Un codice per la regolamentazione del marketing dei sostituti del latte materno

di Luca Mario Nejrotti

È stato pubblicato lo stato dell’arte della regolamentazione del marketing dei sostituti del latte materno, da parte dell’OMS, dell’UNICEF e dell’IBFAN.

Promozione dannosa dei BMF

Il Codice internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno (BMF, Breast-milk substitutes) costituisce la base per l’adozione e l’applicazione di solide misure legali nazionali volte a garantire che i genitori e gli altri caregiver siano protetti da informazioni inappropriate e fuorvianti. Vi è, inoltre, la necessità che gli operatori sanitari, le loro associazioni professionali e le strutture sanitarie non promuovano i BMS né accettino il sostegno dei loro produttori o distributori. L’OMS e l’UNICEF hanno istituito una rete di organizzazioni della società civile per facilitare lo sviluppo delle legislazioni nazionali. La rete per il monitoraggio globale e il sostegno all’attuazione del Codice internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno è costituita da Action Against Hunger, Emergency Nutrition Network, Helen Keller International, IBFAN, International Lactation Consultant Association, Leche League International, Save the Children e World Alliance for Breastfeeding Action (vedi). Nel rapporto recentemente pubblicato si registra che, negli ultimi due anni, i partner hanno continuato ad attuare una varietà di azioni per ridurre le pratiche di marketing dannose di produttori e distributori di BMS. Inoltre, vengono sviluppati sistemi nazionali per monitorare l’adesione al Codice. Sono numerose le iniziative per il monitoraggio continuo e la valutazione periodica del codice, che include un esame delle violazioni del codice in strutture sanitarie, negozi, comunità e mass media, in particolare in dieci paesi (Brasile, Cile, Repubblica Dominicana, Ecuador, Messico, Nigeria, Panama, Sri Lanka, Tailandia e Uruguay) dove è stata documentata la continua promozione inappropriata di BMS. Più di 20 paesi hanno perseguito attivamente l’istituzione di sistemi di monitoraggio in corso per identificare le violazioni del codice e attuare azioni di contrasto utilizzando il toolkit predisposto dalla rete di partner.

Un programma ambizioso.

La relazione fornisce informazioni aggiornate sullo stato di attuazione del Codice internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno e delle successive risoluzioni dell’Assemblea mondiale della sanità (WHA) nei paesi. Il documento evidenzia le disposizioni specifiche ritenute particolarmente efficaci nell’affrontare ed eliminare la promozione di BMS, biberon e tettarelle presso gli operatori sanitari e nelle strutture sanitarie. L’OMS, l’UNICEF e l’IBFAN hanno raccolto informazioni dai loro uffici regionali e nazionali su nuove o ulteriori misure legali adottate dai paesi dal 2018.

I risultati.

È stato sviluppato un algoritmo di calcolo del punteggio, che assegna valori in punti per ciascuna disposizione del Codice, su un totale possibile di 100 punti per misure che riflettono tutte le disposizioni del Codice. I paesi con misure legali che hanno ottenuto un punteggio di 75 o superiore sono considerati “sostanzialmente allineati al Codice”, quelli con punteggi di 50 – <75 sono considerati “moderatamente allineati al Codice” e quelli con punteggi <50 hanno fatto proprie solo “alcune disposizioni del Codice”. Questo algoritmo facilita una classificazione sistematica e obiettiva dei paesi e delle loro misure legali.

Negli ultimi due anni, le protezioni contro la commercializzazione inappropriata di BMS sono state rafforzate in 44 paesi in tutto il mondo. Dal rapporto del 2018, 11 paesi – Bahrein, Ciad, Egitto, Repubblica democratica popolare del Laos, Nigeria, Pakistan (Punjab), Repubblica di Moldavia, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Uzbekistan – hanno adottato una nuova legislazione relativa al codice o modificato misure legali. Inoltre, nel 2020 sono entrate in vigore le restrizioni rafforzate alla promozione presso il grande pubblico e nel sistema sanitario. Nell’aprile 2020, 136 (70%) su 194 Stati membri dell’OMS hanno adottato leggi con disposizioni per l’attuazione del codice. In sintesi, 25 paesi avevano misure sostanzialmente allineate al codice; altre 42 avevano misure moderatamente allineate; 69 avevano incluso solo alcune disposizioni e 58 non avevano alcuna misura legale.

