Un approccio strategico allo sviluppo di un vaccino per COVID-19

Un contributo pubblicato qualche giorno fa su Science, a firma tra gli altri di Anthony Fauci, capo dell’istituto statunitense del National Institute of Allergy and Infectious Diseases e consigliere del presidente Trump per l’emergenza pandemica dovuta al nuovo coronavirus Sars-CoV-2, propone un approccio strategico a ricerca e sviluppo del vaccino contro COVID-19 che si basi sulla collaborazione di tutti coloro che sono coinvolti nel settore sanitario e della ricerca, sia pubblico che privato. Questo approccio prevederebbe anche l’utilizzo di una piattaforma comune per lo scambio di conoscenze e l’armonizzazione dei trial clinici allo scopo di ottimizzare al massimo i tempi necessari per ottenere la licenza e far partire la distribuzione.

Il fabbisogno di un vaccino a livello mondiale in questa situazione pandemica, infatti, non ha precedenti: dovranno esserne prodotte e distribuite dosi per immunizzare un numero di individui mai visto prima, allo scopo di proteggere l’intera comunità globale interrompendo la circolazione del virus.

La necessità a livello sovra-nazionale e la diversità geografica da affrontare quando si parla di un’emergenza pandemica suggeriscono di mettere in pratica un approccio strategico diversificato. Sarà essenziale un alto livello di collaborazione, ad esempio, tra le aziende che si occupano di biotecnologie e le case farmaceutiche, che attualmente stanno portando avanti approcci di diverso genere al vaccino.

Per raggiungere un risultato che sia massimamente sicuro ed efficace sarà infatti indispensabile che, lungo tutto il percorso, da parte di governi nazionali, industrie e comunità scientifica vi sia la massima collaborazione, come difficilmente si è potuto vedere in precedenza, e che ognuna delle parti contribuisca con il suo valore aggiunto individuale e i suoi massimi punti di forza. Nella pubblicazione di Science, disponibile qui, viene discusso nei dettagli l’approccio proposto dal U.S. National Institutes of Health (NIH) ed esposto il progetto per la piattaforma collaborativa che permetterebbe di condurre i trial clinici sui vaccini in maniera armonizzata, quindi con il massimo risparmio di tempo e risorse.

Soprattutto, l’obiettivo che si cerca di raggiungere in questo processo è un farmaco dal massimo profilo di sicurezza possibile. Sia per essere in grado di verificare che il rapporto beneficio-rischio sia favorevole alla sua introduzione su larga scala, sia per potersi concentrare anche su tutti gli ulteriori rischi che – almeno in teoria – potrebbero sorgere conseguentemente all’introduzione del vaccino, come ad esempio mutazioni del virus che porterebbero a una manifestazione più grave della sindrome respiratoria provocata da Sars-CoV-2.

Ma, come puntualizzano gli scienziati che firmano il contributo, tutti i punti da toccare richiedono confronto tra rappresentanti della comunità scientifica nel processo di ricerca e sviluppo del vaccino, compresi i termini per un’effettiva valutazione del rapporto tra beneficio e rischio e dell’efficacia del farmaco. Una volta stabilito un criterio di valutazione si possono stabilire criteri correlati e subordinati, fino alla stesura di un protocollo comune che porti a un’attività collaborativa, in tempo reale, al massimo dell’efficienza e dell’utilizzo delle risorse.

Si sta parlando infatti di un vaccino che permetta, potenzialmente, di immunizzare l’intera popolazione mondiale nel minor tempo possibile. Un obiettivo di questa enormità richiede il massimo sforzo da parte di tutti i soggetti coinvolti. Lo sviluppo di un vaccino contro Sars-CoV-2 è, infatti, assolutamente necessario se si vuole ritornare a una situazione di relativa normalità, cioè a uno scenario simile a quello in cui eravamo abituati a vivere “prima”. Per raggiungere questo obiettivo sono richiesti gli sforzi di tutti in una strategia integrata e armonizzata, che si tratti di comparto pubblico e/o privato o delle attività filantropiche, che tanto impegno stanno profondendo per aiutare nella gestione della pandemia.


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