Quale felicità possiamo aspettarci dopo la pandemia?

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

“Le evidenze scientifiche suggeriscono che le emozioni positive possono aiutare a rendere la vita più lunga e più sana” scrivono gli autori dell’Harvard Medical School sul portale dell’Harvard Health Publishing (1). Infatti, nel corso degli anni sono state diverse le ricerche che hanno esaminato i meccanismi che legano le emozioni positive allo stato di salute delle persone, evidenziando che essere felici ha molti effetti benefici sulla salute, inclusi “livelli di ipertensione sistematicamente più bassi” (2) e una maggior longevità (3).

E, come riporta un recente articolo di The Conversation, in funzione di queste evidenze “sempre più politici stanno iniziando a riconoscere che la felicità, piuttosto che la ricchezza, potrebbe costituire un parametro migliore per valutare il successo degli stati” (4). Ma con i forti disagi causati dal COVID-19, si chiedono Paul Whiteley, dell’Università dell’Essex, Harold D. Clarke e Marianne Stewart, dell’Università del Texas a Dallas, autori per The Conversation: “Cosa possiamo aspettarci che accada in termini di felicità globale in seguito alla pandemia?”.

Per rispondere, scrivono, occorre considerare che la felicità può essere influenzata da una serie di fattori, ma le evidenze suggeriscono che tra questi il più importante è la salute: “Gli Stati con popolazioni che godono di alti livelli di salute mentale e fisica hanno livelli significativamente più alti di felicità collettiva rispetto a quelli con esiti di salute più scarsi”. Come emerge dai dati, di 133 paesi, del World Happiness Report 2020 “i Paesi in cui le persone valutano la qualità della loro vita in modo considerevolmente positivo hanno maggiori probabilità di godere di una più alta longevità”.

Altri fattori – i cui dati sono disponibili nello stesso Report – che influenzano la felicità includono PIL pro capite (GDP per il dollaro), libertà nel compiere scelte di vita, grado di democrazia nel paese di residenza, disparità di reddito all’interno della popolazione e qualità dell’ambiente. Di questi, sostengono gli autori, alcuni hanno un effetto significativo sulla felicità e anche questi dati dimostrano che “gli Stati sani sono stati felici”.

Quindi, in che modo COVID-19 influenzerà la felicità?

“I dati per l’ultimo World Happiness Report sono stati raccolti prima dell’inizio dell’emergenza COVID-19, quindi al momento possiamo solo indovinare quali potranno essere le conseguenze della crisi in termini di felicità, in tutto il mondo” affermano Whiteley, Clarke e Stewart.

Ma in considerazione del fatto che il livello di felicità di una persona è strettamente connesso a fattori che in questo momento stanno subendo variazioni – “riduzione del PIL, minor sostegno sociale indotto dall’isolamento forzato e restrizioni sulle libertà personali di scelta” – è presumibile che tali fattori, in relazione alle misure di contrasto dei governi per mitigare la pandemia, avranno effetti negativi in modo significativo, pertanto “la felicità collettiva vedrà un picco negativo”.

La pandemia non sta avendo effetti diretti e indiretti – costringendo le persone a rinviare trattamenti di prevenzione – solo sulla salute fisica, come dimostrano le evidenze, ma si stanno registrando anche “livelli crescenti di sintomi quali ansia, depressione, abuso di sostanze e atti di violenza domestica” affermano gli autori. Secondo quanto riporta il Washington Post infatti, negli Stati Uniti “si sta avvicinando un’ondata storica di problemi legati alla salute mentale: depressione, abuso di sostanze, disturbi post traumatici da stress e suicidio” (5). A confermare i timori degli esperti è anche la dichiarazione allo stesso Washington Post di Oren Frank, CEO e co-fondatore di Talkspace, una società con sede a New York City che offre sostegno psicologico online, o tramite app, dando accesso agli utenti a terapisti autorizzati. “La crescente domanda di servizi – ha affermato Oren Frank – segue quasi esattamente la marcia geografica del virus negli Stati Uniti”.

Nel complesso, concludono gli autori di The Conversation, “le riduzioni globali in termini di salute e felicità derivanti dal COVID-19 (e le misure adottate per combatterlo) sono molto probabili”. In funzione di queste previsioni e “riconoscendo le conseguenze economiche e sociali dei loro tentativi di combattere il virus, un certo numero di governi sta attenuando le misure di contenimento. Le conseguenze non sono ancora note e sono stati segnalati nuovi picchi nei casi di COVID-19. In risposta, alcuni sperano nello sviluppo di un vaccino efficace, ma il risultato di questo sforzo è altamente incerto. Per il prossimo futuro, la felicità a livello globale è in grave pericolo”.

 

Bibliografia

  1. Harvard Health Publishing. The happiness-health connection.
  2. Blanchflower DG, Oswald AJ. Hypertension and happiness across nations. J Health Econ2008; 27 :218-33. 
  3. Diener E, Chan MY. Happy people live longer: subjective well‐being contributes to health and longevity. Applied Psychology: Health and Well‐Being, 2011; 3: 1-43. 
  4. Whiteley P, Clarke HD, Stewart If health equals happiness, will coronavirus make the world an unhappier place? The Conversation, July 3, 2020.
  5. Wan W. The coronavirus pandemic is pushing America into a mental health crisis. The Washington Post, May 4, 2020.