PANDEMIA COV2 L’INDENNITA’ DI ULTIMA ISTANZA  e IL SUSSIDIO ENPAM

Avv. Roberto Longhin

 

Nonostante le misure d’aiuto economico Covid-19 previste per i liberi professionisti siano veramente poche, tra i dentisti si è creata una certa confusione tra la cosiddetta indennità di sostegno di € 600 prevista dal Governo e il sussidio di € 1000 previsto dall’ENPAM. A fronte dell’approssimazione e della frammentarietà di informazioni che sono circolate soprattutto in mancanza di istruzioni procedurali, credo sia utile cercare di fare chiarezza tra le due diverse misure di sostegno.

Innanzitutto deve essere chiaro che si tratta di due ammortizzatori diversi, ancorché per i dentisti entrambi convergono sull’ENPAM, incaricato dei relativi pagamenti.

Il primo è un’indennità di € 600,00 riconosciuta anche ai professionisti iscritti agli albi e alle Casse, messa in campo con il Decreto Interministeriale firmato 28 marzo u.s. dal MEF e dal Ministro del Lavoro, con il quale sono stati definiti i criteri di utilizzo del fondo per il reddito di ultima istanza previsto dall’art. 44 del D.L. 17.3.2020 n. 18 (noto come Cura Italia) per garantire un reddito minimo agli autonomi privi di altre indennità. Questa misura è stata messa a punto in collaborazione con le Casse di previdenza professionali, alle quali dovranno essere inoltrate le richieste di pagamento. I dentisti a partire dal 1° aprile potranno quindi rivolgersi a ENPAM per ottenere questo sussidio che, tuttavia, potrà essere beneficiato solamente da coloro che possiedono determinati requisiti. È infatti previsto che ne avranno diritto solamente:

  1. i dentisti che hanno avuto un reddito denunciato per il 2018 entro i 35.000 €;
  2. i dentisti che nello stesso periodo hanno avuto un reddito tra 35.000 € e 000 € che dimostrino di aver subito un calo di attività nel 1 trimestre dell’anno pari al 33% del reddito 2019; oppure che abbiano chiuso la propria partita IVA.

L’ENPAM, ricevuta la domanda, verificherà la regolarità contributiva nell’anno 2019, il possesso dei requisiti di legge ed erogherà quindi agli aventi diritto l’importo di € 600,00 per il mese di marzo, fino ad esaurimento del fondo stanziato pari a 200 milioni. Questo assegno è incompatibile con altre forme di sussidio previste dal D.L. 18/2020, con il reddito di cittadinanza e con la pensione. Questa misura è dunque un piccolo sussidio di Stato che non poteva avere definizione più azzeccata di quella indicata nel decreto: “reddito di ultima istanza”.

Diverso e distinto è invece l’ammortizzatore autonomamente messo in campo dall’ENPAM per gli odontoiatri, sempreché svolgano la libera professione. A costoro la Cassa offre un sussidio di 1000 € qualora l’epidemia da Covid-19 abbia provocato un significativo calo di reddito. Per poter ottenere questo assegno, i requisiti sono lievemente meno restrittivi rispetto alla misura dei 600 € messa in campo dal governo. È infatti sufficiente essere iscritti al Fondo B, essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali 2019 ed aver subito un calo del fatturato superiore al 33% rispetto all’ultimo trimestre 2019. L’assegno potrà essere erogato per un massimo di 3 mesi ed è cumulabile con i 600,00 € del reddito di ultima istanza o con ulteriori provvidenze ottenute ai sensi dell’art. 44 del D.L. 18/2020. Non è invece compatibile con la pensione erogata dalla Cassa, con il sussidio riconosciuto per la quarantena, né con l’indennità per malattia o infortunio. Questo assegno ha natura assistenziale ed è pertanto tassabile alla fonte nella misura del 20% cosicché ai beneficiari arriveranno 800,00 €.

I dentisti che anche prima dell’emergenza non se la passavano granché bene, possono quindi contare su entrambi gli ammortizzatori. Sono poca cosa, ma si spera potranno aiutare a superare questo difficilissimo momento che ha messo in ginocchio l’Italia.

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