Oncologia: che cosa sta cambiando? Intervista con Libero Ciuffreda

Intervista a cura di Mario Nejrotti

La pandemia di COV2 ha messo in crisi organizzazioni sociali e sanitarie. Ha indebolito certezze e convinzioni che sembravano indiscutibili. Anche i sistemi sanitari sono stati costretti a rivedere modalità organizzative e di ricerca.

Nulla sembra più scontato e solo la capacità di adattarsi dei sanitari e dei pazienti stessi offre la possibilità di trasformare questo tragico evento anche in un’opportunità di cambiamento.

L’argomento è affascinante e apre molteplici possibilità di miglioramento nell’assitenza intesa nella sua globalità, ma che deve mettere al primo posto la qualità di vita dei pazienti, specie alla luce dell’esperienza che tutti stiamo vivendo che ha mostrato tutti i limiti della medicina, insieme alla possibilità di riaffermare l’importanza di un approccio condiviso tra cittadini e sanitari alla cura delle malattie.

In campo oncologico questa situazione appare ancora più eclatante e un ripensamento sui percorsi di presa in carico e cura del paziente diventa prioritario.

Iniziamo la discussione su questo argomento con l’intervista a Libero Ciuffreda, oncologo e Direttore di  Oncologia Medica 1, presso la Città della Salute e della Scienza di Torino.