UK: il futuro dell’odontoiatria con la riorganizzazione sanitaria

di Maria Rosa De Marchi

La British Dental Association (BDA) e la Oral Health Foundation sono due tra le settanta organizzazioni che sul suolo inglese si sono unite per dare voce, con un comunicato, alla preoccupazione concernente un possibile peggioramento della qualità dei servizi sanitari.

L’iniziativa arriva in seguito alla notizia dello scioglimento dell’attuale agenzia deputata al servizio di salute pubblica (Public Health England – PHE) in favore della costituzione di un nuovo istituto per la protezione della salute pubblica che sarà focalizzato soprattutto sulla protezione del Paese da minacce relative alla salute pubblica, come nuove pandemie. L’agenzia PHE era stata creata nel 2013, in seguito alla fusione di 129 organizzazioni e aveva inizialmente guadagnato il favore dell’opinione pubblica, venendo definita nel 2017 un ente “forte, capace, coordinato, unito ed efficiente” che però ha accusato diversi colpi nella gestione della pandemia di COVID-19.

Pochi giorni fa in una campagna, in collaborazione con il Primo Ministro inglese e i maggiori esponenti politici del comparto sanitario, il gruppo di esperti mette in guardia da una possibile frammentazione conseguente alla riorganizzazione della sanità.

Gli esperti del settore temono il rischio che i progressi fatti finora potrebbero essere vanificati dal cambiamento e dal processo riorganizzativo. Una delle sfide recenti che la sanità inglese ha affrontato riguarda proprio il settore odontoiatrico e l’accesso alle cure pubbliche: il gruppo chiede che i progressi fatti finora siano mantenuti, per evitare l’inasprirsi delle disparità sociali. In particolare, i punti emersi come fondamentali (a questo link è possibile leggere il documento completo) riguardano:

  • La disponibilità di fondi economici sufficienti, su tutti i livelli, per il difficile e ambizioso obiettivo di migliorare la salute della popolazione.
  • La disponibilità di un gruppo di esperti a guida del comparto che abbiano autorità sufficiente per guidare i processi decisionali con evidenze scientifiche.
  • La presenza di un organismo esecutivo che supporti i cambiamenti.
  • Un approccio collaborativo per la gestione dei processi a livello nazionale, regionale e locale.
  • Il miglioramento del rapporto tra servizi sanitari ed enti locali.
  • Il miglioramento del rapporto tra servizi sanitari ed enti governativi.

La notizia dello scioglimento del servizio di salute pubblica era trapelata in modo non ufficiale qualche settimana fa, in seguito alla diffusione di un memo scritto dal responsabile del PHE, Duncan Selbie, in cui si ipotizzava la primavera 2021 come termine per la dismissione della vecchia agenzia e il passaggio al nuovo organismo.

Si attendono prossimamente, quindi, novità per quanto riguarda la transizione, su quali saranno gli effettivi cambiamenti e su quali ripercussioni avranno nella gestione dei pazienti e nell’accesso alle cure. Si attendono notizie soprattutto sulla categoria dei dentisti, la cui attività quest’anno è già stata colpita dal COVID-19, in particolare dall’interruzione dell’erogazione ai pazienti delle cure non urgenti causata dal lockdown.