Ufficialmente esaurito il focolaio d’ebola in Congo

Di Luca Mario Nejrotti

Si è finalmente esaurito il focolaio di Ebola nella regione nordorientale della Repubblica Democratica del Congo, il secondo più mortale al mondo.

La battaglia continua.

Lo scorso 25 giugno il focolaio del virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) nordorientale, che infuria dal 2018, è ufficialmente terminato, come risulta dalle dichiarazioni congiunte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del governo, 42 giorni dopo l’ultimo caso (vedi e vedi).

Nel frattempo, però, si è verificato un nuovo focolaio nel nord-ovest del paese.

Tempo di bilanci.

Dopo che l’epidemia è stata dichiarata nell’agosto 2018, il virus ha infettato almeno 3.470 persone, uccidendone il 66%. Questo lo rende il secondo più grande focolaio mondiale della malattia emorragica, dopo l’epidemia in Africa occidentale del 2014-2016, che ha ucciso oltre 11.000 persone. Oltre alla gravità della malattia si è dovuto fare i conti con la situazione complicata sul piano politico e militare delle regioni a nord-est del paese (vedi): nel corso dell’epidemia, oltre 70 pazienti con Ebola e operatori sono rimasti feriti in dozzine di attacchi mirati da parte di gruppi armati. Almeno 11 sono stati uccisi.

Vaccino.

In questo caso, l’epidemia è stata caratterizzata dal successo della vaccinazione e del trattamento. Questo è stato il primo focolaio di Ebola in cui sia stato ampiamente utilizzato un vaccino per il virus. Il vaccino, prodotto dalla società farmaceutica Merck di Kenilworth, nel New Jersey, e testato per la prima volta durante l’epidemia in Africa occidentale, è stato somministrato a oltre 300.000 persone che erano state in stretta vicinanza con i soggetti con Ebola e ai loro contatti. Oltre l’80% delle persone che sono state vaccinate non ha avuto la malattia e coloro che si sono comunque ammalati hanno avuto manifestazioni della malattia relativamente lievi.

Trattamento.

Uno studio clinico condotto durante l’epidemia ha anche scoperto che due farmaci a base di anticorpi, chiamati mAB114 e REGN-EB3, hanno ridotto drasticamente i decessi tra le persone ricoverate in ospedale subito dopo essere state infettate. Questi sono stati poi somministrati a tutti i pazienti consenzienti nei centri di trattamento per l’Ebola nella RDC nord-orientale.
Un’altra chiave del successo, è stato il coordinamento con il territorio che ha contribuito fattivamente alla riduzione del tasso di nuove infezioni nella regione.

Ora queste buone pratiche andranno replicate in Équateur, una provincia nella parte opposta del paese, dove 18 persone sono state segnalate infettate dal virus Ebola da quando un focolaio è stato dichiarato lì il 1 ° giugno.

In questa regione l’intervento sanitario è complicato dalla difficoltà delle comunicazioni, dal fatto che il sistema sanitario locale è gravemente deficitario e che la popolazione, molto povera, si sposta frequentemente per il commercio. A tutto questo si aggiunge la pandemia di COVID-19, che nel paese ha già contagiato, ufficialmente, più di 6000 persone facendo 149 morti.

Fonti.

https://www.nature.com/articles/d41586-020-01950-0