Perché respirare correttamente è fondamentale per prevenire il coronavirus

Un articolo di Tim Ives su Dentistry, una delle pubblicazioni online più diffuse in Uk a tema odontoiatrico, espone l’importanza della respirazione per prevenire la diffusione di COVID-19.

Il Covid-19 ha cambiato radicalmente il mondo dei dentisti: la ricerca mondiale sta procedendo rapidamente per tornare alla “normalità”, ma la strada per lavorare negli studi dentistici alle condizioni precedenti alla pandemia è ancora lunga. In questi mesi hanno circolato informazioni diverse, a volte discordanti, e continui ripensamenti sui DPI da utilizzare negli studi. Ma se ci fermiamo e pensiamo a come il virus viene trasmesso e come viaggia attraverso i nostri corpi, possiamo prevenire più efficacemente il contagio. Oltre alle diverse mascherine che si devono indossare a seconda dei contesti e della valutazione del rischio, ciò che è molto più importante è come respiriamo quando indossiamo una maschera e quando non la indossiamo.

Innanzitutto, la respirazione nasale è la nostra prima linea di difesa contro eventuali particelle indesiderate, in quanto funge da filtro. La stragrande maggioranza dei batteri, dei microrganismi e degli inquinanti potenzialmente dannosi rimane intrappolata nelle mucose nasali, e può rimanerci fino a 120 giorni.

Quando un dentista parla con il proprio paziente deve tenerlo in considerazione. Dovrebbe sempre inspirare lentamente attraverso il naso, poi parlare ed espirare lentamente, sempre attraverso il naso. Quando si respira con la bocca, si bypassano le proprie difese respiratorie naturali: se lo si fa dietro la mascherina si aumenta quindi il rischio di infezione. Infatti chi respira con la bocca, in generale, inala una maggiore quantità d’aria e questo aumenta il rischio di infezione, inalando da 10 a 15 litri di aria al minuto a fronte dei 4-6 litri al minuto di chi respira con il naso. Informare i propri pazienti del maggior rischio di infezione se si respira con la bocca è un servizio di grande valore aggiunto.

Il virus, però, si stabilisce prima nelle cellule nasali. Una ricerca dell’Università del North Carolina indica che è qui che l’infezione inizia. Il ricettore sulle cellule ospiti che COVID-19 richiede per attaccarsi è più abbondante nelle cellule all’interno del naso. Queste cellule sono invece molto meno abbondanti nei polmoni.

Date queste informazioni, è possibile fornire misure aggiuntive per prevenire l’infezione direttamente nella cavità nasale? Se ci laviamo le mani, perché non ci laviamo il naso?

Recentemente una società statunitense che produce spray nasali a base di xilitolo ha intrapreso una ricerca presso l’Università di Ginevra e l’Università dello Utah, che ha esaminato gli effetti di alcuni dei loro spray sul COVID-19. Pare che abbiano scoperto – ma lo studio non è ancora stato pubblicato – che uno spray nasale che è sul mercato da vent’anni e contiene xilitolo, soluzione salina ed estratto di semi di pompelmo è efficace nell’uccidere il virus. Quando hanno ulteriormente studiato gli ingredienti, separatamente, hanno scoperto che è l’estratto di semi di pompelmo ad avere effetto sul virus, non la soluzione salina o lo xilitolo. È ora in corso la sperimentazione umana.

In conclusione, respirare attraverso il naso sia mentre si indossa una mascherina chirurgica sia quando non la si indossa, pare essere essenziale per prevenire il contagio da COVID-19. Occorre quindi fare molta attenzione quando si parla, soprattutto quando si è a stretto contatto con i pazienti come in uno studio dentistico, per non passare alla respirazione con la bocca.