Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita: cos’è e come funziona

L’Italia è uno dei paesi con il tasso di natalità più basso d’Europa: 1,3 figli per donna. L’età influenza molto la fertilità, sia nelle donne che negli uomini. La causa maggiore d’infertilità è proprio l’età avanzata delle madri. Nelle donne le cellule riproduttive diminuiscono già a partire dai 32 anni, negli uomini dai 40.

Il 15% circa delle coppie italiane è infertile. Le cause dell’infertilità possono essere diverse e dipendere indifferentemente da uomo e donna. Spesso l’infertilità è causata da patologie curabili se affrontate e diagnosticate tempestivamente. Per questi motivi l’Istituto Superiore di Sanità svolge numerose ricerche sulla fertilità e la salute riproduttiva, occupandosi anche di promuovere campagne informative destinate alla popolazione, poiché l’informazione è fondamentale per la prevenzione primaria.

Il 7 ottobre del 2005 è stato istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità il “Registro Nazionale delle strutture che applicano le tecniche di riproduzione assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell’applicazione di tali tecniche”, la cui pagina sul sito dell’ISS è stata aggiornata pochi giorni fa. Il gruppo di ricerca dedicato al registro è guidato dalla dottoressa Giulia Scaravelli e ha competenze in ginecologia, epidemiologia, statistica, psicologia, comunicazione e informatica.

Un registro nazionale è uno strumento prezioso e fondamentale per raccogliere informazioni sui cicli di trattamento di riproduzione assistita che vengono effettuati ogni anno in Italia. La raccolta di dati è infatti alla base della ricerca sulla riproduzione assistita. Dalla raccolta di tutte le informazioni sui cicli, sulla loro evoluzione, sui loro esiti, sulle eventuali complicanze, sui risultati ottenuti si svolgono analisi che consentono di valutare l’efficacia e la sicurezza di tutte le tecniche adottate. Questo permette inoltre a tutti gli operatori del settore di avere dati e indicazioni per migliorare gli esiti dei trattamenti e operare nelle condizioni che garantiscano alle coppie maggiore sicurezza e appropriatezza nella scelta e nell’applicazione delle diverse tecniche di riproduzione assistita.

I dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità contengono tutte le informazioni utili sia per fini scientifici, sia per la valutazione delle tecniche di riproduzione assistita più efficaci. Per raccogliere dati anonimi su cicli di trattamento, protocolli terapeutici, sul follow-up delle gravidanze e dei nati il Registro si avvale di un sito web nel quale i centri inseriscono dati anonimi in forma aggregata.

I destinatari della comunicazione sono diversi, perché molteplici sono le valenze del sito. I cittadini possono trovarvi informazioni sui centri operativi in tutto il territorio nazionale, con l’elenco dei centri autorizzati per Regione e le diverse prestazioni offerte. Inoltre possono avere libero accesso ai dati analizzati dal gruppo di ricerca. I centri autorizzati a svolgere la Procreazione Medicalmente Assistita utilizzano il sito per caricare i dati che raccolgono annualmente e accedono a un’area di elaborazione dati di loro esclusiva competenza. Le Regioni possono accedere ai dati raccolti e monitorare l’attività dei centri che operano nel loro territorio. E infine l’Istituto Superiore di Sanità monitora e analizza i dati di tutti i centri presenti in Italia.

Infine, sulla base dei dati raccolti attraverso il Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita, l’Istituto Superiore di Sanità predispone annualmente una relazione per il Ministero della Salute con una valutazione epidemiologica sulle tecniche di PMA, per valutarne l’efficacia e la sicurezza nella cura dell’infertilità e per monitorare l’andamento e la distribuzione sul territorio delle pratiche somministrate.