Un appello per i malati oncologici durante l’epidemia di COVID-19

Qualche giorno fa, precisamente lo scorso 17 marzo, mentre l’Europa e l’intero mondo affrontavano la pandemia da coronavirus Sars-CoV-2, l’European Cancer Organization (ECCO) ha pubblicato una nota per portare all’attenzione dell’opinione pubblica, dei governi nazionali e dell’Unione Europea la situazione di particolare fragilità dei malati oncologici durante un evento epidemico di questa portata.

La European Cancer Organization è un’organizzazione che comprende 28 società scientifiche che operano a livello internazionale e che collaborano con associazioni di pazienti per prendere in carico le problematiche dei pazienti oncologici e delle loro famiglie, e raggiungere standard adeguati nei trattamenti e negli esiti in tutti i Paesi coinvolti.

La COVID-19, la grave sindrome respiratoria causata dal coronavirus Sars-CoV-2, mette in pericolo soprattutto le categorie a rischio come anziani, individui con condizioni patologiche preesistenti e immunodepressi. Questo scenario è particolarmente drammatico anche perché la situazione della pandemia cambia di giorno in giorno e con essa le misure da intraprendere per contrastarla, rendendo difficile prevedere le caratteristiche di diffusione del virus e i relativi esiti, anche nello spazio di pochi giorni o addirittura ore.

Matti Aapro, presidente della ECCO, riporta nella nota che il rischio maggiore deriva dalla mancanza di dispositivi di protezione individuale da fornire a coloro che ne hanno maggiormente bisogno, ovvero i pazienti in condizione di particolare fragilità e gli operatori sanitari impegnati in prima linea a fronteggiare l’emergenza. Nel documento, disponibile in versione integrale qui, si sottolinea come l’attuale situazione di lockdown in molti Paesi europei può impattare su chi sta attualmente sottoponendo ai trattamenti farmacologici o si trova in situazioni di immunosoppressione a causa di risorse limitate o difficoltà logistiche.

Particolare attenzione è posta anche agli effetti a lungo termine dei provvedimenti presi nel momento di massima emergenza sulla vitalità dell’intero settore sanitario e della ricerca, per il quale si ritiene necessario stilare un piano d’intervento che possa mitigare nel lungo periodo gli effetti delle misure restrittive imposte oggi, come ad esempio la cancellazione di convegni di ambito scientifico e sanitario, particolarmente importanti per l’attività di associazioni che operano in ambito internazionale.

Al momento, però, il massimo impegno deve essere posto nella tutela degli individui in condizioni di particolare fragilità, che ECCO definisce come appartenenti alle seguenti categorie:

  • Persone che si stanno sottoponendo a trattamenti chemioterapici o che vi si sono sottoposti negli ultimi tre mesi;
  • Persone che si stanno sottoponendo a trattamenti immunoterapici per patologie oncologiche;
  • Persone che si stanno sottoponendo ad altri trattamenti per patologie oncologiche che possono coinvolgere il sistema immunitario;
  • Persone che si stanno sottoponendo a radioterapia per cancro ai polmoni;
  • Persone che hanno subito un trapianto di midollo o di cellule staminali negli ultimi sei mesi, o che assumono immunosoppressori;
  • Persone affette da patologie oncoematologiche che danneggiano il sistema immunitario come leucemia, linfoma o mieloma, anche se non sono stati sottoposti a trattamento.

A questo link le raccomandazioni stilate dalla task force della Protezione Civile per la gestione dei pazienti immunodepressi durante l’emergenza da COVID-19.