Pandemia SARS-COV2. La prima Linea di Francesca Galotti: anche un romanzo può aiutare a comprendere e ricordare

 di Mario Nejrotti

La pandemia di Sars-COV2 sta sconvolgendo la popolazione dell’intero pianeta.

Ha investito questo inverno e durante la primavera l’Europa, partendo dalla Cina e dalla Germania e ora si sta diffondendo dovunque, provocando lutti e risvegliando terrori ancestrali. Ha messo a nudo la precarietà di sicurezze acquisite in decenni di trionfante certezza che ogni problema di salute avesse già una soluzione. Un essere vivente nuovo e deciso a moltiplicarsi, come tutti quelli che popolano questo pianeta, ha invaso e distrutto molti corpi degli umani più deboli, danneggiandone altri e mostrando la loro fragilità organica.

 Paure, egoismi, contraddizioni, incapacità sono state messe a nudo da un piccolo coronavirus che ha solo la cieca volontà di sopravvivere.

Ha travolto ogni cosa sul suo passaggio: organizzazione sociale e sanitaria.

I sistemi  meglio organizzati del mondo sono andati immediatamente in crisi.

I sanitari stessi si sono trovati impreparati e impotenti a fronteggiare un virus che non conoscevano per nulla, né nel modo di infettare, né in quello , ben più subdolo, di diffondersi.

Nel caos sanitario, che ha riportato indietro di decenni l’orologio della storia della medicina, un aspetto è stato fondamentale: la capacità degli professionisti della salute  di adattarsi, di cambiare atteggiamento e di cercare soluzioni nuove per contrastare il virus sconosciuto.

E tra loro è stato impressionante l’impegno e l’entusiasmo dei più giovani che hanno contribuito, senza esperienza e preparazione, ma con grande coraggio e abnegazione, alla cura dei pazienti, da quelli che presentavano sindromi lievi, a quelli molto gravi e in stato critico, assistiti nei reperti di rianimazione, spesso in condizioni drammatiche e caotiche.

Proprio alle esperienze di questi giovani è dedicato il romanzo , intitolato La Prima Linea , scritto da Francesca Galotti, giovane neolaureata, iscritta all’Omceo di Torino, che ha voluto così contribuire a rendere note al grande pubbliche le storie, tutte realmente accadute, di operatori sanitari, che si sono trovati a fronteggiare una situazione tragica e sconosciuta.

L’opera nasce con il benestare e il sostegno di SIAARTI, AAROI-EMAC, Aniarti e AIMS.
“Come si può intuire dal titolo, scrive la giovane neoabilitata in un post, il romanzo è estremamente attuale. L’obiettivo è stato quello di raccontare la realtà della pandemia vissuta da medici ed operatori sanitari in prima linea.” La dottoressa ha dichiarato che devolverà “i proventi alla SIAARTI, perché siano destinati specificatamente al Fondo  Progetto Intensiva.it,   in modo che possano essere concretamente utilizzati per la creazione e la validazione di strumenti per migliorare la comunicazione fra personale sanitario e pazienti/familiari di patologie critiche: creare una vera alleanza terapeutica permette di migliorare i risultati clinici ed anche il benessere psicologico di tutti.”

Del romanzo e del progetto la dottoressa Galotti  parla più diffusamente in questo video  su  Youtube

Per concludere, dalla prefazione del romanzo, lasciamo la parola al dr Giovanni Mistraletti, copromotore del Progetto Intensiva.it e ricercatore confermato del Dipartimento di Fisiopatologia Medico Chirurgica e dei Trapianti, Università degli Studi di Milano,UOC Anestesia e Rianimazione, Ospedale San Paolo:

“Una neolaureata viene coinvolta nella cura dei malati di CoViD-19 e attraverso i suoi occhi di giovane – speranzosa e appassionata – si può scoprire un mondo di emozioni, di scelte, di vissuti che traspirano coraggio, tenacia, fatica e solidità … Credo che la lettura di queste pagine, al di là della poesia e della narrazione storica (perché tutti i fatti descritti sono avvenuti davvero), possa essere un passo nella giusta direzione: creare una cultura di attenzione e stima reciproca, di ascolto e accoglienza, di comprensione e vicinanza, verso la condivisione di un percorso difficile, quello della miglior cura possibile, che è il vero obiettivo anche al di là del risultato terapeutico.”

Il romanzo “La prima linea” si trova in rete  in tutti i migliori store