Un panorama variegato e complesso.

I sistemi sanitari di molti paesi continuano a essere sfruttati come principali ambiti di promozione dei prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione del Codice. Il pubblico di riferimento, come le donne incinte e le madri di neonati e i loro familiari, può essere facilmente raggiunto. Le strutture sanitarie e il personale sono spesso influenzati attraverso la fornitura di materiali e attrezzature che possono portare a un’approvazione diretta o indiretta dei prodotti di una società. Dei 136 paesi con misure legali in atto, 79 hanno misure che richiedono un divieto generale di promozione di BMS nelle strutture sanitarie. Un totale di 44 paesi presenta un divieto esplicito di esposizione dei prodotti “incriminati” e 84 paesi vietano esplicitamente la visualizzazione di cartelli o poster relativi ai prodotti. Molti meno paesi vietano chiaramente l’uso di strutture sanitarie per ospitare eventi, concorsi o campagne (21) o l’uso di personale fornito o pagato da produttori o distributori (30). Solo 30 paesi hanno misure che richiedono il divieto totale di tutti i doni o incentivi per operatori sanitari. Cinquantuno paesi vietano la donazione di forniture gratuite o a basso costo in qualsiasi settore del sistema sanitario e 59 vietano la donazione di campioni di prodotti. Solo cinque paesi vietano completamente la donazione di attrezzature o servizi da parte di produttori o distributori di prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione del Codice.

Nonostante i significativi conflitti di interesse documentati, per esempio legati alla sponsorizzazione di convegni di associazioni di professionisti scientifici e sanitari, a oggi solo 19 paesi hanno vietato tale pratica da parte dei produttori di BMS.

Suggerimenti per il futuro.

La relazione del 2020 evidenzia le continue carenze giuridiche dell’attuazione del Codice in molti paesi. La nuova lista di controllo estesa e l’algoritmo di valutazione presentati hanno permesso all’OMS, all’UNICEF e all’IBFAN di effettuare un’analisi più completa e obiettiva degli sforzi dei paesi per tradurre il Codice in misure legali nazionali. Sebbene siano stati compiuti progressi, troppo pochi paesi hanno adottato misure legali per fermare efficacemente il marketing di prodotti alternativi all’allattamento al seno. I diversi paesi dovrebbero analizzare e affrontare le debolezze o le lacune nella loro legislazione esistente e agire di conseguenza. I legislatori e i decisori politici dovrebbero riconoscere i loro obblighi, sia ai sensi della legislazione internazionale sui diritti umani sia degli accordi internazionali, di promuovere e proteggere l’allattamento al seno e di eliminare pratiche di marketing inadeguate.

Si dovrebbero analizzare e affrontare le debolezze o le lacune nella legislazione esistente e agire di conseguenza. In particolare, i paesi devono rafforzare i loro quadri giuridici per:

  • eliminare tutte le forme di promozione dei BMS, di biberon e tettarelle per il pubblico in generale e nelle strutture sanitarie;
  • vietare tutti i doni agli operatori sanitari e altre forme di coinvolgimento inappropriato tra produttori e distributori di BMS e operatori dei sistemi sanitari;
  • consentire a enti governativi autorizzati di imporre sanzioni quando le violazioni siano identificate e convalidate;
  • includere esplicitamente i prodotti lattiero-caseari commercializzati come idonei all’alimentazione dei bambini piccoli fino ad almeno 36 mesi di età nel campo di applicazione della legislazione nazionale;
  • applicare un divieto di promozione di alimenti complementari per i bambini di età inferiore a 6 mesi.

Fonti.

https://www.unicef.org/media/69641/file/Marketing-of-breast-milk-substitutes-status-report-2020.pdf