Strategie di ripartenza: tra sicurezza, informazione e realtà

E’ uno dei trend topic di queste ore: ripartire in sicurezza. O forse solo ripartire e basta.
In tutto il mondo in queste ore i governi stanno mettendo in atto delle politiche di intervento che “sono il risultato di una complessa equazione che deve tener conto innanzitutto della salute delle persone, ma anche delle prospettive dell’economia dopo settimane di stop” (vedi).
I media sono focalizzati su questo tema e lo raccontano da diversi punti di vista. Soprattutto con toni e stili molto diversi.

Per citare alcuni esempi Martin Wolf – Financial Times- rimanda allo studio dell’IFO (Institute for Economic Research) di Monaco, che suggerisce la transizione verso una “risk-adapted strategy”: una strategia adattata al rischio, che sia in sostanza un compromesso tra le necessarie misure protettive e le condizioni imprescindibili affinché il sistema economico non collassi.

Donald G. McNeil Jr. – giornalista scientifico New York Times- sottolinea che la spinta alla riapertura è prematura. “Non siamo neanche lontanamente vicini ad avere la meglio su questo virus”.  McNeil ha passato decenni al Times a occuparsi di malattie infettive, tra cui l’Aids, l’Ebola, la malaria, l’influenza suina e aviaria e la Sars. Descrive i modi in cui alcuni americani si stanno confrontando con le misure di contenimento e allentamento delle costrizioni come una “gigantesca festa in giardino” rispetto a ciò che hanno dovuto affrontare i cittadini cinesi e italiani.
“Ho sentito dire aneddoticamente che la gente [negli Stati Uniti] esce per appuntamenti e occasioni ludiche. Purtroppo, questo è il motivo per cui abbiamo circa 30.000 nuove infezioni al giorno in questo paese. La Cina non ha riaperto fino a quando non ha avuto zero nuove infezioni al giorno”.

Ma qual è il numero massimo di nuove infezioni che gli stati potrebbero gestire con le loro attuali capacità di test e di tracciamento dei contatti? E’ una domanda che pone in luce l’emittente NPR – La National Public Radio, un’organizzazione indipendente no-profit comprendente oltre 900 stazioni radio statunitensi. 
Mentre milioni di persone rimangono socialmente isolate e in ansia per COVID-19, diversi governatori degli Stati Uniti stanno almeno facendo piani per allentare i controlli nei loro Stati e rilanciare l’attività economica – contro il parere di molti professionisti della sanità pubblica.

Un team di esperti dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington (IHME) ha cercato di rispondere: 1 nuova infezione per milione di persone in un dato Stato. Questa la loro stima. Gli Stati con questo livello di trasmissione dovrebbero essere in grado di evitare che le epidemie scoppino anche dopo che le persone ricominciano a mescolarsi.  I ricercatori sottolineano comunque che gli Stati dovrebbero in ogni caso limitare i grandi raduni.
Il team dell’IHME ha costruito un modello per prevedere quando ogni Stato raggiungerà effettivamente la soglia di 1 nuova infezione per milione: la loro principale constatazione è che pochissimi Stati sono vicini a questo parametro.
Ali Mokdad, professore di scienze metriche sanitarie all’IHME, specifica che il team ha elaborato questo standard basandosi su una stima molto flessibile. D’altra parte, Mokdad avverte che l’asticella per l’apertura potrebbe aver bisogno di essere alzata. Per esempio il 20% dei residenti di New York City sono già stati infettati da COVID-19. Si tratta di un numero molto superiore a quello dei casi confermati. E questo suggerisce che il Coronavirus è diffuso da persone asintomatiche in misura molto maggiore rispetto a quanto il team dell’IHME e altri modellisti hanno rappresentato. Impossibile avere una misura certa e un modello di intervento del tutto aderente alla realtà.

Il modello dell’IHME è solo uno dei tanti che sono stati creati per mappare la progressione di COVID-19, e alcuni altri modelli offrono proiezioni meno rosee sulla linea di tendenza dei tassi di infezione. Ovviamente modelli di questo tipo non devono essere presi alla lettera come previsioni del futuro. Possono essere strumenti utili per misurare la probabile linea di tendenza di una malattia cangiante e il probabile impatto delle varie strategie di risposta.

Fonti:

https://www.npr.org/sections/health-shots/2020/04/25/844088634/when-is-it-safe-to-ease-social-distancing-heres-what-one-model-says-for-each-sta

https://www.npr.org/sections/health-shots/2020/04/29/847755751/compared-to-china-u-s-stay-at-home-has-been-a-giant-garden-party-journalist-says