Stati Uniti, cosa succede dopo la legalizzazione della cannabis?

di Maria Rosa De Marchi

Negli Stati Uniti l’abuso di sostanze è un problema generalizzato e sembra che le recenti spinte liberalizzanti alla normativa non abbiano supportato trend positivi di cambiamento. Nel corso degli ultimi anni alcune riforme hanno reso la cannabis legale per uso ricreazionale e terapeutico oppure solo terapeutico in molti Stati (a questo link è possibile vedere una mappa che riassume la situazione legalizzazione, aggiornata a gennaio 2020). Al momento, l’utilizzo è legale per scopi ricreazionali in 11 Stati e per uso medico in 33 Stati.

Già l’anno scorso veniva registrato un aumento di consumo di marijuana e dei prodotti derivati. I ragazzi di età superiore ai 12 anni che consumano cannabis erano cresciuti complessivamente dai 25,8 milioni (11,0%) nel 2002 a 43,5 milioni (15,9%) nel 2018, con notevoli aumenti anche nei giovani adulti. Tra le  responsabili del forte aumento, anche le strategie di marketing delle aziende coinvolte in produzione e commercializzazione.

In aumento il dato relativo al consumo nell’anno precedente

Uno nuovo studio si è occupato di analizzare nel dettaglio che cosa sia cambiato nel corso degli ultimi anni, utilizzando dati provenienti dal sondaggio NHANES (US National Health and Nutrition Examination Survey) che ha campionato in modo rappresentativo gli adulti residenti negli Stati Uniti. Il sondaggio, condotto da medici e tecnici del settore medico, campiona ogni anno i dati di 5000 persone di tutte le età e rappresentanze etniche. Dallo studio, pubblicato su BMJ Open, è emerso che un americano su due ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella sua vita, tra il 2005 e il 2018. Il dato sembra stabile rispetto ai rilevamenti precedenti. Un dato che invece è cresciuto è quello relativo all’utilizzo di sostanze nell’anno precedente (l’indicatore viene chiamato past-year use), passato dal 19,1% del 2005/06 al 29,1% nel 2017/18. Tra i fattori di rischio osservati dallo studio, la giovane età (anche se è stato osservato un aumento anche nella fascia di popolazione di mezz’età), sesso maschile, etnia afroamericana e basso reddito.

Non solo cannabis: le dipendenze negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti il problema delle dipendenze non riguarda solamente l’utilizzo della cannabis, ma è presente a livello generalizzato. In uno studio pubblicato nel 2019 su 81mila adulti che avevano partecipato tra il 2015 e il 2016 al sondaggio nazionale relativo all’abuso di sostanze (National Survey on Drug Use and Health), il 41% degli americani aveva riportato di aver fatto uso nell’anno precedente di oppioidi e/o benzodiazepine, di cui l’8% entrambi. Lo stesso sondaggio era stato usato, in uno studio pubblicato lo stesso anno, per indagare sull’utilizzo delle metanfetamine nella popolazione statunitense. L’uso nell’anno precedente è stato stimato, per questa sostanza, essere dell’1,02%.