Nel mondo 1 persona su 3 ancora senza servizi igienico-sanitari

Di Luca Mario Nejrotti

È cominciata lunedì 28 settembre e terminerà sabato 3 ottobre la settantesima Assemblea generale dell’ONU.
Complessa e articolata l’agenda: la guerra in Siria, l’immigrazione, il pericolo jihadista, il cambiamento climatico fino alla lotta alla povertà passando per le proposte di riforma del sistema delle Nazioni Unite.
Tra questi, di grande importanza sarà la stesura dei nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibili, da coronare entro il 2030.


Secondo il Rapporto congiunto di Unicef e Oms, “Progress on Sanitation and Drinking Water: 2015 Update and MDG Assessment“, sono 2,4 miliardi le persone senza servizi igienico-sanitari, compresi 946 milioni di persone che defecano all’aperto: l’obiettivo per il 2030 sarebbe quello di garantire alla totalità della popolazione mondiale l’accesso a servizi igienici adeguati.

Progressi discontinui e sfide per il futuro.
Il miglioramento delle condizioni di accesso e di fruibilità dell’acqua potabile è stato un risultato importante per la comunità internazionale: oggi il 91% della popolazione dispone di acqua potabile, in continua crescita.
D’altro canto, a fronte di una diminuzione della mortalità infantile per acqua e servizi igienico-sanitari inadeguati, i progressi sanitari sono ostacolati da problemi economici, sociali e culturali (investimenti inadeguati nelle campagne per modificare i comportamenti, mancanza di prodotti a prezzi accessibili per i poveri, norme sociali che accettano o addirittura incoraggiano la pratica della deiezione all’aperto).
L’Obiettivo di Sviluppo che fissava al 77% la percentuale di popolazione con accesso a servizi igienici adeguati è stato mancato di 9 punti, vale a dire di circa 700 milioni di persone.

La forma dell’acqua.
L’importanza dell’acqua potabile e dei servizi igienici è fondamentale nella cura di 16 delle 17 “malattie tropicali trascurate” (vedi), che causano, per più di 1,5 miliardi di persone in 149 paesi, cecità, invalidità permanente, ritardi cognitivi e morte.
Il suggerimento di Unicef e OMS, per raggiungere gli Obiettivi entro il 2030, è quello di raddoppiare gli attuali tassi di crescita, cominciando con il concentrarsi sulle aree più difficili per povertà, cultura e difficoltà di comunicazione.

Fonti:
http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Salute_e_Ricerca/Inchieste_e_dossier/info543107601.html
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/New-York-al-via-Assemblea-generale-Onu-su-Siria-immigrazione-e-poverta-faccia-a-faccia-putin-obama-domani-renzi-012f6169-ce62-4bce-9820-aa1e2e3466b8.html?refresh_ce