle malattie non trasmissibili e la maggior parte erano incompatibili con l’accordo di Parigi sul clima e altri obiettivi ambientali.

Conclusioni.

Questa analisi suggerisce che le linee guida nazionali, che tengano conto anche degli obiettivi ambientali potrebbero essere sia più sane sia più sostenibili, se prendessero in considerazione i diversi contesti di applicazione.

Nella maggior parte dei contesti  fornire consigli più chiari sulla limitazione del consumo di alimenti di origine animale, in particolare manzo e latticini, ha dimostrato di avere il massimo potenziale per aumentare la sostenibilità ambientale delle linee guida dietetiche, mentre riesce ad aumentare l’assunzione di cereali integrali, frutta e verdura, noci e semi e legumi, riducendo l’assunzione di carne rossa e trasformata.

 Parallelamente l’importanza di raggiungere un apporto energetico equilibrato e livelli di peso sani, erano associati alla maggior parte dei benefici aggiuntivi per la salute. I risultati sulla salute si basavano su dati osservazionali e assumevano una relazione causale tra i fattori di rischio dietetici e i risultati sulla salute.

La certezza delle prove per queste relazioni è per lo più classificata come moderata nelle metanalisi esistenti.

In un articolo di opinione BMJ, (vedi e vedi) pubblicato in concomitanza con lo studio, si sottolinea che le linee guida dovrebbero comportare limiti molto più severi per la carne e i prodotti lattiero-caseari, sia per motivi sanitari che ambientali. Le alternative sono varie: vi sono diversi modelli dietetici basati su cereali integrali, verdure, frutta, noci e legumi.

La via verso la sostenibilità delle abitudini di vita sane è ancora lunga: mentre le proposte della Commissione EAT-Lancet appaiono le migliori in termini di riduzione della mortalità da malattie non trasmissibili e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, non si dimostrerebbero facili da attuare in molti paesi a basso reddito.

L’introduzione di tali proposte richiederebbe una crescita economica concomitante, un miglioramento della produzione e dell’approvvigionamento alimentare locale e l’espansione della gamma di ortaggi  e prodotti di origine animale a basso costo. “Abbiamo ancora un po’ di strada da fare prima che le diete possano diventare più sane e più sostenibili in tutto il mondo”, concludono i ricercatori (vedi).

 

Fonti.

https://www.bmj.com/content/370/bmj.m2322

https://blogs.bmj.com/bmj/2020/07/15/why-food-based-dietary-guidelines-need-to-be-more-sustainable/

https://www.bmj.com/content/370/bmj.m2417

https://cancerworld.net/news/dietary-guidelines-need-reform-to-meet-global-health-and-environmental-goals/