L’impatto della pandemia sull’oncologia mondiale: i numeri dall’ESMO

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

La pandemia di COVID-19 ha esercitato pressioni senza precedenti sui sistemi sanitari di tutto il mondo. In particolare, continua ad avere un grave impatto sull’oncologia, a pagarne maggiormente le spese sono l’organizzazione dell’assistenza, il benessere dei caregiver e degli operatori sanitari, l’educazione medica continua, la ricerca e l’organizzazione di trial clinici. A riferirlo è una survey – di cui riporta la notizia eCancer – presentata al meeting annuale dell’European Society of Medical Oncology (ESMO), che quest’anno si svolge virtualmente, che aveva lo scopo di evidenziare fino a che punto la COVID-19 ha messo alla prova l’organizzazione e l’erogazione delle cure oncologiche (1).

Le risposte sono state ottenute da centri di oncologia in 18 paesi. Complessivamente, il 60,9% ha riferito che l’attività clinica è stata ridotta al culmine della pandemia, mentre quasi due terzi (64,2%) hanno definito il sotto-trattamento come una delle principali preoccupazioni e il 37% si aspettava di vedere riduzioni significative negli studi clinici. L’autore dello studio, Guy Jerusalem, direttore della Breast Unit di CHU Sart Tilman Liège and Liège University ha dichiarato: “La COVID-19 ha avuto un impatto importante sull’organizzazione dell’assistenza ai pazienti, sul benessere dei caregiver e sulle attività di sperimentazione clinica. C’è il rischio che la diagnosi di nuovi casi di cancro venga ritardata e che più pazienti vengano diagnosticati in una fase successiva della loro malattia”.

I dati hanno anche rivelato che le cure antitumorali con maggiore probabilità di essere annullate o ritardate sono state la chirurgia (nel 44,1% dei centri), la chemioterapia (25,7%) e la radioterapia (13,7%), mentre una fine anticipata alle cure palliative è stata osservata nel 32,1% dei centri.

L’impatto che la pandemia di COVID-19 ha avuto sulla cura dei pazienti in tutto il mondo è stato evidenziato anche in un altro studio che ha raccolto dati da 356 centri oncologici in 54 paesi durante l’aprile 2020. La stragrande maggioranza (88%) ha riferito di aver affrontato difficoltà nel fornire assistenza durante la pandemia, con il 54% e il 45% di casi di coronavirus rispettivamente tra i pazienti e il personale.

E mentre la metà (55%) ha ridotto preventivamente i servizi, altri sono stati costretti a farlo dopo essere stati sopraffatti dalla situazione (20%), a seguito di una carenza di dispositivi di protezione individuale (19%), personale (18%) e medicinali (9,8%). Di conseguenza, il 46% dei centri ha riferito che più di un paziente su 10 ha saltato almeno un ciclo di trattamento.

Per continuare a fornire cure ai pazienti durante la pandemia, la maggior parte dei centri (83,6%) si è adattata, implementando cliniche e comitati virtuali sui tumori (93%), e più della metà degli intervistati ha affermato che continuerà anche oltre la pandemia. Inoltre, i centri hanno anche eseguito test di routine in laboratori vicini alle case dei pazienti (76%) e spedito farmaci a casa degli stessi (68%) in modo che il trattamento non venisse interrotto.

“Anche prima della pandemia, la pressione sugli operatori e sui servizi sanitari stava aumentando a causa del crescente carico di pazienti oncologici in Europa e nel mondo”, ha affermato Rosa Giuliani, direttrice delle politiche pubbliche dell’ESMO. “Un’azione armonizzata dell’Unione Europea – prosegue – che fornisca indicatori comparabili dei casi oncologici nei paesi europei è estremamente importante”. In questo contesto, la collaborazione scientifica del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea e dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) “ha portato al calcolo di cifre aggiornate per il 2020 per quanto riguarda i nuovi casi e i decessi. Questi numeri aiutano a sostenere lo sviluppo delle politiche nazionali, affrontando il crescente carico di casi oncologici con misure di prevenzione e con la fornitura delle risorse necessarie”.

Ma i pazienti oncologici non sono gli unici a rischio

I risultati di due sondaggi online condotti dall’ESMO Resilience Task Force nel maggio 2020 rivelano l’impatto della pandemia sui professionisti dell’oncologia.

Il primo sondaggio ha mostrato che più di un terzo (38%) ha provato sensazioni di burnout e il 25% era a rischio di angoscia, mentre due terzi (66%) hanno affermato di non essere in grado di svolgere le proprie mansioni come prima della pandemia. Questa survey, che ha coinvolto oltre 1.500 partecipanti provenienti da 101 paesi, ha anche rilevato che i livelli di benessere e prestazioni lavorative sono diminuiti con l’aumento dei tassi di mortalità per COVID-19 per nazione.

Un’indagine di follow-up condotta nei mesi di luglio e agosto 2020 ha mostrato che mentre le prestazioni lavorative erano migliorate rispetto al primo studio, sia i tassi di benessere sia quelli di burnout erano peggiorati. I principali fattori associati al disagio e al burnout erano l’aumento dell’orario lavorativo, la preoccupazione per il benessere, la minore resilienza e le preoccupazioni degli oncologi sulla formazione e sulla carriera.

“I sondaggi dell’ESMO Resilience Task Force indicano che la COVID-19 sta avendo un impatto sul benessere, sul burnout e sulle prestazioni lavorative”, ha affermato Susana Banerjee, principale autrice dei sondaggi. “Come comunità, dobbiamo lavorare in modo collaborativo, individui e organizzazioni, per garantire che le risorse siano utilizzate nel miglior modo possibile per supportare i professionisti dell’oncologia e assicurarci che il disagio e il burnout non aumentino” ha dichiarato. “L’ESMO Resilience Task Force esaminerà lo sviluppo di interventi più specifici in modo da poter aiutare e supportare ulteriormente i professionisti oncologici durante e oltre la pandemia”.

Giuseppe Curigliano, presidente del Comitato per le linee guida dell’ESMO, ha aggiunto: “L’ESMO ha risposto rapidamente alla crisi causata dalla pandemia, sviluppando una serie di raccomandazioni specifiche per diverse malattie, per guidare gli oncologi nel fornire cure contro il cancro in circostanze senza precedenti. Ora è fondamentale evitare ritardi a qualsiasi trattamento che potrebbe avere un impatto sulla sopravvivenza, riassegnando le risorse ai malati di cancro e continuando a fornire il miglior trattamento possibile”.

 

Bibliografia

  1. ESMO 2020: COVID-19 pandemic halts cancer care and damages oncologists’ wellbeing. eCancer, 17 settembre 2020