L’INDAGINE HBSC SULLA GUIDA SOTTO L’EFFETTO DI ALCOL E DROGHE IN CANADA

Lo studio Pickett 2012, pubblicato sulla rivista PLoS ONE, ha esaminato i potenziali comportamenti di guida sotto l’influenza di alcol e di droghe in una popolazione di adolescenti utilizzando i dati dell’indagine Health Behavior in School aged Children (HBSC) condotta in Canada. Il fine era  di fornire evidenze scientifiche alla comunità internazionale di sanità pubblica, così da sostenere gli sforzi e l’impegno nei confronti di questo tema, identificare i gruppi di popolazione più vulnerabile a cui indirizzare interventi mirati e cercare soluzioni al problema.

Secondo lo studio, 1 partecipante su 5 riferisce sia di avere viaggiato (21%) che di avere guidato (10%) in situazioni rischiose e compromesse dall’assunzione di alcol o droghe; i risultati evidenziano inoltre chiare diseguaglianze rispetto al coinvolgimento in questi comportamenti, con le più alte percentuali nei giovani provenienti da contesti rurali, maschi, appartenenti alle fasce di età più elevate (da 15 anni in su) e con condizioni socio economiche svantaggiate. Lo studio dimostra infine che le situazioni di guida in stato di ebbrezza alcolica o a seguito dell’assunzione di droghe sono associate a un rischio maggiore di lesioni sia a livello di individuo che di popolazione.

I risultati dello studio canadese sono in linea con quanto già riscontrato nel Rapporto 2008 della Commissione OMS sui determinanti sociali della salute, da cui si evince che la salute è determinata in parte da comportamenti individuali, ma che le caratteristiche dei contesti sociale e fisico possono essere alla base di alcune differenze sia nei rischi che negli esiti avversi di salute.

I dati dell’indagine HBSC del Canada non sono disponibili per gli altri Paesi coinvolti nell’indagine sui comportamenti di salute degli adolescenti, e questo rende difficile generalizzare e trasferire le conclusioni dello studio a contesti diversi da quello canadese. Al di là delle differenze, sarebbe interessante capire come poter attuare una politica di prevenzione dei comportamenti a rischio anche in altri Paesi, in modo da contrastare gli effetti negativi futuri.

Per approfondire:

http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0042807