Verso l’equità sanitaria negli USA

di Luca Mario Nejrotti

In Italia l’equità sanitaria è forse data troppo per scontata, ma all’estero le cose vanno molto peggio, forse, però, finalmente, si apre una speranza in questa direzione negli Stati Uniti.

La salute è uguale per tutti?

L’equità nella salute è un concetto semplice, ma difficile da raggiungere. Negli USA le disuguaglianze sanitarie sono radicate nel sistema di assistenza e sono evidenti le differenze evitabili tra gruppi socioeconomici e demografici o aree geografiche in termini di stato di salute, malattia o mortalità (vedi).

I nodi e la pandemia.

Le debolezze del sistema sanitario statunitense sono state messe impietosamente in luce dalla crisi sanitaria dovuta alla COVID-19: neri, latini e indigeni americani muoiono di Covid-19 a tassi sproporzionatamente più alti della popolazione restante, e questa maggiore letalità è accoppiata con disturbi consolidati tra cui prevalgono ipertensione, diabete e obesità. L’aumento del rischio Covid è molto probabilmente provocato non solo dalla prevalenza di queste malattie croniche e dalla loro diversa gravità, ma anche dall’incapacità del sistema sanitario di fornire ai pazienti delle minoranze cure preventive e terapeutiche di qualità pari a quella fornita ai pazienti bianchi. I pazienti che vivono nelle zone rurali, in particolare, hanno notevoli difficoltà ad ottenere cure primarie e specialistiche di alta qualità.

Il sistema sanitario statunitense è lo specchio della sua società, in cui il potere e le risorse non sono distribuiti equamente tra comunità, sessi o classi, sin dalla nascita stessa della nazione nordamericana. La classe sociale, l’etnia e la geografia sono, in larga misura, il destino quando si parla di salute negli Stati Uniti.

Sanità iniqua.

Sebbene vari fattori sociali influenzino la prevenzione e la gestione delle malattie croniche, l’accesso alle cure attraverso una copertura assicurativa sanitaria stabile può avere l’effetto più marcato. Nel 2018, circa 27,5 milioni di americani, l’8,5% della popolazione statunitense, non avevano un’assicurazione sanitaria. Tra questi, i neri e i latinoamericani hanno tassi di copertura assicurativa costantemente inferiori rispetto ai bianchi americani. Poiché negli USA il grosso delle assicurazioni è collegato al posto di lavoro, è ovvio che i maggiori tassi di disoccupazione e sottoccupazione delle minoranze influenzino l’accesso alle cure mediche. La pandemia ha amplificato le disuguaglianze economiche preesistenti per le minoranze aumentando la disoccupazione e riducendo contemporaneamente i tassi di assicurazione sanitaria, la sicurezza alimentare, la stabilità abitativa e il reddito familiare.

Ai problemi economici si aggiungono quelli sociali e culturali (ne abbiamo parlato su queste pagine, vedi).

Il razzismo strutturale danneggia indirettamente la salute minando strategie che potrebbero consentire ai pazienti di minoranza di essere assistiti da medici di fiducia che comprendano appieno la loro cultura. Il razzismo sistemico limita le opportunità educative per i neri americani, con conseguente disparità tra i professionisti della salute. Secondo l’Association of American Medical Colleges, il 63,9% degli studenti della facoltà di medicina è bianco, il 3,6% nero e il 3,2% Latino. Sebbene i neri costituiscano il 13,4% della popolazione statunitense, solo il 5,0% dei medici statunitensi che praticano attivamente sono neri. Le persone Latine rappresentano il 18,3% della popolazione, ma solo il 5,8% dei medici che praticano attivamente. Tale ineguale rappresentanza, a sua volta, amplifica le disuguaglianze sanitarie, le difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria e le disparità sanitarie.

Dalla crisi, l’opportunità.

Forse, il poter mettere a nudo oggettivamente i gravi difetti del sistema sanitario statunitense può essere l’opportunità per risolverli.

Le ripercussioni della pandemia potrebbero spingere gli USA a trovare i mezzi e la volontà di lavorare per preservare la visione della democrazia che sarebbe alla base della loro Costituzione. Le politiche pubbliche dovranno andare prima di tutto contro l’ingiustizia economica, abbattendo il divario retributivo razziale e di genere. Rifacendosi alla dichiarazione del presidente John F. Kennedy nel suo messaggio del 1962 al Congresso sui bisogni sanitari nazionali, un anno prima di essere assassinato: “La vera misura di una nazione è il suo successo nel mantenere la promessa di una vita migliore per ciascuno dei suoi membri. Che questa sia la misura della nostra nazione!”.

Fonti.

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp2005944?query=featured_home