USA COVID-19: le strutture sanitarie ostacolano l’uso delle mascherine da parte del personale

Di Luca Mario Nejrotti

Il caso di una dottoressa negli USA solleva polemiche sul tema della sicurezza degli operatori sanitari in tempo di pandemia.

Divieto di proteggersi e di proteggere.

La dottoressa Buckalew, intervistata da NPR (vedi), ha denunciato il fatto di aver subito pressioni prima e di essere stata licenziata poi, nel momento in cui si è rifiutata di rinunciare alla mascherina di protezione come le veniva richiesto dalla direzione dell’ospedale dove aveva preso servizio: le scuse sono state varie, ma alla fine la versione ufficiale è stata che le linee guida dei CDC non le prevedono.

Tutto questo viene confinato nelle problematiche legate ai rapporti di lavoro, fingendo di ignorare l’ovvia realtà del fatto che la diffusione del contagio presso il personale sanitario colpisce due volte i pazienti: prima di tutto aumentandone le probabilità di infezione e poi riducendo gli effettivi impegnati nella risposta sanitaria.

Può sembrare un problema grave, ma lontano dalla nostra realtà, ma non dobbiamo dimenticare la recente presentazione in Senato di un emendamento al Decreto “Cura Italia” che sostanzialmente regalerebbe l’impunità penale, civile ed erariale per errori e omissioni in relazione agli eventi legati alla pandemia alle direzioni amministrative delle strutture sanitarie (ne abbiamo parlato: vedi).

Nascondersi dietro a un dito.

Alla base del problema statunitense c’è il fatto che le strutture sanitarie non sono in grado di fornire le adeguate misure protettive al proprio personale.

Il fatto che molti operatori sanitari decidano di usare il proprio equipaggiamento protettivo non fa altro che sottolineare la colpevole mancanza dei datori di lavoro, in special modo in un momento di tale emergenza sanitaria in cui i casi di decessi nel personale sanitario italiano impegnato nel contenimento della pandemia vengono guardati con crescente preoccupazione da oltreoceano.

Se, però, in Italia la mancanza di mascherine per gli operatori sanitari e sociosanitari provoca una corsa alla solidarietà e alle soluzioni anche più fantasiose e artigianali, questo negli USA viene sanzionato e addirittura chi si procura autonomamente la protezione giusta e a norma, viene censurato dai propri datori di lavoro.

Una delle scuse più ridicole che rimbalzano di ospedale in ospedale è che vedere un medico con la mascherina spaventerebbe i pazienti, l’altro timore delle strutture sanitarie è che “se tutti gli operatori utilizzassero le mascherine… si rimarrebbe senza”.

Eppure, gli operatori sanitari negli USA subiscono gravi pressioni perché evitino di indossare le protezioni, richiami ufficiali, mobbing, disprezzo e sdegno sono sempre più diffusi, a riprova del fatto che, anche tra decisori in ambito sanitario la pandemia negli Stati Uniti è ancora caparbiamente sottovalutata e che è comunque subordinata all’interesse economico: in un paese dove la professione medica, come molte altre, è precaria e subordinata alla compiacenza nei confronti dei datori di lavoro, questo si potrebbe rivelare un problema cruciale.

 

Fonti.

https://www.npr.org/2020/04/02/825200206/doctors-say-hospitals-are-stopping-them-from-wearing-masks