Mal di cuore: l’impatto delle patologie cardiovascolari sulle relazioni di coppia

Di Luca Mario Nejrotti

La malattia ha sempre un impatto più o meno significativo sui nostri stili di vita; mette in discussione priorità e abitudini quotidiane: spesso questo si può riflettere sulla vita di coppia.

Lo studio.

Un recente studio qualitativo, pubblicato su BMJ (vedi) esplora i cambiamenti della relazione e le esigenze di intervento sui pazienti con malattie cardiovascolari e sui loro partner.

La malattia cardiovascolare (CVD) non riguarda solo il paziente, ma ha implicazioni anche per il partner, che nel migliore dei casi può essere un valido supporto nella gestione della patologia. Recenti studi sembrano dimostrare che nelle coppie più equilibrate e supportive le prognosi siano migliori e sia minore il carico di stress per il paziente e per il partner. Fino a oggi, tuttavia, sono state condotte poche ricerche per affrontare la relazione di coppia come componente potenzialmente importante delle cure cardiovascolari, valutando i bisogni percepiti e le necessità di intervento desiderate dai pazienti con patologie cardiovascolari e dai rispettivi partner.

Coppie solide.

È la qualità della relazione, non solo la sua presenza, a determinare l’impatto sulla salute del cuore. Le relazioni di alta qualità sono caratterizzate da maggiore soddisfazione, calore, supporto e vicinanza, mentre le relazioni angosciate mostrano alti livelli di conflitto, ostilità, distanza e insoddisfazione. La presenza di forti relazioni paziente-partner, di alta qualità, è stata associata a migliori risultati sulla salute fisica e mentale. La discordia coniugale, al contrario, è stata correlata all’elevato rischio di sviluppo di patologie cardiovascolari e alla progressione della malattia una volta accertata, anche quando nell’analisi sono sotto controllo altri fattori di rischio come l’età, la pressione sanguigna e l’indice di massa corporea. Per esempio, uno studio ha scoperto che i tassi di sopravvivenza dei pazienti con relazioni soddisfacenti sottoposti a intervento chirurgico di bypass dell’arteria coronarica sono tre volte superiori rispetto a quelli in cattive relazioni. Ipertensione e aumento della frequenza cardiaca sono collegati con i conflitti di coppia, mentre le riduzioni della pressione sanguigna sono osservate durante le interazioni supportive. I pazienti con relazioni ben equilibrate hanno maggiori probabilità di aderire alle prescrizioni mediche e di essere più assidui nella loro partecipazione alla riabilitazione cardiaca. Esistono prove che buone relazioni di paziente-partner possono anche ridurre il carico dell’assistenza, l’angoscia e i sintomi depressivi. Nel loro insieme, le prove che collegano la relazione disfunzionale paziente-partner a esiti dannosi per la salute fisica e mentale continuano a crescere, mentre relazioni di buona qualità sembrano attenuare l’impatto delle patologie cardiovascolari e migliorare la salute fisica e mentale.

Un sistema complesso.

In sintesi, lo studio ha dimostrato che l’insorgenza acuta e gli effetti cronici delle patologie cardiovascolari causano cambiamenti sia positivi sia negativi nella relazione di coppia. I risultati evidenziano la necessità di interventi più mirati basati sulle coppie che aiutino sia i pazienti sia i loro partner ad affrontare la nuova realtà di vivere con la patologia accertata. I cambiamenti all’interno della relazione sono inevitabili dopo un evento cardiovascolare; pertanto, è essenziale sostenere le coppie mentre affrontano questi cambiamenti in modo da rafforzare le loro relazioni sociali in generale e l’uno con l’altro e migliorare la loro salute.

Fonti.

https://bmjopen.bmj.com/content/10/5/e032948